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Cassazione Penale

Cassazione penale sez. IV, 06/04/2018, n.27398

La massima

In tema di guida senza patente, per l'integrazione della recidiva nel biennio idonea, ai sensi dell'art. 5 d.lgs. 5 gennaio 2016, n. 8, ad escludere il reato dall'area della depenalizzazione, non è sufficiente che sia intervenuta la mera contestazione dell'illecito depenalizzato ma è necessario che questo sia stato definitivamente accertato.

La sentenza integrale

RITENUTO IN FATTO
1. Il Procuratore della repubblica presso il Tribunale di Cuneo propone ricorso per cassazione avverso la sentenza resa - con rito abbreviato, in sede di opposizione avverso decreto penale di condanna - dal GIP del Tribunale di Cuneo il 14.7.2017, con la quale D.D. è stato assolto dal contestato reato di guida senza patente con recidiva nel biennio, di cui all'art. 116 C.d.S., commi 15 e 17, commesso il (OMISSIS).

2. Il GIP ha ritenuto insussistente la recidiva nel biennio, dal momento che la prima violazione amministrativa del (OMISSIS) non era ancora stata definitivamente accertata (pendendo ancora i termini di impugnazione dinanzi al Prefetto o al Giudice di Pace).

3. Il Procuratore ricorrente denuncia la violazione di legge, osservando che l'accertamento amministrativo (il verbale), redatto in contraddittorio con la parte (immediata contestazione) è provvedimento esecutivo, come tale valido ed efficace anche ai fini della sussistenza della recidiva nel biennio; ritiene pertanto che il fatto abbia rilevanza penale ed insiste per l'annullamento della sentenza impugnata.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è infondato.

2. Le considerazioni del ricorrente in merito ai presupposti della recidiva nel biennio in caso di illecito amministrativo, con riferimento al reato in disamina, sono già state compiutamente affrontate e risolte in reiterate pronunce di questa Sezione, nel senso che, in tema di guida senza patente, per l'integrazione della recidiva nel biennio idonea, ai sensi del D.Lgs. 5 gennaio 2016, n. 8, art. 5, ad escludere il reato dall'area della depenalizzazione, non è sufficiente che sia intervenuta la mera contestazione dell'illecito depenalizzato ma è necessario che questo sia stato definitivamente accertato (Sez. 4, n. 6163 del 24/10/2017 - dep. 2018, P.M. in proc. Okere Onyewuchi, Rv. 27220901; Sez. 4, n. 27504 del 26/04/2017, P, Rv. 27070701; Sez. 4, n. 48779 del 21/09/2016, P.M. in proc. S, Rv. 26824701).

Tale orientamento, che va qui ribadito, si richiama alla definizione del concetto di "recidiva nel biennio" che è stata formulata per l'identica locuzione rinvenibile nella disciplina del reato di guida in stato di ebbrezza, in relazione al quale non si è mai dubitato che essa implichi l'avvenuto definitivo accertamento giudiziale di un precedente reato della medesima specie, con la sola precisazione che ai fini della recidiva occorre guardare alla data del passaggio in giudicato della sentenza relativa al fatto-reato precedente rispetto a quello per il quale si procede e non la data di commissione dello stesso (Sez. 4, n. 40617 del 30/04/2014, P.M. e Mauro, Rv. 26030401).

Tale impostazione merita di essere confermata anche per la recidiva di illeciti amministrativi in caso di guida senza patente, avuto riguardo alla previsione del D.Lgs. n. 8 del 2016, art. 5, secondo cui "Quando i reati trasformati in illeciti amministrativi ai sensi del presente decreto prevedono ipotesi aggravate fondate sulla recidiva ed escluse dalla depenalizzazione, per recidiva è da intendersi la reiterazione dell'illecito depenalizzato". In tal senso il "nuovo" reato di guida senza patente contempla una nozione di recidiva che attribuisce rilevanza agli episodi di guida senza patente non più aventi rilievo penale, i quali tuttavia devono essere stati accertati in via definitiva dall'autorità amministrativa, essendo evidente che fino a quando la (precedente) violazione amministrativa sia suscettibile di annullamento, di essa non si potrà tenere conto ai fini della sussistenza del reato in questione.

Ciò, del resto, trova conferma nella disposizione di cui alla L. n. 689 del 1981, art. 8-bis, introdotto dal D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, che disciplina, appunto, la "reiterazione" degli illeciti amministrativi; norma che viene in gioco in ragione del rimando generale alle disposizioni delle sezioni 1^ e 2^ del capo 1^ della L. 24 novembre 1981, n. 689, operato dal D.Lgs. n. 8 del 2016, art. 6 ai fini della applicazione delle (nuove) sanzioni amministrative in esso previste.

Il citato art. 8-bis, oltre a disporre che la reiterazione "non opera nel caso di pagamento in misura ridotta", prescrive che "Gli effetti conseguenti alla reiterazione possono essere sospesi fino a quando il provvedimento che accerta la violazione precedentemente commessa sia divenuto definitivo", ed inoltre che "Gli effetti della reiterazione cessano di diritto, in ogni caso, se il provvedimento che accerta la precedente violazione è annullato". Tutto ciò a conferma della necessità che la "reiterazione" dell'illecito depenalizzato - su cui si basa la nozione di "recidiva nel biennio" che integra il reato in disamina - si fondi su (un precedente) illecito amministrativo che sia stato definitivamente accertato, in quanto basato su un provvedimento non più annullabile secondo gli ordinari mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

3. Si deve, dunque, ritenere che la sentenza impugnata abbia fatto corretto uso della normativa e dei principi di diritto dianzi accennati, in tal modo sfuggendo ai rilievi di violazione di legge prospettati nel ricorso, che va pertanto rigettato.

P.Q.M.
Rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 6 aprile 2018.

Depositato in Cancelleria il 14 giugno 2018

Guida senza patente: per l'integrazione della recidiva è necessario che l'illecito di guida senza patente sia stato definitivamente accertato

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