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Cassazione Penale

Cassazione penale sez. V, 08/03/2023, n.23037

La massima

In tema di bancarotta, è legittima l'applicazione di misure cautelari personali anche prima della pronunzia della sentenza dichiarativa del fallimento, qualora ricorrano le condizioni previste dall'art. 238, comma 2, l. fall. per l'esercizio anticipato dell'azione penale.

La sentenza integrale

RITENUTO IN FATTO 1. Il Tribunale del riesame di Torino con l'ordinanza ora impugnata, ha confermato il provvedimento restrittivo emesso dal Gip del Tribunale di Novara, che applicava la misura cautelare della custodia cautelare in carcere nei confronti di P.L., quale rappresentante (legale del (Omissis) Spa, in ordine ai delitti di bancarotta fraudolenta per distrazione di somme di denaro (capi E e F), di cagionamento del dissesto con operazioni dolose consistite nel reiterato utilizzo di indebite compensazioni (capo H), nonché gli omessi versamenti all'Erario a seguito della utilizzazione in compensazione di crediti inesistenti (art. 10-quater, comma 2, D.Lgs. n. 74 del 2000, capi A e B). 2. Il ricorso per cassazione proposto nell'interesse di P.L. consta di cinque motivi, enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione, secondo quanto disposto dall'art. 173 disp. att. c.p.p.. 3. Il primo motivo deduce violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla eccezione di incompetenza territoriale formulata in sede di riesame. Lamenta il ricorrente che il Tribunale non avrebbe adeguatamente motivato in merito, ritenendo il vincolo della continuazione fra le condotte e richiamandosi al movente economico, per un verso trascurando che la competenza per i delitti tributari di indebita compensazione viene a radicarsi in (Omissis), quale luogo in cui avvenne l'invio del modello di pagamento rappresentante la compensazione, per altro verso in (Omissis) dato il criterio della continenza delle regiudicande, per la pendenza ivi di altro procedimento. 4. Il secondo motivo deduce violazione dell'art. 292, comma 2, lett. c), c.p.p. per mancanza di autonoma motivazione. L'ordinanza impugnata, quanto alla inesistenza dei crediti portati in compensazione, ne trae la prova dalle conversazioni del ricorrente con altri coindagati, che però non sono state depositata dalla Procura della Repubblica di Novara: da ciò il difetto di autonoma valutazione dell'ordinanza genetica e poi di quella del Tribunale del riesame. 5. Il terzo motivo lamenta la violazione dell'art. 292, comma 2, lett. c) c.p.p. nonché vizio di motivazione in ordine ai gravi indizi di colpevolezza. Il Tribunale del riesame non avrebbe dato risposta alla doglianza proposta dall'attuale ricorrente in ordine al ruolo di amministratore di fatto della (Omissis) Srl. 6. Il quarto motivo deduce violazione dell'art. 238 L. Fall. e assenza dei gravi indizi di colpevolezza. L'ordinanza impugnata non avrebbe rilevato il difetto dei presupposti per l'iniziativa cautelare del pubblico ministero, previamente rispetto alla dichiarazione di fallimento, non intervenuta all'atto della emissione della ordinanza restrittiva. 7. Il quinto motivo lamenta violazione dell'art. 292, cornma 2, lett. c) c.p.p. e vizio di motivazione quanto alle esigenze cautelari. L'ordinanza impugnata motiva in modo generico quanto al pericolo di inquinamento della prova, difettando di concretezza, come pure con riferimento all'omesso deposito delle conversazioni intercettate e della documentazione delle stesse. 8. Il Pubblico ministero, nella persona del Sostituto Procuratore generale, ha depositato requisitoria e conclusioni scritte - ai sensi dell'art. 23 comma 8, D.L. 127 del 2020 - con le quali ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso. 9. Il ricorso è stato trattato senza intervento delle parti, ai sensi dell'art. 23, comma 8, D.L. n. 137 del 2020, disciplina prorogata sino al 31 dicembre 2022 per effetto dell'art. 7, comma 1, D.L. n. 105 del 2021, la cui vigenza è stata poi estesa in relazione alla trattazione dei ricorsi proposti entro il 30 giugno 2023 dall'art. 94 del decreto legislativo 10 ottobre 2022, come modificato dall'art. 5-duodecies D.L. 31 ottobre 2022, n. 162, convertito con modificazioni dalla L. 30 dicembre 2022, n. 199. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso è inammissibile. 2. Quanto al primo motivo va premesso che il tribunale del riesame può pronunciarsi sulla propria competenza, in sede di giudizio "de libertate", solo entro i limiti dei fatti sottoposti alla sua valutazione e, pertanto, non può accertare la connessione con altri reati sottoposti alla cognizione di un giudice territorialmente diverso (Sez. 4, n. 48273 del 28/09/2012, Minda, Rv. 253920 - 01; conf. N. 6458 del 2002 Rv. 224664 - 01). Nel caso in esame, pertanto, risulta precluso il riferimento al procedimento pendente, e ai relativi reati, dinanzi all'autorità giudiziaria di (Omissis), come da decreto di perquisizione esibito. Ritiene questa Corte di non doversi distaccare dal menzionato orientamento, considerato che la valutazione della sussistenza della continuazione in questa sede involgerebbe accertamenti di fatto inibiti al giudice della legittmità. Quanto poi alla censura di omessa motivazione sul punto, deve evidenziarsi come il Tribunale del riesame abbia ritenuto sussistente il vincolo della continuazione fra le condotte, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, rappresentato dalla volontà di trarre personali profitti dalla gestione illecita di società da destinare al fallimento o alla cessione a terzi. Si tratta di motivazione non manifestamente illogica né contraddittoria, dalla quale deriva il radicarsi della competenza presso l'autorità giudiziaria in (Omissis), luogo in cui si sono consumate le più gravi condotte di bancarotta fraudolenta contestate. D'altro canto, in tema di continuazione, l'accertamento del requisito della unicità del disegno criminoso costituisce una questione di fatto rimessa alla valutazione del giudice di merito, il cui apprezzamento è sindacabile in sede di legittimità solo ove non sia sorretto da adeguata motivazione, il che nel caso in esame non è (Sez. 1, n. 12936 del 03/12/2018, dep. 2019, D'Andrea, Rv. 275222 - 01; N. 25094 del 2007 Rv. 237014 - 01, N. 49969 del 2012 Rv. 254006 - 01). Pertanto il motivo è manifestamente infondato. 3. Il secondo motivo è generico. Il ricorrente trascura che il Tribunale del riesame, per ritenere sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in ordine agli omessi pagamenti all'Erario per l'utilizzo di crediti inesistenti in compensazione, non faccia riferimento esclusivo alle conversazioni intercettate: ai foll. 8 e ss. l'ordinanza impugnata evidenzia la natura di "cartiere" delle società (Omissis) srI nonché della (Omissis) srl, risultando inesistenti i beni aziendali e le sedi aziendali, oltre che incongruenti le risultanze fiscali. A fronte di ciò il ricorrente, deducendo la sostanziale inutilizzabilità delle conversazioni richiamate nell'ordinanza cautelare, per un verso non indica specificamente a quali conversazioni faccia riferimento, per altro avrebbe dovuto indicare l'incidenza di tali conversazioni sul quadro indiziario cautelare, a fronte di altri elementi, quelli richiamati dal Tribunale del riesame, che chiarivano donde fosse tratto il convincimento della inesistenza dei crediti portali in compensazione. A riguardo pacifico è l'orientamento per cui, in tema di ricorso per cassazione, è onere della parte che eccepisce l'inutilizzabilità di atti processuali indicare, pena l'inammissibilità del ricorso per genericità del motivo, gli atti specificamente affetti dal vizio e chiarirne altresì la incidenza sul complessivo compendio indiziario già valutato, sì da potersene inferire la decisività in riferimento al provvedimento impugnato (Sez. U, n. 23868 del 23/04/2009, Fruci, Rv. 243416). 4. Il terzo motivo è anche generico. Il Tribunale del riesame indica gli elementi indiziari attestanti che P. fosse amministratore della (Omissis), consistenti nelle conversazioni telefoniche intercettate (foll. 20 e ss. della ordinanza impugnata), ma aggiunge che altri elementi si traggono anche dalle dichiarazioni dei coindagato B., che in sede di interrogatorio riferiva come l'amministratore delle due società, titolari dei crediti portati in compensazione dalla (Omissis), fosse proprio P.. A fronte di tale motivazione il ricorso risulta aspecifico. Difatti il motivo reitera quello formulato con la memoria in sede di riesame, senza prendere atto delle argomentazioni della motivazione impugnata. Va richiamata la consolidata giurisprudenza che ha affermato l'inammissibilità del ricorso per cassazione in caso di mancanza di correlazione tra le ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'impugnazione. Sul piano generale, si è evidenziato che i motivi di ricorso per cassazione sono inammissibili "non solo quando risultano intrinsecamente indeterminati, ma altresì quando difettino della necessaria correlazione con le ragioni poste a fondamento del provvedimento impugnato" (Sez. 5, n. 28011 del 15/02/2013, Sammarco, Rv. 255568), e che le ragioni di tale necessaria correlazione tra la decisione censurata e l'atto di impugnazione risiedono nel fatto che quest'ultimo "non può ignorare le ragioni del provvedimento censurato" (Sez. 2, n. 11951 del 29/01/2014, Lavorato, Rv. 259425). Più in paricolare, si è ritenuto "inammissibile il ricorso per cassazione fondato su motivi che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla corte di merito, dovendosi gli stessi considerare non specifici ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso" (Sez. 6, n. 20377 del 11/03/2009, Arnone, Rv. 243838). Nella medesima prospettiva è stata rilevata, per un verso, l'inammissibilità del ricorso per cassazione "i cui motivi si limitino a enunciare ragioni ed argomenti già illustrati in atti o memorie presentate al giudice a quo, in modo disancorato dalla motivazione del provvedimento impugnato" (Sez. 6, n. 22445 del 08/05/2009, Candita, Rv. 244181). E non è comunque sufficiente, ai fini della valutazione di ammissibilità, che ai motivi di appello vengano aggiunte "frasi incidentali di censura alla sentenza impugnata mera mente assertive ed apodittiche, laddove difettino di una critica argomentata avverso il provvedimento ‘attaccatò e l'indicazione delle ragioni della loro decisività rispetto al percorso logico seguito dal giudice di merito" (Sez. 6, n. 8700 del 21/01/2013, Leonardo, Rv. 254584). Per altro la motivazione resa dal Tribunale del riesame non è manifestamente illogica, né contraddittoria, quanto al riconoscimento del ruolo di amministratore di fatto a P. anche per la (Omissis). 5. Il quarto motivo è aspecifico e manifestamente infondato. Va premesso che in tema di bancarotta fraudolenta, ai sensi dell'art. 238 L. Fall. è legittimo, prima della sentenza dichiarativa di fallimento, lo svolgimento di attività di indagine in relazione al reato in questione, a condizione che ricorrano indizi dello stato di insolvenza o che concorrano gravi motivi e sia stata presentata domanda per ottenere la dichiarazione di fallimento (Sez. 5, n. 20000 del 15/03/2019, Fondazione Istituto D'Arte e Mestieri Vincenzo Roncalli, Rv. 275307 - 01, in relazione al sequestro preventivo;.Sez. 5, n. 43871 del 09/11/2005, Gaito, Rv. 232731 - 01). Il Tribunale del riesame con una accurata e attenta motivazione riepiloga ai foll. 24 e ss. gli elementi legittimanti l'applicazione dell'art. 238 L. Fall.: per un verso il Tribunale di Novara, attivata la procedura fallimentare, poi archiviata per desistenza del ricorrente, aveva emesso ai sensi dell'art. 7 L. Fall. decreto in cui dava atto della condizione di insolvenza della società calcistica disponendo la trasmissione degli atti al pubblico ministero, che a sua volta il 21 aprile 2022 formulava autonoma istanza di fallimento, rispetto alla quale pende la procedura fallimentare. Il Tribunale del riesame valutava pertanto congrue le mol:ivazioni del pubblico ministero, in ordine allo stato di insolvenza, sia per il debito di Euro 1.500.000,00 nei confronti dell'Erario, sia anche per quelli nei confronti di creditori insinuatisi al passivo con istanze successive, oltre che per la esclusione dal campionato professionistico della società, per lo svincolo d'autorità dei giocatori disposto dalla (Omissis) 9 agosto 2021, con conseguente deciso ridimensionamento degli incassi e delle sponsorizzazioni, dal che l'impossibilità di risolvere lo stato di grave indebitamento. Anche in questo caso, a fronte delle specifiche e concrete indicazioni contenute nell'ordinanza impugnata, il ricorrente si limita a denunciare la motivazione apparente che, invece, per quanto evidenziato, risulta argomentare e corredare di dati fattuali la condizione che consentiva l'esercizio dell'azione penale, per i quali non vi è alcuna censura specifica. E dunque, l'art. 238, comma 2, L. Fall. prevede in tema di bancarotta che l'azione penale sia iniziata anche prima della dichiarazione di fallimento nel caso previsto dall'art. 7 L. Fall. e in ogni altro in cui concorrano gravi motivi e già esista o sia contemporaneamente presentata domanda per ottenere la dichiarazione suddetta. Nel caso in esame si è verificato quanto previsto dall'art. 7, comma 2, in quanto l'insolvenza risultava al pubblico ministero dalla segnalazione proveniente dal giudice che l'aveva rilevata nel corso del procedimento civile. Ne consegue il verificarsi delle condizioni per l'esercizio dell'azione penale, che si estrinseca anche nella richiesta di misura cautelare personale. Infatti, come è stato osservato, con motivazione che questo Collegio condivide, l'art. 238, comma 2, L. Fall. consente, ai soli fini procedimentali, di "anticipare" l'iniziativa del Pubblico Ministero, rispetto ai termini "naturali" propri del diritto penale sostanziale, consentendo una deroga a quanto previsto dal precedente comma, per cui non occorre attendere la dichiarazione di fallimento. L'esercizio "anticipato" dell'attività processuale e', comunque, imposta al pubblico ministero, nell'ambito rigidamente circoscritto da tre limitazioni: la tipologia della fattispecie (la norma accenna testualmente ai soli artt. 216,217,223,224, L. Fall. riferimento che, per quanto riguarda i casi di restrizione della libertà, non può che avere carattere tassativo); le ipotesi dell'art. 7 o altro grave motivo; il già esistente o il contemporaneo inoltro dell'istanza di fallimento. La ratio della disposizione è agevolmente rinvenibile nella esigenza di interrompere comportamenti la cui protrazione, alla luce della già maturata insolvenza, renda definitivo o più dannoso l'esito della condotta delittuosa, atteso quello che si prospetta come inevitabile ed imminente perfezionamento del venire ad esistenza giuridica del delitto di bancarotta. Infatti l'elernento oggettivo del delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale è costituito dal distacco - con qualsiasi forma e con qualsiasi modalità esso avvenga - del bene dal patrimonio dell'imprenditore, con conseguente possibilità di depauperazione patrimoniale nei confronti dei creditori e la fattispecie si perfeziona al momento del distacco del bene dal patrimonio, cosicché il reato viene ad esistenza giuridica con la dichiarazione di fallimento (Sez. 5, n. 11928 del 17/01/2020, Capacchione, Rv. 278983 - 01; Sez. 5, n. 4739 del 23/03/1999, Olivieri Rv. 213120; Sez. 5, n. 6869 del 27/01/1999, Iannacione, Rv. 213599; in motivazione, Sez. 5, n. 11936 del 05/02/2020, De Lise, Rv. 278985 - 01). Da tanto discende che il legislatore ha dato rilevanza, per i limitati ma significativi fini di ordine processuale, ai profili di probabile lesione degli interessi dei creditori, in seno ad una condotta che è ancora carente del crisma giudiziale dichiarativo dell'insolvenza ed indefettibile premessa alla procedura concorsuale. In tale contesto, la Corte di Cassazione ha già ritenuto ammissibile in siffatto contesto l'emissione di misure cautelari, non avendo evidentemente considerato che la mancata venuta ad esistenza giuridica del delitto si risolva in un ostacolo incompatibile con l'esercizio dell'azione penale, nel suo dispiegarsi anche nella fase delle indagini preliminari e della domanda cautelare, ben potendo essere integrati i "gravi indizi di colpevolezza" richiesti dall'art. 273, comma 1, c.p.p. (Sez. 5, n. 16000 del 10/02/2012, Daccò, Rv. 252309 - 01; Conf. N. 8363 del 2006 Rv. 233236 - 01, N. 21288 del 2007 Rv. 236925 - 01). Pertanto, può affermarsi il principio per cui è legittima l'applicazione di misure cautelari personali per il reato di bancarotta anche prima della pronunzia della sentenza dichiarativa del fallimento, qualora ricorrano le condizioni previste dall'art. 238, comma 2, L. Fall. per l'esercizio anticipato dell'azione penale -nel caso previsto dall'art. 7 L. Fall. e in ogni altro in cui concorrano gravi motivi e già esista o sia contemporaneamente presentata domanda per ottenere la dichiarazione di fallimento - nel suo dispiegarsi nell'esercizio dei poteri propri delle indagini preliminari, compreso quello di domanda cautelare. Il quarto motivo è quindi generico oltre che manifestamente infondato. 4. Il quinto motivo lamenta il deficit motivazionale quanto al pericolo di inquinamento probatorio giustificante la misura cautelare, oltre che il difetto di autonoma valutazione da parte del Gip e del Tribunale del riesame per l'utilizzo delle captazioni. A ben vedere su tale ultimo profilo la censura trova risposta nel principio su richiamato, formulato da Sez. U, Fruci. La motivazione impugnata rende conto del pericolo concreto e specifico di alterazione del quadro probatorio comprovato dal contenuto delle captazioni che dimostrano come, fino alla primavera del 2022, P. abbia cercato un commercialista ‘compiacente' per ‘aggiustare il bilanciò e si avvalga anche di un complicità di chi ‘lavora con l'Agenzia delle Entrate', il tutto funzionale a alterare le scritture contabili. Il pericolo è valutato, senza illogicità manifeste, concreto e la censura rivolta alla ritenuta ‘attitudine al mendacio e all'artifiziò risulta assolutamente infondata. Inoltre il motivo di doglianza è anche aspecifico, in quanto non censura l'altra ratio decidendi, relativa alla sussistenza del pericolo di reiterazione del reato, sulla quale il Tribunale del riesame rende analogamente contestuale e congrua motivazione (cfr. fol. 32). E' infatti inammissibile, per difetto di specificità, il ricorso per cassazione che si limiti alla critica di una sola delle rationes decidendi poste a fondamento della decisione, ove siano entrambe autonome ed autosufficienti, in quanto da una pronuncia favorevole su di esse non potrebbe derivare all'impugnante quella modificazione della sua situazione processuale in cui si sostanzia l'interesse che, per espresso dettato normativo, deve sottostare ad ogni impugnazione (Sez. 3, n. 30021 del 14/07/2011, F., Rv. 250972; Sez. 3, n. 27119 del 05/03/2015, P.G. in proc. Bertozzi, Rv. 264267; Sez. 3, n. 2754 del 06/12/2017, Bimonte, Rv. 272448). Ne consegue la genericità del motivo. 5. All'inammissibilità del ricorso consegue la condanna della parte ricorrente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p. (come modificato ex L. 23 giugno 2017, n. 103), al pagamento delle spese del procedimento e al versamento della somma di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, così equitativamente determinata in relazione ai motivi di ricorso che inducono a ritenere la parte in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. 13/6/2000 n. 186). P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Manda alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. Pen. Così deciso in Roma, il 08 marzo 2023. Depositato in Cancelleria il 25 maggio 2023

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Fatture per operazioni inesistenti: si configura anche nell'ipotesi di fatture emesse a favore di ditte cartiere
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Fatture per operazioni inesistenti: sulla genericità della contestazione
Fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta: sulla competenza territoriale
Fatture per operazioni inesistenti: sulla competenza territoriale in caso di più fatture
Fatture per operazioni inesistenti: il reato è configurabile anche nel caso di fatturazione solo soggettivamente falsa
Fatture per operazioni inesistenti: sul c.d. superbonus 110% e lo sconto in fattura
Fatture per operazioni inesistenti: l'evasione di imposta non è elemento costitutivo del reato
Fatture per operazioni inesistenti: sui rapporti con la bancarotta fraudolenta impropria
Fatture per operazioni inesistenti: sulla prova della posizione di amministratore di fatto
Fatture per operazioni inesistenti: questioni intertemporali
Fatture emesse per operazioni inesistenti: sui rapporti con il reato di autoriciclaggio
Fatture per operazioni inesistenti: sull'attenuante conseguente al pagamento dei debiti tributari
Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti: i rapporti con il reato di truffa ai danni dello Stato
Fatture o altri documenti per operazioni inesistenti: sulla competenza per territorio
Fatture per operazioni inesistenti: ha natura di reato comune
Fatture per operazioni inesistenti: se relative al medesimo periodo di imposta si configura un unico reato
Fatture per operazioni inesistenti: possono concorrere soggetti diversi dall'utilizzatore
Trasferimento fraudolento di valori: non è sufficiente dar conto della fittizia attribuzione della titolarità o disponibilità di denaro, beni o altre utilità
Intercettazioni: utilizzabili anche per gli ulteriori fatti-reato legati dal vincolo della continuazione
Abuso d'ufficio: se il pubblico ufficiale agisce del tutto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni non e' configurabile il reato
Concussione: non sussiste se la persona offesa ha eseguito un pagamento in quanto erroneamente convinta di esservi obbligata
Concussione: consiste in una condotta di prevaricazione abusiva idonea a costringere alla dazione o alla promessa
Tentata concussione: è indifferente il conseguimento in concreto del risultato di porre la vittima in stato di soggezione
Nullità: l'omessa valutazione di una memoria difensiva non determina alcuna nullità
Misure cautelari: valgono gli stessi principi che governano lo scrutinio di legittimità quanto al processo di cognizione
Induzione indebita: la condotta si configura come esortazione, persuasione, suggestione, inganno, impliciti messaggi, pressione morale
Concussione e induzione indebita: le differenze sta nel modo in cui si manifesta l'abuso della qualifica soggettiva
Metodo mafioso - condotte di estorsione ambientale
Tentativo di concussione: è necessario valutare la adeguatezza della condotta, valutando l'effetto di essa nel soggetto passivo
Concussione: vi è piena continuità normativa con il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità di cui all'art. 319-quater c.p.
Sulla ammissibilità del concordato in appello
Atti sessuali con minorenne: non può essere disposta la sospensione dell'esecuzione della condanna
Violenza sessuale: può concorrere formalmente con il reato di concussione
Violenza sessuale: rileva ai fini del consenso l'assunzione di alcol da parte della persona offesa?
Violenza sessuale: la sussistenza del consenso all'atto va verificata in relazione al momento del compimento dell'atto
Violenza sessuale: in caso di errore sul consenso, l'onere della prova è a carico dell'imputato
Violenza sessuale: gli atti sessuali non convenzionati possono essere leciti?
Violenza sessuale: non ricorre l'attenuante della minore gravità del fatto nel caso in cui è perpetrata dal genitore ai danni del figlio
Violenza sessuale: non occorre che la violenza avvenga in modo brutale ed aggressivo
Violenza sessuale: sulla violazione della correlazione tra accusa e sentenza la condanna
Violenza sessuale: la coprofilia influisce sulla capacità di intendere e volere?
Violenza sessuale: sulla valutazione della prova indiziaria
Violenza sessuale: sussiste in caso di invio di foto intime su whatsapp dietro minaccia
Violenza sessuale: per la valutazione dell'attenuante della minore gravità è inconferente il fatto della commissione con abuso di relazione di ospitalità
Violenza sessuale: sulla configurabilità dell'abuso della condizione di inferiorità psico-fisica della vittima
Violenza sessuale: nella nozione di atti sessuali non rientrano gli atti di esibizionismo, di autoerotismo in presenza di terzi o di voyeurismo
Violenza sessuale: sull'aggravante la compromissione della libertà personale della vittima
Violenza sessuale: la condizione di inferiorità psichica della vittima può dipendere anche dalla minore età
Violenza sessuale: può concorrere con il delitto di sequestro di persona
Violenza sessuale: assorbe il reato di maltrattamenti se vi è coincidenza fra le condotte
Violenza sessuale: gli elementi per l'applicazione dell'attenuante della minore gravità del fatto si usano anche per la riduzione della pena
Violenza sessuale: anche le credenze esoteriche in grado di suggestionare la p.o. rientrano fra le condizioni di inferiorità psichica
Violenza sessuale: sulla procedibilità d'ufficio
Violenza sessuale: sull'abuso di autorità e posizione di preminenza
Violenza sessuale: sul divieto di concessione di misure alternative alla detenzione
Violenza sessuale: si configura aggravante speciale nel caso in cui la vittima sia stata provocata dall'autore del reato all'assunzione di sostanze alcoliche
Violenza sessuale: sull'applicazione del divieto di sospensione dell'esecuzione della pena
Violenza sessuale: sulla legittimità del diniego dell'attenuante del fatto di minore gravità
Violenza sessuale: sulla rilevanza della qualità di pubblico ufficiale ai fini di procedibilità d'ufficio
Violenza sessuale: sullo stato di inferiorità della vittima in caso di alterazione causata da alcool
Violenza sessuale: sull'accertamento della capacità a testimoniare del minore vittima di abuso
Violenza sessuale: se il concorrente non è presente sul luogo del delitto può concorrere solo moralmente
Atti sessuali con minorenne: integra il tentativo l'offerta di denaro a quattordicenne per compiere atti sessuali
Violenza sessuale: sussiste in caso di induzione a giochi erotici e rapporti sessuali virtuali
Violenza sessuale: sul tentativo in caso di assenza di contatto fisico con la vittima
Violenza sessuale: il medico può lecitamente compiere atti incidenti sulla sfera della libertà sessuale
Violenza sessuale: sulla configurabilità dell'attenuante del fatto di minore gravità
Violenza sessuale: può essere commesso in danno del coniuge, in costanza di convivenza
Violenza sessuale: se posto in essere da un militare nei confronti di un commilitone, concorre con quello di ingiuria militare
Violenza sessuale: per il dolo, non è necessario che la condotta sia finalizzata a soddisfare il piacere sessuale dell'agente
Violenza sessuale: sulla circostanza aggravante dell'abuso della qualità di ministro di un culto (sacerdote)
Violenza sessuale: sulla induzione a subire atti sessuali su persona in stato di inferiorità psichica
Violenza sessuale: la reazione violenta della vittima non rileva per l'attenuante di minore gravità
Violenza sessuale: deve procedersi a giudizio di comparazione nel caso in cui l'attenuante ad effetto speciale della minore gravità concorre con aggravante
Violenza sessuale: l'aggravante della minore gravità non può essere esclusa per la sussistenza di aggravanti
Violenza sessuale aggravata: misure alternative solo se si è sottoposti ad osservazione scientifica della personalità
Violenza sessuale: sul consenso e gli atti sessuali non convenzionali
Violenza sessuale: il consenso deve perdurare nel corso dell'intero rapporto senza soluzione di continuità
Violenza sessuale: professore bacia sulla guancia un'alunna dopo aver provato a farlo sulla bocca, condannato
Violenza sessuale: sulla diminuente prevista dall'art. 609-bis, comma 3, c.p.
Violenza sessuale: sulla diminuente prevista dall'art. 609-bis, comma 3, c.p.
Violenza sessuale: sulla procedibilità d'ufficio del reato
Stupefacenti: l'acquirente di modiche quantità deve essere sentito nel corso delle indagini preliminari come persona informata dei fatti
Travisamento della prova: richiede l'esistenza di una palese difformità dai risultati obiettivamente derivanti dall'assunzione della prova
Travisamento della prova: sussiste solo in caso di incontrovertibile e pacifica distorsione del significante
Ricorso per cassazione: alla Corte è preclusa la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione
Ricorso per cassazione: inammissibili doglianze che sollecitano una differente comparazione dei significati da attribuire alle prove
Stupefacenti: la lieve entità va valutata con riferimento a tutti gli elementi concernenti l'azione
Stupefacenti: la lieve entità va accertata tenendo conto anche della personalità dell'indagato, dei mezzi, delle modalità e delle circostanze dell'azione
Ricorso per cassazione: sul termine perentorio di cinque giorni previsto dalla L. n. 69 del 2005, art. 22, comma 2.
Violenza sessuale: configurabile il tentativo se l'agente non ne ha raggiunto le zone genitali
Violenza sessuale di gruppo: non assorbe il delitto di tortura
Violenza sessuale: sussiste in caso di atti di autoerotismo commessi alla presenza di una persona?
Violenza sessuale: sulla ammissibilità dell'appello del pubblico ministero avverso la sentenza di condanna
Violenza sessuale: sulla configurabilità della circostanza aggravante della connessione teleologica con il reato di lesioni personali.
Violenza sessuale: sull'attenuante di cui all'art. 609-bis, comma 3, c.p.
Violenza sessuale: può concorrere con il delitto di riduzione in servitù?
Violenza sessuale: la condizione di inferiorità psichica della vittima al momento del fatto prescinde da fenomeni di patologia mentale
Violenza sessuale: sulla violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza
Violenza sessuale: è inutilizzabile la testimonianza assunta in violazione della C.D.. "Carta di Noto"?
Violenza sessuale: sul riconoscimento dell'attenuante della minore gravità, nel caso di più fatti in continuazione ai danni della medesima persona
Violenza sessuale di gruppo: le differenze con il concorso di persone nel delitto di violenza sessuale
Violenza sessuale: in tema di misure cautelari personali, il giudice non è tenuto a motivare circa la ricorrenza di specifiche e inderogabili esigenze investigative
Violenza sessuale: la disciplina di cui all'art. 190-bis c.p.p. si applica anche alla prova assunta nel corso di incidente probatorio
Violenza sessuale: sul riconoscimento della circostanza attenuante speciale del fatto di minore gravità
Concussione: l'analisi del giudice non può esaurirsi nella descrizione della condotta costrittiva ma deve verificarne l'efficacia coartante
Induzione indebita: la persuasione deve avere un valore condizionante più tenue a quella tipica della concussione
Bancarotta fraudolenta: non può essere sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca il denaro di certa provenienza lecita
Bancarotta fraudolenta: sui pagamenti tra società infragruppo
Bancarotta fraudolenta: sulla rilevanza della restituzione ai soci dei versamenti conferiti in conto di aumento futuro di capitale
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di conferimento di denaro da impresa individuale fallita a società di cui l'imprenditore ha parte di quote
Bancarotta fraudolenta: il momento consumativo coincide con la sentenza di fallimento
Bancarotta fraudolenta: sussiste piena continuità normativa fra la previsione dell'art. 216 l. fall. e l'art. 322 d.lg. 12 gennaio 2019, n. 14
Bancarotta fraudolenta: legittima l'applicazione di misure cautelari personali prima della sentenza dichiarativa di fallimento
Bancarotta fraudolenta preferenziale: sul compenso dell'amministratore di una società
Bancarotta fraudolenta: può concorrere con il reato di autoriciclaggio
Bancarotta riparata: non è necessaria la restituzione dei singoli beni sottratti
Bancarotta semplice: sussiste in caso di operazioni di pura sorte o manifestamente imprudenti
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di cessione gratuita di un contratto di locazione finanziaria
Bancarotta fraudolenta: la provenienza illecita dei beni non esclude il reato
Bancarotta fraudolenta: la natura distrattiva di operazione infra-gruppo può essere esclusa in presenza di vantaggi compensativi
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di cessione aziendale a prezzo incongruo
Bancarotta fraudolenta: sulla responsabilità dei componenti del collegio sindacale di società fallita
Bancarotta fraudolenta: la parziale omissione del dovere annotativo è punita a titolo di dolo generico
Bancarotta fraudolenta: sulla omessa tenuta della contabilità
Bancarotta fraudolenta: non si ha pluralità di reati se le condotte tipiche realizzate mediante più atti siano tra loro omogenee
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di cessione di beni che rientrino nell’autonoma disponibilità della società fallita
Bancarotta fraudolenta: sui presupposti del concorso per omesso impedimento dell'evento
Bancarotta fraudolenta: il dolo generico può essere desunto dalla responsabilità dell'imputato per fatti di bancarotta patrimoniale
Bancarotta fraudolenta: il distacco del bene dal patrimonio può realizzarsi in qualsiasi forma
Bancarotta fraudolenta: sull'individuazione dell'oggetto materiale del reato
Bancarotta fraudolenta: in tema di concorso dell'extraneus nel reato
Bancarotta fraudolenta: i pagamenti in favore della controllante non integrano il reato
Bancarotta fraudolenta: sussiste anche in caso di esercizio di facoltà legittime
Bancarotta fraudolenta: sull’aggravante della cd. continuazione fallimentare
Bancarotta preferenziale: sul rilievo della compensazione volontaria
Bancarotta: l'assoluzione dalla bancarotta impropria in caso di falso in bilancio seguito da fallimento non interferisce sulla decisione per quella propria documentale

Bancarotta fraudolenta: legittima l'applicazione di misure cautelari personali prima della sentenza dichiarativa di fallimento

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