top of page

Cassazione Penale

Tribunale Salerno sez. I, 28/10/2021, n.3127

La massima

La disposizione di cui all'articolo 10-bis si applica, nei limiti ivi previsti, anche a chiunque non versa l'imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla dichiarazione annuale, entro il termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo": e cioè - in forza dell'art. 6, comma 2, della legge 29 dicembre 1990, n. 405, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1991)" - entro il 27 dicembre dell'anno successivo al periodo di imposta di riferimento.

La sentenza integrale

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE 1. Con decreto di citazione diretta a giudizio emesso dal Pm in sede in data 24 marzo 2018 Pa. An. veniva citato innanzi al Tribunale di Salerno, in composizione monocratica, per rispondere del reato ascrittogli in rubrica. Alla prima udienza del 7 febbraio 2019, dichiarata l'assenza dell'imputato veniva aperto il dibattimento ed ammesse le prove richieste dalle parti. All'udienza del 16 maggio 2019 si procedeva all'istruttoria con l'esame del teste del Pm (Mar.llo Ma. Ma. in servizio presso la Gdf di (omissis)) e si acquisiva con il consenso delle parti l'annotazione a firma del teste, quindi il Pm, con il consenso della difesa, rinunciava all'esame del residuo teste di lista ed il Tribunale ne revocava l'ammissione, quindi si rinviava per il teste della difesa. Dopo un rinvio per assenza del teste della difesa. L'udienza del 2 aprile 2020 subiva rinvio di ufficio per l'emergenza sanitaria per rischio da contagio per COVID-19, sospesi i termini di prescrizione per giorni 64. All'udienza del 22 ottobre 2020 la prima dinanzi al sottoscritto Giudice, si disponeva la rinnovazione della istruttoria mediante lettura delle dichiarazioni del teste escusso, nulla osservando le parti secondo quanto disposto dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 41736 del 10 ottobre 2019, e si rinviava per assenza del teste della difesa. L'udienza del 22 aprile 2021 subiva rinvio di ufficio per l'emergenza sanitaria. All'udienza odierna del 28 ottobre 2021, il Giudice sentite le parti (le quali concludevano concordemente per la declaratoria di non doversi procedere, per intervenuta prescrizione), ha pronunciato, in via preliminare, sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., sul presupposto dell'intervenuta prescrizione del reato contestato. 2. In presenza di una causa estintiva del reato, il giudice è tenuto alla relativa declaratoria se dalle prove acquisite al processo non risulta evidente che il fatto non sussiste, che l'imputato non lo ha commesso, che il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge reato, ipotesi queste ultime in cui si impone l'adozione di formule assolutorie nel merito (cfr. Cass. 13.11.1989, Be.; Cass. 30.6.1993, Mu.; Tribunale Napoli 25.9.1991, Mo.). Si tratta del tradizionale principio, fissato dal secondo comma dell'art. 129 c.p.p., che sancisce la (limitata) prevalenza delle formule assolutorie di merito, in presenza di una situazione di evidenza probatoria in ordine all'insussistenza del reato e all'innocenza dell'imputato, alla quale può essere equiparata soltanto la mancanza totale di prova circa la sussistenza del reato e della colpevolezza (cfr. Corte Costituzionale 16.1.1975 n° 5, che ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale del previgente art. 152 c.p.p.). Quando, invece, dalla disamina degli elementi acquisiti emerga ima situazione di insufficienza e contraddittorietà della prova della colpevolezza dell'imputato, la formula di assoluzione nel merito è subvalente rispetto alla declaratoria di estinzione, in quanto la regola di giudizio contenuta nell'art. 129 c.p.p. è derogatoria rispetto a quella dettata dal secondo comma dell'art. 530 del nuovo codice di rito. Dal punto di vista della motivazione, la disposizione di cui all'art. 129 c.p.p. viene interpretata nel senso che il giudice, nel dichiarare estinto il reato, non è tenuto ad un'analisi specifica ed approfondita di tutte le emergenze processuali, né ad indicare puntualmente i motivi della mancata assoluzione nel merito, atteso che la sentenza non è destinata ad acquisire autorità di giudicato ai fini di un giudizio di colpevolezza, ma si esaurisce in una mera disamina del materiale acquisito agli atti, al fine di escludere l'applicabilità del secondo comma dell'art. 129; e si è anche sostenuto che, laddove il giudice si limiti ad applicare una causa di estinzione del reato senza motivare circa la mancata applicazione del secondo comma dell'art. 129 c.p.p., deve ritenersi che, così facendo, abbia inteso escludere la ricorrenza del requisito dell'evidenza della prova dell'innocenza dell'imputato, fino a concludere che, in tal caso, eventuali vizi di motivazione non sono deducibili in Cassazione, poiché l'inevitabile rinvio al giudice del merito non sarebbe compatibile con l'obbligo di immediata declaratoria della causa estintiva (Cass. 25.3.1992, Ma.). 3. Venendo al caso di specie, tenuto conto dell'epoca del commesso reato per cui si procede ritiene ((omissis)), il giudice che ricorrano le condizioni per pronunciare sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione ai sensi dell'art. 129 c.p.p.. Ed infatti, va evidenziato che secondo quanto stabilito dalla norma incriminatrice "la disposizione di cui all'articolo 10-bis si applica, nei limiti ivi previsti, anche a chiunque non versa l'imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla dichiarazione annuale, entro il termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo": e cioè - in forza dell'art. 6, comma 2, della legge 29 dicembre 1990, n. 405, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1991)" - entro il 27 dicembre dell'anno successivo al periodo di imposta di riferimento. Ne consegue che il reato contestato in rubrica essendosi consumato alla data del (omissis) (anno successivo all'imposta di riferimento per l'anno 2012) si è estinto per intervenuta prescrizione, essendo maturati i termini massimi di prescrizione. Considerati, invero, tutti gli atti interruttivi nelle more sopravvenuti, in applicazione dell'attuale art. 157 c.p. e tenuto conto degli atti interruttivi e della mancanza di sospensioni della prescrizione, il reato contestato, punito fino a due anni di reclusione, in base al vigente 157 c.p. si prescrive nel termine massimo di anni 7 e mesi 6 (anni 6 + 1/4 di 6). Per cui il termine di prescrizione massima, è interamente decorso, tenuto conto delle sospensioni, alla data del (omissis). Si ritiene che, nella specie, poi non ricorrano i presupposti per la disapplicazione del termine massimo di prescrizione come imposto dalla sentenza della Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, emessa l'8 settembre 2015 (causa C - 105/14, Ta.). In tale sentenza la Corte pronunziandosi sul rinvio pregiudiziale proposto, ai sensi dell'art. 267 TFUE, dal Gip del Tribunale di Cuneo con ordinanza del 17 gennaio 2014, in un procedimento penale riguardante reati in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) relativi a "frodi carosello" ha statuito che: "Una normativa nazionale in materia di prescrizione del reato come quella stabilita dal combinato disposto dell'articolo 160, ultimo comma, del codice penale, come modificato dalla legge 5 dicembre 2005, n. 251, e dell'articolo 161 di tale codice -normativa che prevedeva, all'epoca dei fatti di cui al procedimento principale, che l'atto interruttivo verificatosi nell'ambito di procedimenti penali riguardanti frodi gravi in materia di imposta sul valore aggiunto comportasse il prolungamento del termine di prescrizione di solo un quarto della sua durata iniziale - è idonea a pregiudicare gli obblighi imposti agli Stati membri dall'articolo 325, paragrafi 1 e 2, TFUE nell'ipotesi in cui detta normativa nazionale impedisca di infliggere sanzioni effettive e dissuasive in un numero considerevole di casi di frode grave che ledono gli interessi finanziari dell'Unione Europea, o in cui preveda, per i casi di frode che ledono gli interessi finanziari dello Stato membro interessato, termini di prescrizione più lunghi di quelli previsti per i casi di frode che ledono gli interessi finanziari dell'Unione Europea, circostanze che spetta al giudice nazionale verificare. Il giudice nazionale è tenuto a dare piena efficacia all'articolo 325, paragrafi 1 e 2, TFUE disapplicando, all'occorrenza, le disposizioni nazionali che abbiano per effetto di impedire allo Stato membro interessato di rispettare gli obblighi impostigli dall'articolo 325, paragrafi 1 e 2, TFUE." In base alla predetta pronuncia spetta al giudice italiano, caso per caso, valutare la sussistenza dei predetti presupposti per disapplicare la normativa interna sul termine massimo di prescrizione. A chiarire, poi, i termini della questione in esame, è intervenuta nuovamente la Corte di Giustizia, Grande Sezione, con la sentenza del 5 dicembre 2017, in cui ha ribadito l'interpretazione che all'art. 325 TFUE aveva dato nella precedente sentenza dell'8 settembre 2015, ma, nello stesso tempo, ha dato ragione alla Corte costituzionale italiana che, con l'ordinanza n. 24 del 26 gennaio 2017, aveva opposto a quella interpretazione il possibile contrasto con il principio di legalità penale. A questo risultato essa è pervenuta per effetto della sola precisazione che la sentenza Ta. non si applica ai reati commessi anteriormente alla sua emanazione. In particolare, nella sentenza da ultimo citata è stato precisato che l'articolo 325, paragrafi 1 e 2, TFUE dev'essere interpretato nel senso che esso impone al giudice nazionale di disapplicare, nell'ambito di un procedimento penale riguardante reati in materia di IVA, disposizioni interne sulla prescrizione, rientranti nel diritto sostanziale nazionale, che ostino all'inflizione di sanzioni penali effettive e dissuasive in un numero considerevole di casi di frode grave che ledono gli interessi finanziari dell'Unione o che prevedano, per i casi di frode grave che ledono tali interessi, termini di prescrizione più brevi di quelli previsti per i casi che ledono gli interessi finanziari dello Stato membro interessato, a meno che una disapplicazione siffatta comporti una violazione del principio di legalità dei reati e delle pene a causa dell'insufficiente determinatezza della legge applicabile, o dell'applicazione retroattiva di una normativa che impone un regime di punibilità più severo di quello vigente al momento della commissione del reato. Il principio di irretroattività rende del tutto ininfluente la (prima) sentenza Ta. rispetto a tutti i reati commessi entro l'8 settembre 2015, con la conseguente non prospettabilità della disapplicazione delle disposizioni del codice penale sulla prescrizione, che pertanto vanno applicate anche se contrastano con il diritto europeo. Ciò è affermato esplicitamente dalla sentenza del 5 dicembre 2017: le persone imputate di reati commessi in tale tempo "potrebbero essere retroattivamente assoggettate a un regime di punibilità più severo di quello vigente al momento della commissione del reato". La precedente sentenza della Corte Europea si riferiva implicitamente, ma necessariamente, anche ai reati commessi in epoca antecedente. È interessante osservare che la irretroattività viene espressamente riferita dalla Corte di giustizia alla "pronunzia della sentenza Ta.", mentre essa, in linea di principio, contrassegna la relazione temporale tra il reato commesso e la legge ad esso applicabile. Poiché la disposizione della cui applicabilità si discute è quella dell'art. 325 del Trattato di Lisbona, l'irretroattività dovrebbe essere operante rispetto a tale disposizione e non alla sentenza della Corte europea. Ed infatti nel dispositivo della Ta.-bis si fa divieto della "applicazione retroattiva di una normativa che impone un regime di punibilità più severo di quello vigente al momento della commissione del reato". Ma, come si è detto, nella motivazione la irretroattività è esplicitamente posta rispetto alla (prima) sentenza Ta.. Il passaggio del concetto di irretroattività dalla norma alla sentenza si spiega se si pone mente all'altro menzionato requisito del principio di legalità costituito dalla prevedibilità dell'applicazione della legge penale. In tal modo, la Corte europea dà ragione alla Corte costituzionale, la quale aveva espresso la convinzione "che la persona non potesse ragionevolmente pensare, prima della sentenza resa in causa Ta., che l'art. 325 TFUE prescrivesse al giudice di non applicare" la disciplina del codice penale sulla prescrizione. Nella specie, si ritiene che non ricorrano i presupposti per la disapplicazione della normativa interna sulla prescrizione in applicazione della sentenza Ta. della Corte di Giustizia, dato che il reato contestato, seppure lesivo degli interessi finanziari dell'UE, trattandosi di condotte aventi ad oggetto l'imposta IVA, sono stati commessi tutti anteriormente all'8 settembre 2015. Tanto premesso, poiché le risultanze processuali non consentono di addivenire ad una più favorevole assoluzione dell'imputato nel merito, vista la documentazione acquisita e quanto dichiarato dal teste escusso e non risultando evidenti prove a discarico che legittimino una pronuncia ai sensi del secondo comma dell'art. 129 c.p.p., va dichiarata l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione. In ordine al sequestro preventivo emesso dal Gip in sede il (omissis), si rileva che in caso di pronuncia di sentenza di non luogo a procedere a norma dell'art. 323 comma 1 c.p.p. perde immediatamente efficacia il sequestro, se non sussistono i presupposti della confisca obbligatoria. Pertanto, nella specie trattandosi di somme in sequestro e per equivalente pari al profitto del reato e visto l'esito del dibattimento con pronuncia di non doversi procedere, non sussistendo ipotesi di confisca obbligatoria, ne va disposta l'immediata restituzione all'avente diritto di quanto in sequestro. P.Q.M. letto l'art. 129 c.p.p. dichiara non doversi procedere nei confronti dell'imputato Pa. An. in ordine al reato ascrittogli in rubrica in quanto estintosi per intervenuta prescrizione; letto l'art. 323 c.p.p. dichiara la perdita di efficacia del decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip in sede il 01.12.2017 e depositato il 02.12.2017 ed ordina la immediata restituzione agli aventi diritto di quanto in sequestro, mandando alla P.G. per l'esecuzione ed alla cancelleria per le comunicazioni di rito. Così deciso in Salerno, il 28 ottobre 2021 Depositata in Udienza il 28 ottobre 2021

Altre sentenze sul tema

Omesso versamento di ritenute: presenta una componente omissiva ed una precedente componente commissiva
Omesso versamento di IVA: sulla crisi di liquidità dell'impresa e forza maggiore idonea ad escludere la colpevolezza
Omesso versamento dell'IVA: sulla condotta dolosa o consapevole del cessionario
Omesso versamento di IVA: differenze con il reato di omesso versamento di ritenute
Omesso versamento dell'Iva: competenza per territorio e domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento di IVA: irrilevante la presentazione di domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento debito IVA: non può disporsi il sequestro se il debitore è stato ammesso al concordato con pagamento dilazionato dell'imposta
Omesso versamento dell'IVA: l'imposta dovuta va valutata sulla base della dichiarazione annuale
Omesso versamento dell'Iva: il contribuente non può dedurre il mancato pagamento della fattura
Omesso versamento di IVA: sulla crisi di liquidità del debitore
Omesso versamento IVA: il curatore fallimentare non può proporre opposizione al sequestro neppure agendo in rappresentanza dei creditori
Omesso versamento IVA: sull'ammissione alla procedura di concordato
Omesso versamento IVA: sul momento consumativo
Omesso versamento IVA: sull'interesse ad impugnare per ottenere assoluzione con formula piena
Omesso versamento IVA: è richiesto il dolo generico e non rilevano i motivi della scelta dell'agente di non versare il tributo
Omesso versamento IVA: si ha particolare tenuità solo se l'omissione riguarda una somma prossima alla soglia di punibilità
Omesso versamento IVA: la mancata riscossione di crediti non costituisce circostanza idonea ad escludere il dolo
Omesso versamento IVA: ininfluente la presentazione di domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: sul valore scriminante della domanda di concordato preventivo
Omesso versamento IVA: il liquidatore subentrato risponde per gli omessi versamenti
Omesso versamento IVA: differenze con il delitto di omesso versamento di ritenute dovute o certificate di cui all'art. 10 bis del d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74
Omesso versamento IVA: in tema di competenza per territorio, non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve preferire il pagamento dei tributi rispetto alla retribuzione dei dipendenti
Omesso versamento IVA: in tema di crisi di liquidità, l'imputato deve provare di avere adottato misure idonee a fronteggiarla
Omesso versamento IVA: sulla delega a operare rilasciata dal titolare di un conto corrente all'indagato
Omesso versamento IVA: il debito deve risultare da dichiarazione del contribuente
Omesso versamento IVA: sulla prova del dolo
Omesso versamento IVA: Prescrizione del reato di evasione dell'Iva
Omesso versamento IVA: la crisi economica dell'azienda come scriminante
Omesso versamento IVA: in tema di non corrispondenza tra debito dichiarato e contabilità dell'impresa
Omesso versamento IVA: ne risponde l'imprenditore che incassa le somme ma non le accantona usandole per autofinanziamento
Omesso versamento IVA: annullamento senza rinvio
Omesso versamento IVA: sul limite massimo annuale di compensazione tra crediti Iva e debiti relativi ad altre imposte
Omesso versamento IVA: infondata q.l.c. dell'art. 10 bis d.lg. n. 74 del 2000 per violazione dell'art. 3 cost. e per disparità di trattamento con l'art. 10 ter d.lg. n. 74 del 2000
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità del reato
Omesso versamento IVA: assoluzione
Omesso versamento IVA: non esiste rapporto di specialità con il reato di truffa aggravata
Omesso versamento IVA: va assolto l'imputato se prima della scadenza per il versamento è ammesso al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: sulla preclusione al patteggiamento per mancata estinzione del debito tributario
Omesso versamento IVA: sulla particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: quando la crisi finanziaria e di liquidità integra l’esimente per la mancanza di dolo
Omesso versamento IVA: sulle differenze con il reato di ritenute dovute o certificate di cui all'art. 10-bis del d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74
Omesso versamento IVA: la mancata riscossione delle fatture emesse comporta la mancanza del dolo generico nel reato
Omesso versamento IVA: il contribuente deve dimostrare l'inattendibilità della compilazione del quadro VL
Omesso versamento IVA: sulla scriminante della crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: l'imprenditore non può dedurre il mancato pagamento della fattura né lo sconto bancario della fattura
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità del contribuente non può essere invocata quale causa di forza maggiore quando rappresenti una concausa dell'omesso versamento del tributo unitamente al comportamento illegittimo del contribuente
Omesso versamento Iva: va riconosciuta una causa di esclusione dell'elemento soggettivo del reato in caso di difficoltà o crisi finanziaria dell'impresa
Omesso versamento IVA: la presentazione della domanda di concordato non esclude la punibilità tributaria
Omesso versamento IVA: in tema di compensazione, in tutto o in parte, delle eccedenze di credito
Omesso versamento IVA: sui doveri dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sull'adempimento del debito tributario prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado
Omesso versamento IVA: sulla formula assolutoria da utilizzare in ipotesi di mancata integrazione della soglia di punibilità
Omesso versamento Iva: sulla non punibilità per crisi economica
Omesso versamento IVA: sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: sulla compatibilità tra infedele dichiarazione e omesso versamento
Omesso versamento IVA: sull'interruzione della prescrizione
Omesso versamento IVA: il sequestro per equivalente può essere disposto nei confronti del legale rappresentate solo se risulti impossibile il sequestro nel patrimonio dell'ente
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrante
Omesso versamento IVA: non può essere giustificato con il pagamento dei lavoratori dipendenti
Omesso versamento IVA: non rileva la circostanza che la società attraversi una fase di criticità e destini risorse finanziarie per far fronte al pagamento di debiti ritenuti più urgenti
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità del dolo eventuale
Omesso versamento IVA: sul sgravio e l'annullamento della cartella
Omesso versamento IVA: sulla competenza per territorio dell'ufficio dell'Agenzia delle entrate
Omesso versamento IVA: in tema di dolo
Omesso versamento IVA: ne risponde l'amministratore nominato al momento della scadenza del termine ultimo per versare l'imposta
Omesso versamento IVA: per l'individuazione della competenza per territorio non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento IVA: sull'esclusione dei principi della sentenza Taricco
Omesso versamento IVA: la somma da versare in caso di mancato versamento IVA è quella risultante dalla dichiarazione del contribuente
Omesso versamento IVA: sui criteri per la ricostruzione dell'imposta evasa
Omesso versamento IVA: sulla esclusione della colpevolezza per crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla definizione di reati della stessa indole in caso di omesso versamento di ritenute previdenziali
Omesso versamento IVA: non è richiesta l'acquisizione al fascicolo del dibattimento della dichiarazione fiscale del contribuente
Omesso versamento Iva: ne risponde l'amministratore in carica al momento in cui sorge l'obbligo di versamento
Omesso versamento IVA: sul limite massimo dei crediti d'imposta e dei contributi compensabili
Omesso versamento IVA: sul dolo del reato
Omesso versamento IVA : configurabile il concorso con la bancarotta impropria mediante operazioni dolose
Omesso versamento IVA: l’applicazione della confisca è sottratta alla discrezionalità del giudice
Omesso versamento IVA: non sussiste il dolo se l'imprenditore ha richiesto di pagare mediante rateizzazione
Omesso versamento Iva: quando è irrilevante la crisi aziendale ai fini della punibilità
Omesso versamento IVA: va escluso il dolo se l'imprenditore, in caso di crisi, si attivi con una strategia per fronteggiarla
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore di società
Omesso versamento IVA: per accertare il dolo generico va valutata la possibilità di adempiere al pagamento nel termine di legge
Omesso versamento IVA: Il mancato incasso di crediti non esclude il dolo del reato di omesso versamento dell'i.v.a.
Omesso versamento IVA: sull'applicabilità della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p.
Omesso versamento IVA: in caso di nuove soglie di punibilità, vanno revocate anche le condanne definitive
Omesso versamento IVA: il dolo è integrato dalla condotta omissiva posta in essere nella consapevolezza della sua illiceità
Omesso versamento IVA: il superamento della soglia di punibilità è elemento costitutivo
Omesso versamento IVA: imputato assolto poiché aveva dismesso le cariche sociali in ragione dell'intervenuto fallimento
Omesso versamento IVA: non rileva lo stato di crisi finanziaria della precedente gestione se vi era consapevolezza della crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrato
Omesso versamento IVA: in caso di crisi di liquidità, l'imputato deve dimostrare di aver messo in campo misure, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale
Omesso versamento IVA: l'omessa azione di recupero crediti esclude l'esimente della forza maggiore
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale di un cliente non esclude il dolo
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve provare di aver posto in essere tutte le misure idonee a reperire la liquidità necessari per adempiere il proprio debito fiscale
Omesso versamento IVA: sulla formula di assoluzione in caso di mancato superamento della soglia di punibilità
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità giustificasolo se imprevedibile e non altrimenti superabile
Omesso versamento IVA: sull'onere di allegazione in caso di crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: se ha causato il dissesto integra il delitto di causazione del fallimento per effetto di operazioni dolose
Omesso versamento IVA: sempre sequestrabile il denaro nei conti correnti della società
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrato dopo la dichiarazione di imposta
Omesso versamento IVA: in tema di obbligo di motivazione della cartella di pagamento
Omesso versamento IVA: sussiste nell'ipotesi in cui il versamento non venga fatto nel termine dell'anticipo dell'anno successivo
Omesso versamento IVA: sull'onere probatorio in caso di crisi di liquidità d'impresa
Omesso versamento IVA: legittimo il procedimento penale avviato dopo l'applicazione di una sanzione sugli stessi fatti
Omesso versamento IVA: il mancato incasso di crediti non esclude la sussistenza del dolo
Omesso versamento IVA: sono ininfluenti i pagamenti successivi al perfezionamento del reato
Omesso versamento Iva: legittima la nuova soglia di rilevanza penale
Omesso versamento IVA: l'ammissione al concordato preventivo non esclude il reato
Omesso versamento IVA: è sufficiente il consapevole inadempimento dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sull'ordine del Giudice del fallimento di non effettuare pagamenti
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del curatore fallimentare
Omesso versamento IVA: va condannato l'imprenditore che sceglie di pagare altro, in caso di crisi aziendale
Omesso versamento IVA: la qualifica di legale rappresentante di società si acquisisce con l'atto di conferimento della nomina
Omesso versamento IVA: sull'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: il nuovo ravvedimento operoso previsto dall'art. 23 d.l. n. 34 del 2023 non può trovare applicazione retroattiva
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità dell'esimente della forza maggiore
Omesso versamento IVA: in tema di IVA all'importazione
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale non esclude la sussistenza del dolo
Omesso versamento IVA: sulla "crisi di liquidità" dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza della crisi d'impresa
Omesso versamento Iva, per il superamento della soglia di punibilità non rilevano gli interessi dovuti per il versamento trimestrale
Omesso versamento IVA: sull'assoluta impossibilità di adempiere il debito erariale
Omesso versamento IVA: la colpevolezza del contribuente non è esclusa dalla crisi di liquidità del debitore alla scadenza del termine fissato per il pagamento
Omesso versamento IVA: in caso di crisi di liquidità se l'imprenditore preferisce adempiere ad altre obbligazioni non sussiste la forza maggiore
Omesso versamento IVA: il ravvedimento operoso non è condizione per il patteggiamento
Omesso versamento IVA: in tema di variazione dell'imponibile in senso favorevole al contribuente
Omesso versamento IVA: sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131 bis c.p.
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità non esclude la responsabilità
Omesso versamento IVA: irrilevante la crisi di liquidità, anche se imponente
Omesso versamento di IVA: sulla causa di non punibilità della "particolare tenuità del fatto", prevista dall'art. 131-bis c.p.
Omesso versamento IVA: integra causa di forza maggiore l’assoluta impossibilità di scelta e non la semplice difficoltà
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità dell’amministratore subentrante
Omesso versamento IVA: l'imposta dovuta è quella risultante dalla dichiarazione annuale del contribuente
Omesso versamento IVA: la particolare tenuità del fatto non si applica se l’ammontare non pagato supera più del doppio quello fissato per legge
Omesso versamento IVA: è di natura omissiva e istantanea
Omesso versamento IVA: per profitto del reato di si intende la disponibilità liquida giacente sul conto
Omesso versamento IVA: quando la crisi di liquidità ha efficacia esimente
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale dei propri clienti non esclude il dolo
Omesso versamento Iva: sulla non punibilità per crisi finanziaria dell'impresa
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve dimostrare di avere adottat tutte le misure idonee a scongiurare la crisi
Omesso versamento IVA: sull'ammissione al concordato con pagamento parziale dell'imposta
Omesso versamento IVA: sulla determinazione della competenza per territorio
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza della presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: gli Stati membri non possono avviare procedimenti se nei confronti del soggetto è già stata emessa sanzione amministrativa
Omesso versamento IVA: non può essere giustificato, ai sensi dell'art. 51 c.p., dal pagamento degli stipendi dei lavoratori dipendenti
Omesso versamento IVA: è sempre escluso che le difficoltà economiche possano integrare la forza maggiore penalmente rilevante
Omesso versamento IVA: sulla competenza per territorio
Omesso versamento IVA: è necessaria la prova che non sia stato altrimenti possibile reperire le risorse necessarie per il puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie
Omesso versamento IVA: sui casi di applicabilità del regime di "IVA per cassa"
Omesso versamento IVA: l'oggettiva impossibilità di adempiere rileva solo se dovuta a causa di forza maggiore
Omesso versamento IVA: sull'abolizione parziale del reato
Omesso versamento IVA: non sussiste se il pagamento dei crediti anteriori era stato vietato dal tribunale
Omesso versamento IVA: sull’accordo per la rateizzazione del debito tributario
Omesso versamento IVA: sulla crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza dell'inadempimento dei clienti
Omesso versamento IVA: prevede una condotta mista, con una componente commissiva ed una omissiva
Omesso versamento IVA: questioni intertemporali
Omesso versamento IVA: l'elevazione di un terzo dei termini di prescrizione non si applica ai reati ex artt. 10-ter e 11 del D.lgs. n. 74/2000

Omesso versamento IVA: sussiste nell'ipotesi in cui il versamento non venga fatto nel termine dell'anticipo dell'anno successivo

bottom of page