top of page

Cassazione Penale

Corte appello Ancona, 26/09/2019, n.1075

La massima

In tema di "crisi di liquidità" della società quale fattore in grado di escludere la colpevolezza, va precisato che è necessario che siano assolti, sul punto, precisi oneri di allegazione che devono investire non solo l'aspetto della non imputabilità al contribuente della crisi economica che improvvisamente avrebbe investito l'azienda, ma anche la circostanza che detta crisi non potesse essere adeguatamente fronteggiata tramite il ricorso ad idonee misure da valutarsi in concreto.
Occorre cioè la prova che non sia stato altrimenti possibile per il contribuente reperire le risorse economiche e finanziarie necessarie a consentirgli il corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, dirette a consentirgli di recuperare, in presenza di un'improvvisa crisi di liquidità, quelle somme necessarie ad assolvere il debito erariale, senza esservi riuscito per cause indipendenti dalla sua volontà e ad egli non imputabili

La sentenza integrale

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE Avverso la suindicata sentenza proponeva appello il Procuratore Generale, limitatamente all'omessa applicazione della confisca, sulla base del seguente motivo: 1) mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione nonché inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche di cui si deve tener conto nell'applicazione della legge penale, segnatamente degli artt. 10 ter D.L.vo n. 74/2000, 1 comma 143 L. n. 244/2007 e 322 ter c.p., avendo il Tribunale avendo omesso di applicare la prescritta confisca. Il Procuratore Generale chiedeva che, in parziale riforma della impugnata sentenza, fosse disposta la confisca, eventualmente anche nella forma per equivalente, dei beni costituenti il profitto del reato. Avverso la sentenza proponeva appello il difensore dell'imputato lamentando l'errata valutazione delle allegazioni difensive laddove il Tribunale non aveva ritenuto la non imputabilità all'imputato della crisi della società e laddove aveva ritenuto la sussistenza dell'elemento psicologico del reato. La difesa appellante chiedeva, in via istruttoria, la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale per provare l'impegno economico personale del Concetti nella "SA. s.r.l."; nel merito, in riforma della impugnata sentenza, in via principale, l'assoluzione dell'imputato perché il fatto non costituisce reato ovvero perché manca o è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto costituisca reato ai sensi dell'art. 530 comma II c.p.p. Con successiva memoria ex art. 121 c.p.p., la difesa tornava ad illustrare le argomentazioni già esposte nelP atto di appello. All'odierna udienza di discussione, il Procuratore Generale concludeva insistendo nella proposta impugnazione e chiedeva la confisca per equivalente del profitto del reato; la difesa degli imputati chiedeva il rigetto dell'impugnazione proposta dal P.G. e si riportava, per il resto, ai motivi di appello; all'esito, la Corte decideva come da dispositivo di cui dava lettura. La sentenza deve essere parzialmente riformata, in accoglimento dell'appello proposto dal Procuratore Generale relativamente alla confisca, meritando la stessa, nel resto, integrale conferma per essere infondato l'appello proposto dall'imputato. I motivi di appello proposti dalla difesa dell'imputato sono entrambi infondati. In ordine al delitto di cui all'art. 10 ter Dl.vo n. 74/2000 contestato all'imputato per aver questi, nella sua qualità di amministratore unico della società "SA. S.R.L.", omesso di versare, per l'anno di imposta 2011, entro il termine previsto per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo (ovvero entro il 27.12.2012), IVA per un ammontare pari ad Euro 500.298,00, la pronuncia di colpevolezza espressa dal Tribunale, dettagliata, precisa e puntuale nella ricostruzione della vicenda e nell'analisi di tutti i dati emersi dall'istruttoria dibattimentale, è fondata su coerenti, organici ed esaurienti elementi di fatto, oltre che su corrette argomentazioni e valutazioni logico-giuridiche. L'apparato motivazionale posto a base della decisione impugnata non mostra lacune o illogicità di sorta. Il giudice di primo grado ha bene evidenziato le circostanze e i plurimi ed univoci elementi atti ad evidenziare la sussistenza del delitto di cui all'art. 10 ter D.L.vo n. 74/2000. Le questioni poste dal difensore dell'appellante sono state, invero, già adeguatamente esaminate e correttamente risolte dal primo giudice. La Corte condivide e fa propria tale motivazione che, con argomentazioni convincenti e giuridicamente corrette, dà ampio conto delle ragioni poste a fondamento della decisione, anche in relazione a tutte le deduzioni difensive. Ciò posto, in aggiunta a quanto già evidenziato dal primo giudice, si svolgono le seguenti ulteriori argomentazioni con riguardo agli aspetti fatti oggetto di appello. In via preliminare va rilevato che non sussistono i presupposti per procedere alla rinnovazione istruttoria ex art. 603 c.p.p., essendo gli elementi probatori di cui in atti assolutamente esaurienti ai fini del decidere. Nel caso di specie, pienamente provata è la sussistenza dell'elemento psicologico del contestato delitto. Secondo l'insegnamento della Suprema Corte, espresso nella pronuncia a Sezioni Unite n. 37424 del 28/03/2013, insegnamento a cui questa Corte territoriale aderisce, il reato di cui all'art. 10 ter Dl.vo n. 74/2000 è punibile a titolo di dolo generico che consiste nella coscienza e volontà di non versare all'Erario le ritenute effettuate nel periodo considerato, non essendo richiesto che il comportamento illecito sia dettato dallo scopo specifico di evadere le imposte; la prova del dolo è insita nella presentazione della dichiarazione annuale, dalla quale emerge quanto è dovuto a titolo di imposta, e che deve, quindi, essere saldato o almeno contenuto non oltre la soglia, entro il termine lungo previsto; il debito verso il fisco relativo ai versamenti IVA è normalmente collegato al compimento delle operazioni imponibili dato che ogniqualvolta il soggetto d'imposta effettua tali operazioni riscuote già (dall'acquirente del bene o del servizio) l'IVA dovuta e deve, quindi, tenerla accantonata per l'Erario, organizzando le risorse disponibili in modo da poter adempiere all'obbligazione tributaria; l'introduzione della norma penale, stabilendo nuove condizioni e un nuovo termine per la propria applicazione, estende evidentemente la detta esigenza di organizzazione su scala annuale, non potendo, quindi, essere invocata, per escludere la colpevolezza, la crisi di liquidità del soggetto attivo al momento della scadenza del termine lungo, ove non si dimostri che la stessa non dipenda dalla scelta di non far debitamente fronte alla esigenza predetta. Per quanto riguarda poi la "crisi di liquidità" della società quale fattore in grado di escludere la colpevolezza la Corte di Cassazione ha ulteriormente precisato che è necessario che siano assolti, sul punto, precisi oneri di allegazione che devono investire non solo l'aspetto della non imputabilità al contribuente della crisi economica che improvvisamente avrebbe investito l'azienda, ma anche la circostanza che detta crisi non potesse essere adeguatamente fronteggiata tramite il ricorso ad idonee misure da valutarsi in concreto. Occorre cioè la prova che non sia stato altrimenti possibile per il contribuente reperire le risorse economiche e finanziarie necessarie a consentirgli il corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, dirette a consentirgli di recuperare, in presenza di un'improvvisa crisi di liquidità, quelle somme necessarie ad assolvere il debito erariale, senza esservi riuscito per cause indipendenti dalla sua volontà e ad egli non imputabili (Sez. 3, 9 ottobre 2013, n. 5905/2014; Sez. 3, n. 15416 del 08/01/2014, To.Sa.; Sez. 3, n. 5467 del 05/12/2013, Me., Rv. 258055). Tanto premesso, osserva il Collegio che, nel caso di specie, le allegazioni difensive attingono elementi estranei alle argomentazioni della motivazione della sentenza impugnata, sono del tutto generiche e non riescono a supportare le eccezioni di inesigibilità della condotta o comunque di sussistenza della forza maggiore. Secondo la costante giurisprudenza della Corte di Cassazione, la forza maggiore rileva come causa esclusiva dell'evento, mai quale causa concorrente di esso con la conseguenza che essa sussiste solamente in quei casi in cui la realizzazione dell'evento stesso o la consumazione della condotta antigiuridica è dovuta all'assoluta ed incolpevole impossibilità dell'agente di uniformarsi al comando, mai quando egli si trovi già in condizioni di illegittimità. Poiché la forza maggiore postula la individuazione di un fatto imponderabile, imprevisto ed imprevedibile, che esula del tutto dalla condotta dell'agente, si da rendere ineluttabile il verificarsi dell'evento, non potendo ricollegarsi in alcun modo ad un'azione od omissione cosciente e volontaria dell'agente, la Suprema Corte ha sempre escluso, quando la specifica questione è stata posta, che le difficoltà economiche in cui versa il soggetto agente possano integrare la forza maggiore penalmente rilevante. (Sez. 3, n. 4529 del 04/12/2007, Ca., Rv. 238986; Sez. 1, n. 18402 del 05/04/2013, Giro, Rv. 255880; Sez 3, n. 24410 del 05/04/2011, Bo., Rv. 250805; Sez. 3, n. 9041 del 18/09/1997, Ch., Rv. 209232; Sez. 3, n. 643 del 22/10/1984, Bo., Rv. 167495; Sez. 3, n. 7779 del 07/05/1984, An., Rv. 165822). In un reato omissivo, quale indubitabilmente è quello contestato all'imputato, integra la causa di forza maggiore solamente la assoluta impossibilità e non già la mera difficoltà di porre in essere il comportamento omesso. La Corte di Cassazione ha enucleato, sul punto, i seguenti principi di diritto: 1) il margine di scelta esclude sempre la forza maggiore perché non esclude la "suitas" della condotta; 2) la mancanza di provvista necessaria all'adempimento dell'obbligazione tributaria penalmente rilevante non può pertanto essere addotta a sostegno della forza maggiore quando sia comunque il frutto di una scelta/politica imprenditoriale volta a fronteggiare una crisi di liquidità; 3) non si può invocare la forza maggiore quando l'inadempimento penalmente sanzionato sia stato concausato dai mancati accantonamenti e dal mancato pagamento alla singole scadenze mensili e dunque da una situazione di illegittimità; 4) l'inadempimento tributario penalmente rilevante può essere attribuito a forza maggiore solo quando derivi da fatti non imputabili all'imprenditore che non ha potuto tempestivamente porvi rimedio per cause indipendenti dalla sua volontà e che sfuggono al suo dominio finalistico. Tutto ciò premesso in punto di diritto, la tesi difensiva è totalmente destituita di fondamento. L'appellante ma non ha mai dedotto di essersi attivato, pur avendo a disposizione il lungo periodo che lo separava dalla scadenza del termine per il versamento annuale, per cercare di onorare l'impegno alla scadenza; aldilà delle generiche indicazioni sulla genesi della crisi finanziaria della società, non risultano allegazioni circa richieste di finanziamenti o altre oggettive iniziative per cercare di tamponare la mancanza di liquidità. La pura e semplice indicazione delle cause della insorgenza della difficoltà economica dell'impresa non costituisce certamente prova rigorosa della assoluta impossibilità di adempiere derivante da causa al Concetti non imputabile. Fondato è, invece, l'unico motivo di appello proposto dal Procuratore Generale relativo alla doverosità della confisca, anche per equivalente, per un importo pari all'IVA evasa. Deve, infatti, trovare applicazione, nel caso di specie, l'ormai consolidato principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione secondo cui, in tema di confisca per equivalente, essendo il giudice tenuto ad indicare esclusivamente l'importo complessivo del prezzo o del profitto del reato e non anche i beni da apprendere, l'ablazione può avere ad oggetto, fino alla concorrenza dell'importo determinato, non solo i beni già individuati nella disponibilità dell'imputato, ma anche quelli che in detta disponibilità entrano dopo il provvedimento di confisca (cfr. "ex multis "Cassazione penale, sez. VI, 23/07/2015, n. 33765; Cass. Pen., sez. Ili, del 28/03/2013, n. 31742; Cass. Pen., sez. II, del 29/05/2013, n. 35813; Cass. Pen., sez. III del 06/03/2014, n. 18309; Cass. Pen., sez. III del 06/03/2014, n. 20776; Cass. Pen., sez. III, del 07/05/2014, n. 37848; Cass. Pen., sez. V, del 02/12/2014, n. 9738). In applicazione di tale principio di diritto va, pertanto, disposta, in parziale riforma della impugnata sentenza, la confisca, anche per equivalente, per l'importo di Euro 500.298,00, con conferma nel resto. Il rigetto dell'impugnazione proposta dall'imputato comporta, ex art. 592 c.p.p., la condanna dello stesso al pagamento delle ulteriori spese processuali. Il gravoso carico di lavoro impone la indicazione del termine di cui all'art. 544 comma 3 c.p.p. per il deposito della motivazione. Segue la pronuncia di cui al dispositivo. P.Q.M. Visto l'art. 605 c.p.p., in parziale riforma della sentenza in data 10.5.2016 del Tribunale di Pesaro, appellata dall'imputato CO.RI. e dal Procuratore Generale, ordina la confisca, anche per equivalente, fino alla concorrenza della somma di Euro 500.298,00; conferma nel resto l'impugnata sentenza. Condanna l'imputato appellante al pagamento delle ulteriori spese processuali. Indica il termine di giorni 90 per il deposito della motivazione. Così deciso in Ancona il 2 luglio 2019. Depositata in Cancelleria il 26 settembre 2019.

Altre sentenze sul tema

Omesso versamento di ritenute: presenta una componente omissiva ed una precedente componente commissiva
Omesso versamento di IVA: sulla crisi di liquidità dell'impresa e forza maggiore idonea ad escludere la colpevolezza
Omesso versamento dell'IVA: sulla condotta dolosa o consapevole del cessionario
Omesso versamento di IVA: differenze con il reato di omesso versamento di ritenute
Omesso versamento dell'Iva: competenza per territorio e domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento di IVA: irrilevante la presentazione di domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento debito IVA: non può disporsi il sequestro se il debitore è stato ammesso al concordato con pagamento dilazionato dell'imposta
Omesso versamento dell'IVA: l'imposta dovuta va valutata sulla base della dichiarazione annuale
Omesso versamento dell'Iva: il contribuente non può dedurre il mancato pagamento della fattura
Omesso versamento di IVA: sulla crisi di liquidità del debitore
Omesso versamento IVA: il curatore fallimentare non può proporre opposizione al sequestro neppure agendo in rappresentanza dei creditori
Omesso versamento IVA: sull'ammissione alla procedura di concordato
Omesso versamento IVA: sul momento consumativo
Omesso versamento IVA: sull'interesse ad impugnare per ottenere assoluzione con formula piena
Omesso versamento IVA: è richiesto il dolo generico e non rilevano i motivi della scelta dell'agente di non versare il tributo
Omesso versamento IVA: si ha particolare tenuità solo se l'omissione riguarda una somma prossima alla soglia di punibilità
Omesso versamento IVA: la mancata riscossione di crediti non costituisce circostanza idonea ad escludere il dolo
Omesso versamento IVA: ininfluente la presentazione di domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: sul valore scriminante della domanda di concordato preventivo
Omesso versamento IVA: il liquidatore subentrato risponde per gli omessi versamenti
Omesso versamento IVA: differenze con il delitto di omesso versamento di ritenute dovute o certificate di cui all'art. 10 bis del d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74
Omesso versamento IVA: in tema di competenza per territorio, non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve preferire il pagamento dei tributi rispetto alla retribuzione dei dipendenti
Omesso versamento IVA: in tema di crisi di liquidità, l'imputato deve provare di avere adottato misure idonee a fronteggiarla
Omesso versamento IVA: sulla delega a operare rilasciata dal titolare di un conto corrente all'indagato
Omesso versamento IVA: il debito deve risultare da dichiarazione del contribuente
Omesso versamento IVA: sulla prova del dolo
Omesso versamento IVA: Prescrizione del reato di evasione dell'Iva
Omesso versamento IVA: la crisi economica dell'azienda come scriminante
Omesso versamento IVA: in tema di non corrispondenza tra debito dichiarato e contabilità dell'impresa
Omesso versamento IVA: ne risponde l'imprenditore che incassa le somme ma non le accantona usandole per autofinanziamento
Omesso versamento IVA: annullamento senza rinvio
Omesso versamento IVA: sul limite massimo annuale di compensazione tra crediti Iva e debiti relativi ad altre imposte
Omesso versamento IVA: infondata q.l.c. dell'art. 10 bis d.lg. n. 74 del 2000 per violazione dell'art. 3 cost. e per disparità di trattamento con l'art. 10 ter d.lg. n. 74 del 2000
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità del reato
Omesso versamento IVA: assoluzione
Omesso versamento IVA: non esiste rapporto di specialità con il reato di truffa aggravata
Omesso versamento IVA: va assolto l'imputato se prima della scadenza per il versamento è ammesso al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: sulla preclusione al patteggiamento per mancata estinzione del debito tributario
Omesso versamento IVA: sulla particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: quando la crisi finanziaria e di liquidità integra l’esimente per la mancanza di dolo
Omesso versamento IVA: sulle differenze con il reato di ritenute dovute o certificate di cui all'art. 10-bis del d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74
Omesso versamento IVA: la mancata riscossione delle fatture emesse comporta la mancanza del dolo generico nel reato
Omesso versamento IVA: il contribuente deve dimostrare l'inattendibilità della compilazione del quadro VL
Omesso versamento IVA: sulla scriminante della crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: l'imprenditore non può dedurre il mancato pagamento della fattura né lo sconto bancario della fattura
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità del contribuente non può essere invocata quale causa di forza maggiore quando rappresenti una concausa dell'omesso versamento del tributo unitamente al comportamento illegittimo del contribuente
Omesso versamento Iva: va riconosciuta una causa di esclusione dell'elemento soggettivo del reato in caso di difficoltà o crisi finanziaria dell'impresa
Omesso versamento IVA: la presentazione della domanda di concordato non esclude la punibilità tributaria
Omesso versamento IVA: in tema di compensazione, in tutto o in parte, delle eccedenze di credito
Omesso versamento IVA: sui doveri dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sull'adempimento del debito tributario prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado
Omesso versamento IVA: sulla formula assolutoria da utilizzare in ipotesi di mancata integrazione della soglia di punibilità
Omesso versamento Iva: sulla non punibilità per crisi economica
Omesso versamento IVA: sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: sulla compatibilità tra infedele dichiarazione e omesso versamento
Omesso versamento IVA: sull'interruzione della prescrizione
Omesso versamento IVA: il sequestro per equivalente può essere disposto nei confronti del legale rappresentate solo se risulti impossibile il sequestro nel patrimonio dell'ente
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrante
Omesso versamento IVA: non può essere giustificato con il pagamento dei lavoratori dipendenti
Omesso versamento IVA: non rileva la circostanza che la società attraversi una fase di criticità e destini risorse finanziarie per far fronte al pagamento di debiti ritenuti più urgenti
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità del dolo eventuale
Omesso versamento IVA: sul sgravio e l'annullamento della cartella
Omesso versamento IVA: sulla competenza per territorio dell'ufficio dell'Agenzia delle entrate
Omesso versamento IVA: in tema di dolo
Omesso versamento IVA: ne risponde l'amministratore nominato al momento della scadenza del termine ultimo per versare l'imposta
Omesso versamento IVA: per l'individuazione della competenza per territorio non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento IVA: sull'esclusione dei principi della sentenza Taricco
Omesso versamento IVA: la somma da versare in caso di mancato versamento IVA è quella risultante dalla dichiarazione del contribuente
Omesso versamento IVA: sui criteri per la ricostruzione dell'imposta evasa
Omesso versamento IVA: sulla esclusione della colpevolezza per crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla definizione di reati della stessa indole in caso di omesso versamento di ritenute previdenziali
Omesso versamento IVA: non è richiesta l'acquisizione al fascicolo del dibattimento della dichiarazione fiscale del contribuente
Omesso versamento Iva: ne risponde l'amministratore in carica al momento in cui sorge l'obbligo di versamento
Omesso versamento IVA: sul limite massimo dei crediti d'imposta e dei contributi compensabili
Omesso versamento IVA: sul dolo del reato
Omesso versamento IVA : configurabile il concorso con la bancarotta impropria mediante operazioni dolose
Omesso versamento IVA: l’applicazione della confisca è sottratta alla discrezionalità del giudice
Omesso versamento IVA: non sussiste il dolo se l'imprenditore ha richiesto di pagare mediante rateizzazione
Omesso versamento Iva: quando è irrilevante la crisi aziendale ai fini della punibilità
Omesso versamento IVA: va escluso il dolo se l'imprenditore, in caso di crisi, si attivi con una strategia per fronteggiarla
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore di società
Omesso versamento IVA: per accertare il dolo generico va valutata la possibilità di adempiere al pagamento nel termine di legge
Omesso versamento IVA: Il mancato incasso di crediti non esclude il dolo del reato di omesso versamento dell'i.v.a.
Omesso versamento IVA: sull'applicabilità della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p.
Omesso versamento IVA: in caso di nuove soglie di punibilità, vanno revocate anche le condanne definitive
Omesso versamento IVA: il dolo è integrato dalla condotta omissiva posta in essere nella consapevolezza della sua illiceità
Omesso versamento IVA: il superamento della soglia di punibilità è elemento costitutivo
Omesso versamento IVA: imputato assolto poiché aveva dismesso le cariche sociali in ragione dell'intervenuto fallimento
Omesso versamento IVA: non rileva lo stato di crisi finanziaria della precedente gestione se vi era consapevolezza della crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrato
Omesso versamento IVA: in caso di crisi di liquidità, l'imputato deve dimostrare di aver messo in campo misure, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale
Omesso versamento IVA: l'omessa azione di recupero crediti esclude l'esimente della forza maggiore
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale di un cliente non esclude il dolo
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve provare di aver posto in essere tutte le misure idonee a reperire la liquidità necessari per adempiere il proprio debito fiscale
Omesso versamento IVA: sulla formula di assoluzione in caso di mancato superamento della soglia di punibilità
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità giustificasolo se imprevedibile e non altrimenti superabile
Omesso versamento IVA: sull'onere di allegazione in caso di crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: se ha causato il dissesto integra il delitto di causazione del fallimento per effetto di operazioni dolose
Omesso versamento IVA: sempre sequestrabile il denaro nei conti correnti della società
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrato dopo la dichiarazione di imposta
Omesso versamento IVA: in tema di obbligo di motivazione della cartella di pagamento
Omesso versamento IVA: sussiste nell'ipotesi in cui il versamento non venga fatto nel termine dell'anticipo dell'anno successivo
Omesso versamento IVA: sull'onere probatorio in caso di crisi di liquidità d'impresa
Omesso versamento IVA: legittimo il procedimento penale avviato dopo l'applicazione di una sanzione sugli stessi fatti
Omesso versamento IVA: il mancato incasso di crediti non esclude la sussistenza del dolo
Omesso versamento IVA: sono ininfluenti i pagamenti successivi al perfezionamento del reato
Omesso versamento Iva: legittima la nuova soglia di rilevanza penale
Omesso versamento IVA: l'ammissione al concordato preventivo non esclude il reato
Omesso versamento IVA: è sufficiente il consapevole inadempimento dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sull'ordine del Giudice del fallimento di non effettuare pagamenti
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del curatore fallimentare
Omesso versamento IVA: va condannato l'imprenditore che sceglie di pagare altro, in caso di crisi aziendale
Omesso versamento IVA: la qualifica di legale rappresentante di società si acquisisce con l'atto di conferimento della nomina
Omesso versamento IVA: sull'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: il nuovo ravvedimento operoso previsto dall'art. 23 d.l. n. 34 del 2023 non può trovare applicazione retroattiva
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità dell'esimente della forza maggiore
Omesso versamento IVA: in tema di IVA all'importazione
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale non esclude la sussistenza del dolo
Omesso versamento IVA: sulla "crisi di liquidità" dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza della crisi d'impresa
Omesso versamento Iva, per il superamento della soglia di punibilità non rilevano gli interessi dovuti per il versamento trimestrale
Omesso versamento IVA: sull'assoluta impossibilità di adempiere il debito erariale
Omesso versamento IVA: la colpevolezza del contribuente non è esclusa dalla crisi di liquidità del debitore alla scadenza del termine fissato per il pagamento
Omesso versamento IVA: in caso di crisi di liquidità se l'imprenditore preferisce adempiere ad altre obbligazioni non sussiste la forza maggiore
Omesso versamento IVA: il ravvedimento operoso non è condizione per il patteggiamento
Omesso versamento IVA: in tema di variazione dell'imponibile in senso favorevole al contribuente
Omesso versamento IVA: sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131 bis c.p.
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità non esclude la responsabilità
Omesso versamento IVA: irrilevante la crisi di liquidità, anche se imponente
Omesso versamento di IVA: sulla causa di non punibilità della "particolare tenuità del fatto", prevista dall'art. 131-bis c.p.
Omesso versamento IVA: integra causa di forza maggiore l’assoluta impossibilità di scelta e non la semplice difficoltà
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità dell’amministratore subentrante
Omesso versamento IVA: l'imposta dovuta è quella risultante dalla dichiarazione annuale del contribuente
Omesso versamento IVA: la particolare tenuità del fatto non si applica se l’ammontare non pagato supera più del doppio quello fissato per legge
Omesso versamento IVA: è di natura omissiva e istantanea
Omesso versamento IVA: per profitto del reato di si intende la disponibilità liquida giacente sul conto
Omesso versamento IVA: quando la crisi di liquidità ha efficacia esimente
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale dei propri clienti non esclude il dolo
Omesso versamento Iva: sulla non punibilità per crisi finanziaria dell'impresa
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve dimostrare di avere adottat tutte le misure idonee a scongiurare la crisi
Omesso versamento IVA: sull'ammissione al concordato con pagamento parziale dell'imposta
Omesso versamento IVA: sulla determinazione della competenza per territorio
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza della presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: gli Stati membri non possono avviare procedimenti se nei confronti del soggetto è già stata emessa sanzione amministrativa
Omesso versamento IVA: non può essere giustificato, ai sensi dell'art. 51 c.p., dal pagamento degli stipendi dei lavoratori dipendenti
Omesso versamento IVA: è sempre escluso che le difficoltà economiche possano integrare la forza maggiore penalmente rilevante
Omesso versamento IVA: sulla competenza per territorio
Omesso versamento IVA: è necessaria la prova che non sia stato altrimenti possibile reperire le risorse necessarie per il puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie
Omesso versamento IVA: sui casi di applicabilità del regime di "IVA per cassa"
Omesso versamento IVA: l'oggettiva impossibilità di adempiere rileva solo se dovuta a causa di forza maggiore
Omesso versamento IVA: sull'abolizione parziale del reato
Omesso versamento IVA: non sussiste se il pagamento dei crediti anteriori era stato vietato dal tribunale
Omesso versamento IVA: sull’accordo per la rateizzazione del debito tributario
Omesso versamento IVA: sulla crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza dell'inadempimento dei clienti
Omesso versamento IVA: prevede una condotta mista, con una componente commissiva ed una omissiva
Omesso versamento IVA: questioni intertemporali
Omesso versamento IVA: l'elevazione di un terzo dei termini di prescrizione non si applica ai reati ex artt. 10-ter e 11 del D.lgs. n. 74/2000

Omesso versamento IVA: la crisi economica dell'azienda come scriminante

bottom of page