Quando il legislatore chiama “riparazione” una pena: la sentenza n. 108 del 2026 sull’art. 322-quater c.p. «What’s in a name?», si domanda Giulietta affacciata al balcone. Che cosa c’è in un nome? Per Shakespeare, molto poco. Una rosa, anche chiamata diversamente, continuerebbe ad avere lo stesso profumo. Il nome non modifica la sostanza delle cose. Nel diritto penale, però, le cose si complicano. Una pena chiamata pena porta con sé un intero corredo di garanzie: legalità, ir
C'è una tentazione che accompagna da sempre l’esercizio della giurisdizione, quella di non limitarsi a decidere, ma di rimettere a posto il mondo. Il colpevole ha ingannato, la vittima ha perduto un’automobile, l’assegno era carta senza denaro, il contratto era nato dentro una menzogna. Restituire il veicolo alla persona offesa sembra, allora, la conclusione più naturale. Come in certi blockbuster, quando il maltolto torna nelle mani del suo proprietario e l’ordine morale, do
La sentenza della Cassazione penale, sez. III, 19 maggio 2026, n. 22741, affronta un tema decisivo nei processi per reati tributari: il rapporto tra accertamento fiscale e processo penale. Il caso riguardava l’accusa di dichiarazione fraudolenta ex art. 2 d.lgs. 74/2000, contestata agli amministratori di una società per avere utilizzato fatture relative ad appalti ritenuti fittizi, perché dissimulanti prestazioni di lavoro subordinato. In altre parole, secondo l’accusa, dietr