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Controesame Distruttivo: 6 modi per screditare il testimone nel processo penale.



Indice:


1. Premessa.

Nel processo penale, ci sono diverse tipologie di controesame del testimone e la loro natura varia a seconda del risultato probatorio che il difensore intende realizzare.

In primo luogo, un avvocato può utilizzare il controesame per convincere il giudice che un determinato testimone sia credibile e che abbia risposto alle domande con sincerità ed accuratezza.

In secondo luogo, il controesame può rappresentare un'occasione, uno strumento del difensore per trasmettere immediatamente al giudice dati, informazioni della propria strategia difensiva, anticipando (e lasciandone traccia nel verbale stenotipico) argomenti che poi verranno affrontati in sede di discussione finale.

Last but not least, abbiamo il controesame che ogni avvocato desidera padroneggiare, quello che siamo abituati a vedere nei legal drama e che probabilmente è il motivo che ci ha spinti ad iscriverci alla facoltà di Giurisprudenza: il cd. controesame distruttivo.

Possiamo definirlo come quella particolare tecnica di esame che ci consente di minare la credibilità del testimone.


2. La necessità di un modello.

Ciascuno di noi, dopo anni di esperienza nelle aule d’udienza, ha maturato trucchi del mestiere, regole, accorgimenti per eseguire un efficace controesame del testimone.

Molto spesso però, queste importantissime informazioni vengono raccolte nella nostra testa in maniera confusa e disordinata.

Quante volte, tornando a casa dall’aula di udienza, ti sarai chiesto: “Accidenti, avrei potuto spingere il teste in quella direzione”, oppure “Potevo contestargli quella dichiarazione incoerente”?

Perché questo succede?

Il motivo è semplice, evidentemente ti manca un modello, all’interno del quale mettere insieme, in modo utile e coerente, il tuo bagaglio di conoscenze in materia di controesame (e più in generale di cross examination).

La prima regola per riuscire a condurre un controesame distruttivo in cross examination è proprio questa: avere un modello coerente che ti consenta, in una frazione di secondo mentre sei in aula, di aprire un determinato cassetto e tirare fuori la regola, l’informazione che ti serve, per screditare il testimone che hai di fronte.

In questo articolo, parleremo di argomenti che sicuramente già conoscete, l’unico obiettivo è “mettere ordine”, creando delle categorie, un sistema di conoscenze che renderà più semplici ed intuitive le vostre decisioni in aula.


3. Che cos’è il controesame distruttivo?

Partiamo da un esempio, siamo in sede di controesame di un testimone oculare, in un processo per omicidio volontario:


Domanda: lei ha effettivamente visto l’aggressione?

Risposta: sì.

Domanda: E lei era vicino all’imputato?

Risposta: No, era a cinquanta metri o più.

Domanda: A che ora è successo tutto questo?

Risposta: Le undici di sera.

Domanda: Aveva una torcia con sé?

Risposta: No, perché avrei dovuto portarmi dietro una candela?

Domanda: Come è riuscito a vedere dalla distanza di 50 metri o più, senza una torcia alle undici di notte?

Risposta: La luna splendeva davvero luminosa.

Domanda: Una luna piena?

Risposta: Sì, luna piena.

Domanda: L'almanacco meteo dice che il ventinove di agosto (la notte dell'omicidio), la luna era scomparsa alle sette di pomeriggio, dunque, secondo lei, poteva essere piena alle undici?

[Nessuna risposta]

Domanda: Non era troppo buio per vedere qualcosa da 50 metri? figuriamoci da 60?

[Nessuna risposta]


Quello che vi ho appena proposto è il famosissimo controesame di Abraham Lincolnm nel processo Armstrong, celebrato nel 1858 davanti alla County Courthouse di Menard, Illinois, controesame che viene studiato in ogni law school americana e che probabilmente rappresenta uno dei migliori esempi di controesame distruttivo che possiamo rinvenire nella letteratura.

Come avete potuto riscontrare, il controesame distruttivo è una messa in stato d’accusa, una vera e propria dichiarazione di guerra al testimone (non a caso, negli USA, viene definito “impeachment”), ed invero, l’obiettivo dell'esaminatore non è minare il contenuto della deposizione ma la fonte dell’informazione.

Pertanto, tutto quello che devi fare è spostare l’attenzione del giudice dal fatto alla persona, dalla deposizione al testimone.

Ognuno di noi ha utilizzato questa particolare “tecnica”, almeno una volta nella vita (e non solo nel processo, aggiungerei).

Pensiamo ad un bambino che viene accusato dalla sorella più grande di aver rotto un costoso vaso di porcellana, quasi sicuramente il piccolo accusato si difenderà davanti ai suoi genitori, accusando la sorella di essere una persona che mente abitualmente e nello stesso tempo richiamerà all’attenzione episodi del passato a sostegno della sua linea difensiva.

In questo caso, il bambino non entra nel merito dell’accusa, non contesta l’accusa, il cd. fatto storico ma si limita ad “accusare” la sorella di essere una bugiarda, in altri termini, sta inconsapevolmente conducendo un controesame distruttivo (o “impeachment” se desiderate).


4. I casi di controesame distruttivo.

Come è evidente, il controesame distruttivo rappresenta il principale strumento difensivo di cui dispone un avvocato nella cross examination.

Ma non dobbiamo cadere in un errore: questa tipologia di controesame non è un’arma che possiamo utilizzare sempre contro ogni testimone.

In queste pagine, infatti, non ti darò un porto d’armi, né un metodo per entrare in aula, sparare all’impazzata e demolire la credibilità di qualsiasi testimone si trovi al tuo cospetto, e questo semplicemente perché questo metodo non esiste.

Se vuoi condurre un controesame che renda inattendibile il testimone, è fondamentale chiarire che ciò può avvenire solo se ricorrono alcune condizioni specifiche.

Quindi, quello che faremo è individuarle, metterle in fila e memorizzarle, in modo da consentirti di afferrarle, in meno di un secondo, quando sei al banco della difesa.

Insomma, questo è il “modello coerente” di cui parlavo in premessa, uno schema mentale che ti abitui a ragionare in questo modo: “Ci sono le condizioni per condurre un controesame distruttivo?

Sì, vado avanti.

No, mi metto a sedere.


5. I casi distruttivi.

"INDICO INPRECO".

Questo è l’anagramma dei sei casi in cui un avvocato può procedere ad un controesame distruttivo (certo, avrei dovuto utilizzare la “M” al posto della “N”, in INPRECO, ma per necessità mi sono preso una licenza poetica).

  • Inabilità fisica o mentale;

  • Dichiarazioni incoerenti;

  • Condanne;

  • Incapacità di ricordare;

  • Pregiudizi o interessi;

  • Condotta incoerente.

Come si dirà più dettagliatamente nel prosieguo, i casi distruttivi possono essere distinti in due gruppi:

  1. quelli che riguardano uno stato o una condizione del testimone;

  2. quelli che si riferiscono a dichiarazioni o azioni che lo stesso abbia precedentemente reso o posto in essere.

Analizziamoli nel dettaglio.


5.1 Inabilità fisica o mentale del testimone.

Il primo caso di controesame distruttivo si verifica quando il teste è affetto da un tipo di inabilità fisica o mentale che abbia inciso sulla sua percezione e che pertanto abbia alterato la sua capacità di apprendere e valutare i fatti.

Da questo postulato deriva un corollario: devi sapere tutto, anche il dettaglio che può sembrarti più banale, sul testimone che andrai a sottoporre al tuo controesame.

Facciamo un esempio, per rendere più chiaro il concetto.

Immagino che tu abbia visto il filmMio cugino Vincenzo”, esilarante commedia interpretata da Joe Pesci, vincitrice del Premio Oscar nel 1992 (se non l’avete visto, fatelo subito).

In questo film, viene rappresentato un chiaro esempio di controesame distruttivo per inabilità, nel quale il difensore dimostra l’inattendibilità del testimone, facendo leva su un suo evidente difetto di percezione.

La pellicola narra la storia di due persone, accusate di un omicidio ed una rapina commessi in un supermercato.

In una memorabile scena, l’avvocato Vincent Gambini (interpretato dal grande Joe Pesci), difensore degli imputati, interroga un uomo anziano, testimone oculare del fatto.

In controesame, l'avvocato Gambini nota che il testimone indossa degli occhiali molto spessi che suggeriscono una forte miopia (inabilità fisica) ed a quel punto, dopo essersi accertato che li indossava anche il giorno dell’omicidio, gli chiede: “può dirmi che numero sto indicando con la mano?”.

Il teste risponde: “Quattro”.

Ma in verità erano il numero indicato dall'esaminatore era il “due”.

Come vedete, in questo caso, il difensore non ha in alcun modo affrontato il merito della deposizione, ma si è diretto subito sulla fonte della dichiarazione, ovvero sul testimone, dimostrando che quest’ultimo, a causa di una manifesta invalidità fisica (miopia) che ha inevitabilmente inciso sulla sua percezione (vista), non poteva aver visto alcunché.

In altri termini, il difensore degli imputati, con una sola domanda, ha completamente demolito la credibilità del teste principale dell’accusa.

Va poi precisato che nella categoria della inabilità non rientra solo quella fisica ma anche quella mentale.

Ed invero, possono esserci fattori come la presenza di patologie psichiatriche o l’abuso di alcol o sostanze stupefacenti che possono alterare la percezione del testimone e la sua capacità di valutazione.

In questi casi, centrale ovviamente è il ruolo delle investigazioni difensive che ci permettono di acquisire prove a riscontro che possiamo utilizzare per accusare il nostro teste.


5.2 Dichiarazioni incoerenti.

Il modo più efficace per mettere in stato di accusa un testimone e demolire la sua credibilità è utilizzare le sue stesse parole contro di lui.

Se un teste, durante l'esame diretto, cambia versione e smentisce quello che aveva riferito nel corso delle indagini preliminari, il giudice chiaramente perverrà ad una duplice conclusione: il teste sta mentendo o comunque non è in grado di ricostruire i fatti su questa testimonianza.

Due regole preliminari.

Per prima cosa devi imparare praticamente a memoria tutto quello che il teste ha riferito prima della deposizione e che si trova nel fascicolo del pubblico ministero.

Seconda regola, quando va in aula porta con te un paio di copie delle dichiarazioni predibattimentali del testimone.

In particolare, nei processi più grandi, il pubblico ministero potrebbe avere difficoltà a reperire il verbale o il Giudice, ai sensi dell'articolo 499 ultimo comma cpp, potrebbe chiederti di esibirlo.

Quindi fatti trovare pronto, soprattutto perché se il pubblico ministero non trova la dichiarazione predibattimentale, il ritmo del tuo controesame verrà inevitabilmente interrotto e questo come abbiamo detto qui non devi mai permetterlo.

Se sta esaminando un perito o un consulente tecnico, prendi copia di ogni suo scritto o pubblicazione sul tema, portali con te in aula e tieniti pronto perché potrebbero servirti per screditarlo.

È chiaro che se il teste qualificato riferisce circostanze e fatti che contraddicono ciò che lo stesso ha riportato nei suoi studi, puoi operare un controesame distruttivo nei suoi confronti.

Chiarito questo, vediamo come si esegue un controesame distruttivo per dichiarazioni incoerenti quella che noi chiamiamo 500 o contestazione.

Per eseguire una contestazione efficace devi seguire la regola delle 4 C: Conferma, (dai)Credito, Confronta, Contrasta.


1. Conferma l'incongruenza.

Partiamo da un esempio

Il teste in esame diretto riporta un'affermazione "la luce è rossa" incoerente con quella resa nel corso delle indagini preliminari "la luce è blu".

A questo punto, con voce incredula, fai confermare al teste l'incongruenza "ha detto che la luce è rossa vero?"


2. Dai credito alla dichiarazione incoerente.

Non esultare subito, evita che il teste comprenda la tua strategia e getta le basi per il tuo attacco.

Spingi il teste a confermare tutto il suo racconto, fallo crescere di intensità e fai credere che tutta la sua deposizione sia accurata e veritiera.


3. Confronta.

A questo punto, metti il testimone davanti all'incongruenza: “Mi perdoni, lei il giorno X ha dichiarato la luce è blu", a questo punto leggi lentamente il verbale predibattimentale, indicando chi e quando lo ha assunto.


4. Contrasta.

Ancora una volta, non lasciarti prendere dal desiderio di urlare "Lei è un bugiardo, ha mentito, dovrebbe vergognarsi, lei non è credibile", ma mantieni un profilo altamente professionale e limitati a evidenziare il contrasto. "Allora la luce era blu?"

Come evidente, in questo modo hai completamente demolito la credibilità del tuo testimone e ciò non solo con riferimento alla dichiarazione parziale su cui ricade l'incongruenza ma anche sul resto della deposizione.

A questo punto la decisione spetterà al giudice stabilire se applicare l'inattendibilità frammentata della deposizione, ma questo sarà un argomento che affronterai in sede di discussione finale.


5.3 Condanne.

Una premessa.

L'articolo 688 del codice di procedura penale riconosce al difensore la possibilità di richiedere, previa autorizzazione del giudice, il certificato di tutte le iscrizioni esistenti a carico di un testimone.

Il certificato può essere acquisito nel fascicolo del dibattimento come prova documentale ed utilizzato per screditare il testimone.

Immaginate adesso che il teste dell'accusa abbia subito una condanna per falsa testimonianza o per un altro grave reato.

È chiaro che ci sono tutte le condizioni per mettere in piedi un controesame distruttivo contro di lui, ed infatti la circostanza che il teste abbia subito una o più condanne, magari recenti, inevitabilmente indurrà il giudice a non dargli piena credibilità.

A proposito, trovate un esempio di questo tipo di controesame nel libro "L'arte del dubbio" di Gianrico Carofiglio.

Fateci caso è proprio nel caso di condanne pregresse del testimone che si coglie l'essenza del controesame distruttivo e ciò in quanto a noi non interessa per niente il contenuto della deposizione ma solo la persona che l'ha resa.


5.4 Incapacità di ricordare.

Parafrasando Cordero potremmo definire il dibattimento una macchina del tempo che attraverso il racconto la deposizione del testimone ci riporta indietro nel passato i giri fari vivere una storia alla quale non abbiamo assistito quindi la principale capacità del testimone dovrebbe essere quella di ricordare i fatti e le circostanze e i dettagli e se non li ricorda difficilmente qualcuno gli darà credibilità immaginate vostro figlio torna a casa e dice di essere stato tutto il pomeriggio a casa di Luigi un suo amico di avere studiato lì dalle 15 alle 20 poi mi dice abbiamo mangiato un pollo abbiamo studiato la teoria della relatività e poi siamo usciti un'oretta in centro benissimo se dopo una settimana gli chiede te cosa avete mangiato a casa di Luigi la settimana scorsa tacchino e lui mi risponde non ricordo e Cosa avete studiato Boh classico due cose sono certe uno siete molto bravi a condurre un controesame distruttivo due vostro figlio non è il massimo della credibilità purtroppo in Italia Ne vedrete pochissimi di questi contro esami se non nessuno perché purtroppo i nostri dibattimenti si celebrano a distanza di moltissimi anni a volte decenni dalla fase delle indagini preliminari però non si sa mai meglio sapere


5.5 Pregiudizio o interessi.

Un altro caso in cui è possibile condurre un controesame distruttivo si verifica quando emerge un pregiudizio del teste nei confronti del nostro assistito o un interesse personale rispetto ai fatti oggetto del processo.

Il caso più famoso del primo tipo è sicuramente il processo a carico della star del football americana OJ Simpson.

La prova regina in quel processo era rappresentata dalle dichiarazioni di Mark Fuhrman il poliziotto che aveva rinvenuto il famoso guanto insanguinato nei pressi del luogo del delitto.

La difesa introdusse nel processo alcune registrazioni nelle quali Fuhrman utilizzava l'espressione "negro" riferendosi ad un afroamericano.

La difesa di OJ Simpson impostò il controesame principalmente su questo, il pregiudizio di Fuhrman verso le persone di colore.

Ancora una volta, il controesame non riguardava il merito della deposizione ma la persona del testimone.

Stesso discorso vale per chi abbia un interesse rispetto ai fatti di cui si discute nel processo, un esempio è rappresentato dai collaboratori di giustizia che sono coimputati o imputato in un procedimento connesso ed infatti l'art. 192 cpp prevede che le loro dichiarazioni da sole non possono essere utilizzate come prova del fatto dovendo essere necessariamente riscontrate da altri elementi di prova


5.6 Condotta incoerente.

Oltre alle parole possiamo utilizzare contro il testimone un controesame distruttivo anche le sue azioni o omissioni.

Possiamo distinguere due gruppi a seconda che il teste sia ordinario o qualificato.

Cosa fare per screditare un teste qualificato, ad esempio, pensiamo ad un consulente tecnico che si è occupato di operare una ricostruzione della dinamica dell'evento?

Possiamo screditarlo utilizzando contro di lui tutte le azioni che non ha fatto: se non si è recato personalmente sul luogo dell'evento, se non ha scattato determinate fotografie, se ha trascorso poco tempo a studiare il caso o se viceversa trascorso troppo tempo a studiare il caso.

Le azioni, poi, possono rilevare anche per il controesame del teste ordinario.

Ad esempio, pensiamo ad un testimone che abbia dichiarato di aver utilizzato la macchina per un determinato periodo per andare al lavoro, mentre la difesa, da prove acquisite con indagini difensive, riesce a dimostrare che il teste ci andava sempre a piedi in quel periodo.

In chiusura, mi preme un'ultima considerazione proprio sulle indagini difensive che nel nostro paese purtroppo sono molto sottovalutate.

Come avete notato, nella maggior parte dei casi in controesame distruttivo è possibile solo se sono state espletate indagini difensive, forse sarebbe il caso di aprire un dibattito serio nel nostro paese su questo tema e sulle limitazioni che vengono poste sulle indagini difensive.


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