top of page

Cassazione Penale

Cassazione penale sez. III, 24/02/2022, n.19651

La massima

L'omesso versamento dell'IVA dipeso dal mancato incasso di crediti non esclude la sussistenza del dolo richiesto dal d.lg. n. 74 del 10 marzo 2000, art. 10-ter, trattandosi di inadempimento riconducibile all'ordinario rischio di impresa.

La sentenza integrale

RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 6 maggio 2021, la Corte di appello di Ancona ha parzialmente riformato la sentenza del Tribunale di Pesaro del 20 marzo 2019, con la quale l'imputato era stato condannato, per il reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10-ter, perché, in qualità di legale rappresentante di una società, non versava l'imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale presentata per il periodo 2014 entro il termine del 29 dicembre 2015, per un ammontare complessivo di Euro 944.137,00. La Corte territoriale, in accoglimento dell'appello del Procuratore generale, ha disposto la confisca delle somme di denaro appartenenti all'imputato, anche per equivalente, fino alla concorrenza di quanto evaso, detratto quanto già versato all'erario anche successivamente alla commissione del reato. 2. Avverso la sentenza l'imputato ha proposto, tramite il difensore, ricorso per cassazione, chiedendone l'annullamento. 2.1. Con un primo motivo di doglianza, si lamentano la mancata acquisizione di prova decisiva e la mancanza di motivazione in riferimento alle richieste di acquisizione ex artt. 238 e 238-bis c.p.p., e di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale formulate con i motivi di appello. Si era chiesta, in particolare, l'acquisizione della sentenza del Tribunale di Pesaro emessa nei confronti dello stesso imputato per il reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10-bis, per omesso versamento delle ritenute fiscali per il medesimo anno di imposta 2014 oggetto del presente procedimento. La difesa afferma che in tale sentenza si era affermata la mancanza della prova del rilascio delle certificazioni ai dipendenti, ma si era anche accertata crisi finanziaria supportata dalla società nel periodo in questione, che non aveva consentito l'accantonamento delle somme necessarie, pur essendosi l'imputato attivato con richieste di prestiti bancari sostenuti da fideiussioni in proprio e da ingenti esborsi personali, nonché da richieste di rateazione al fisco. Si era chiesta, anche, l'acquisizione dei verbali delle deposizioni testimoniali in tale procedimento, sempre allo scopo di dimostrare la situazione di dissesto incolpevole nella quale la società si trovava. La difesa afferma, inoltre, che tali prove erano state acquisite in data successiva alla definizione del giudizio di primo grado, cosicché dovevano essere considerate prove sopravvenute. Oggetto della richiesta di rinnovazione istruttoria era stata anche l'assunzione della testimonianza della dottoressa Crescentini, relativa ai rapporti tra la società, i clienti, i fornitori e le banche, nonché alla situazione finanziaria della società stessa e alle iniziative prese dal legale rappresentante per ripianarne il dissesto e consentire il pagamento dei debiti tributari. Si lamenta che la Corte territoriale avrebbe confermato la decisione di primo grado negando ogni rilevanza alla crisi economico-finanziaria di cui sopra, sia dal punto di vista dell'oggettiva sussistenza del reato, sia dal punto di vista dell'elemento soggettivo dello stesso. 2.2. Con un secondo motivo di censura, si prospettano vizi della motivazione in relazione alla sussistenza dell'elemento soggettivo del reato o dell'esimente della forza maggiore. Si sostiene che - contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte d'appello - non vi è alcuna previsione normativa che stabilisca l'obbligo per il contribuente di accantonare le somme riscosse a titolo di Iva. La difesa evidenzia, inoltre, le ragioni della crisi economica, legata ad un contesto di generale crisi del settore produttivo, nonché le iniziative tenute dal legale rappresentante per far fronte a tali crisi (pagg. 18-19 del ricorso). A ciò aggiunge che la crisi economica che ha colpito i clienti principali, i quali hanno lasciati insoluti numerosi debiti, per un importo complessivo di circa due milioni di Euro (pagg. 19-20 del ricorso). Sarebbe erronea la motivazione della Corte d'appello secondo cui, nonostante la crisi finanziaria, il volume d'affari era rimasto molto ingente, perché il fatturato non può essere considerato indice dello Stato e dell'effettiva capacità finanziaria dell'azienda. Si contesta, altresì, l'affermazione della sentenza secondo cui l'azienda avrebbe potuto proficuamente rifornirsi all'estero, perché la Corte d'appello non avrebbe tenuto conto delle effettive caratteristiche del mercato, nel quale è presente un duopolio della fornitura della materia prima. Si sottopone a critica anche il rilievo della sentenza impugnata secondo cui le iniziative anticrisi intraprese dalla società, con richieste alle banche di mutui ipotecari, sarebbero insufficienti e comunque rivolte a ridurre debiti diversi da quelli erariali. Vi sarebbe, poi, un travisamento del fatto dell'affermazione secondo cui la richiesta di mutuo del 26 maggio 2015 sarebbe inidonea ad appianare il debito tributario che andava a scadere - a fini penali - nel successivo dicembre. Diritto CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso - i cui motivi possono essere trattati congiuntamente - è fondato. 1.1. Secondo il maggioritario orientamento di questa Corte, di regola, l'omesso versamento dell'IVA dipeso dal mancato incasso per inadempimento contrattuale dei propri clienti non esclude la sussistenza del dolo richiesto dal D.Lgs. n.74 del 10 marzo 2000, art. 10-ter, atteso che l'obbligo del predetto versamento prescinde dall'effettiva riscossione delle relative somme e che il mancato adempimento del debitore è riconducibile all'ordinario rischio di impresa, evitabile anche con il ricorso alle procedure di storno dai ricavi dei corrispettivi non riscossi (Sez. 3, n. 6506 del 24/09/2019, dep. 2020, Rv. 278909; Sez. 3, n. 6220 del 23/01/2018, Rv. 272069, ove si osserva che, tranne i casi di applicabilità del regime di "IVA per cassa", l'obbligo penalmente sanzionato è ordinariamente svincolato dalla effettiva riscossione delle somme-corrispettivo relative alle prestazioni effettuate). Si è tuttavia talvolta affermato che, in taluni casi, può essere escluso il dolo generico nell'ipotesi in cui l'omesso versamento derivi dalla mancanza della necessaria liquidità dovuta al mancato incasso delle fatture emesse con l'addebito d'imposta (Sez. 3, n. 29873 del 01/12/2017, dep. 2018, Calabrò, Rv. 273690). 1.2. A proposito dell'elemento soggettivo del reato di omesso versamento di IVA, va ribadito che è sufficiente il dolo generico (Sez. 3, n. 3098 del 05/11/2015, dep. 2016, Rv. 265939), configurabile anche nella forma del dolo eventuale (Sez. 3, n. 34927 del 24/06/2015, Rv. 264882), integrato dalla condotta omissiva posta in essere nella consapevolezza della sua illiceità, a nulla rilevando i motivi della scelta dell'agente di non versare il tributo (Sez. 3, n. 8352 del 24/06/2014, dep. 2015, Rv. 263127), mentre l'inadempimento della obbligazione tributaria può essere attribuito a forza maggiore solo quando derivi da fatti non imputabili all'imprenditore che non abbia potuto tempestivamente porvi rimedio per cause indipendenti dalla sua volontà e che sfuggono al suo dominio finalistico (Sez. 3, n. 8352 del 24/06/2014, Rv. 263128). In particolare, nel reato di omesso versamento di Iva, ai fini dell'esclusione della colpevolezza è irrilevante la crisi di liquidità del debitore alla scadenza del termine fissato per il pagamento, a meno che non venga dimostrato che siano state adottate tutte le iniziative per provvedere alla corresponsione del tributo (Sez. 3, n. 2614 del 06/11/2013, dep. 2014, Rv. 258595), anche attingendo al patrimonio personale (Sez. 3, n. 5467 del 05/12/2013, dep. 2014, Rv. 258055; Sez. 3, n. 43599 del 09/09/2015, in motivazione). 1.3. La successiva giurisprudenza di legittimità ha temperato i principi di cui sopra, affermando che l'omesso versamento dell'IVA dipeso dal mancato incasso di crediti non esclude la sussistenza del dolo richiesto dal D.Lgs. n. 74 del 10 marzo 2000, art. 10-ter, trattandosi di inadempimento riconducibile all'ordinario rischio di impresa, sempre che tali insoluti siano contenuti entro una percentuale da ritenersi fisiologica (Sez. 3, n. 31352 del 05/05/2021, Rv. 282237, la quale ha ritenuto non fisiologica una presenza di insoluti per circa il 43% del fatturato, cui era seguita una gravissima crisi di liquidità). 2. Tali principi trovano applicazione nel caso di specie in cui, nell'atto di appello l'imputato aveva allegato una serie di elementi di prova emersi dall'istruzione dibattimentale e aveva richiesto la rinnovazione della stessa per l'acquisizione di ulteriori elementi, ritenuti decisivi in quanto relativi all'assoluzione dell'imputato per il reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10-bis, per il medesimo periodo di imposta, nonché all'accertamento in altri procedimenti dell'esistenza della crisi, dell'entità e consistenza degli sforzi effettuati per fronteggiarla, della presenza di insoluti rilevantissimi da parte dei principali clienti. A fronte di tali circostanze - che, secondo i principi giurisprudenziali richiamati, avrebbero dovuto essere compiutamente valutate ai fini della colpevolezza - la Corte d'appello non ha provveduto alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, ritenendola immotivatamente superflua né ha tenuto conto dei dati istruttori a sua disposizione, così incorrendo nei vizi di mancanza e manifesta illogicità della motivazione, posto che in sentenza: - si sostiene illogicamente che il supplemento istruttorio richiesto è privo di decisività, a fronte della molteplicità degli elementi fattuali o valutativi offerti dalla relazione di consulenza di parte, mentre l'appellante aveva fatto preciso riferimento ai documenti e i verbali di altri procedimenti rilevanti ai fini della decisione sulla natura e le circostanze della crisi economica, nonché sul comportamento dell'imputato per fare fronte alla stessa; - si aggiunge, con passaggi non sufficientemente argomentati, che l'imputato avrebbe dato preferenza ad altri pagamenti pretermettendo il versamento delle imposte all'erario; - si attribuisce rilievo, a fronte di una perdita del fatturato di circa il 25% tra il 2013 e 2014, ad un elemento, quale la conservazione di un volume di affari di 19 milioni di Euro, di per sé neutro, se non adeguatamente contestualizzato e circostanziato, ai fini della verifica dell'effettiva sussistenza di uno stato di crisi d'impresa; - non vi è adeguata motivazione circa il ricorso dell'imputato al credito e circa le ragioni di tale ricorso e le relative tempistiche, in relazione alla volontà di estinguere i debiti tributari; - non vi è un'adeguata valutazione della dettagliata prospettazione difensiva secondo cui vi erano rilevantissimi insoluti da parte dei principali clienti, mentre la sentenza asserisce che la riscossione non è in discussione nel caso di specie (pag. 14); - quanto al mutamento, sfavorevole alla società dell'imputato, delle condizioni e dei prezzi di fornitura della materia prima, la sentenza si limita alla valorizzazione in senso negativo della mancanza di ricerca di alternative di mercato, in realtà puramente ipotetiche ed eventuali. 3. La sentenza impugnata va pertanto annullata, con rinvio alla Corte di appello di Perugia, perché proceda a nuovo giudizio, rivalutando sia la richiesta di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale sia il quadro istruttorio già presente in atti, alla luce dei principi sopra delineati. PQM P.Q.M. Annulla la sentenza impugnata, con rinvio, per nuovo giudizio, alla Corte di appello di Perugia. Così deciso in Roma, il 24 febbraio 2022. Depositato in Cancelleria il 19 maggio 2022

Altre sentenze sul tema

Omesso versamento di ritenute: presenta una componente omissiva ed una precedente componente commissiva
Omesso versamento di IVA: sulla crisi di liquidità dell'impresa e forza maggiore idonea ad escludere la colpevolezza
Omesso versamento dell'IVA: sulla condotta dolosa o consapevole del cessionario
Omesso versamento di IVA: differenze con il reato di omesso versamento di ritenute
Omesso versamento dell'Iva: competenza per territorio e domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento di IVA: irrilevante la presentazione di domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento debito IVA: non può disporsi il sequestro se il debitore è stato ammesso al concordato con pagamento dilazionato dell'imposta
Omesso versamento dell'IVA: l'imposta dovuta va valutata sulla base della dichiarazione annuale
Omesso versamento dell'Iva: il contribuente non può dedurre il mancato pagamento della fattura
Omesso versamento di IVA: sulla crisi di liquidità del debitore
Omesso versamento IVA: il curatore fallimentare non può proporre opposizione al sequestro neppure agendo in rappresentanza dei creditori
Omesso versamento IVA: sull'ammissione alla procedura di concordato
Omesso versamento IVA: sul momento consumativo
Omesso versamento IVA: sull'interesse ad impugnare per ottenere assoluzione con formula piena
Omesso versamento IVA: è richiesto il dolo generico e non rilevano i motivi della scelta dell'agente di non versare il tributo
Omesso versamento IVA: si ha particolare tenuità solo se l'omissione riguarda una somma prossima alla soglia di punibilità
Omesso versamento IVA: la mancata riscossione di crediti non costituisce circostanza idonea ad escludere il dolo
Omesso versamento IVA: ininfluente la presentazione di domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: sul valore scriminante della domanda di concordato preventivo
Omesso versamento IVA: il liquidatore subentrato risponde per gli omessi versamenti
Omesso versamento IVA: differenze con il delitto di omesso versamento di ritenute dovute o certificate di cui all'art. 10 bis del d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74
Omesso versamento IVA: in tema di competenza per territorio, non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve preferire il pagamento dei tributi rispetto alla retribuzione dei dipendenti
Omesso versamento IVA: in tema di crisi di liquidità, l'imputato deve provare di avere adottato misure idonee a fronteggiarla
Omesso versamento IVA: sulla delega a operare rilasciata dal titolare di un conto corrente all'indagato
Omesso versamento IVA: il debito deve risultare da dichiarazione del contribuente
Omesso versamento IVA: sulla prova del dolo
Omesso versamento IVA: Prescrizione del reato di evasione dell'Iva
Omesso versamento IVA: la crisi economica dell'azienda come scriminante
Omesso versamento IVA: in tema di non corrispondenza tra debito dichiarato e contabilità dell'impresa
Omesso versamento IVA: ne risponde l'imprenditore che incassa le somme ma non le accantona usandole per autofinanziamento
Omesso versamento IVA: annullamento senza rinvio
Omesso versamento IVA: sul limite massimo annuale di compensazione tra crediti Iva e debiti relativi ad altre imposte
Omesso versamento IVA: infondata q.l.c. dell'art. 10 bis d.lg. n. 74 del 2000 per violazione dell'art. 3 cost. e per disparità di trattamento con l'art. 10 ter d.lg. n. 74 del 2000
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità del reato
Omesso versamento IVA: assoluzione
Omesso versamento IVA: non esiste rapporto di specialità con il reato di truffa aggravata
Omesso versamento IVA: va assolto l'imputato se prima della scadenza per il versamento è ammesso al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: sulla preclusione al patteggiamento per mancata estinzione del debito tributario
Omesso versamento IVA: sulla particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: quando la crisi finanziaria e di liquidità integra l’esimente per la mancanza di dolo
Omesso versamento IVA: sulle differenze con il reato di ritenute dovute o certificate di cui all'art. 10-bis del d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74
Omesso versamento IVA: la mancata riscossione delle fatture emesse comporta la mancanza del dolo generico nel reato
Omesso versamento IVA: il contribuente deve dimostrare l'inattendibilità della compilazione del quadro VL
Omesso versamento IVA: sulla scriminante della crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: l'imprenditore non può dedurre il mancato pagamento della fattura né lo sconto bancario della fattura
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità del contribuente non può essere invocata quale causa di forza maggiore quando rappresenti una concausa dell'omesso versamento del tributo unitamente al comportamento illegittimo del contribuente
Omesso versamento Iva: va riconosciuta una causa di esclusione dell'elemento soggettivo del reato in caso di difficoltà o crisi finanziaria dell'impresa
Omesso versamento IVA: la presentazione della domanda di concordato non esclude la punibilità tributaria
Omesso versamento IVA: in tema di compensazione, in tutto o in parte, delle eccedenze di credito
Omesso versamento IVA: sui doveri dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sull'adempimento del debito tributario prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado
Omesso versamento IVA: sulla formula assolutoria da utilizzare in ipotesi di mancata integrazione della soglia di punibilità
Omesso versamento Iva: sulla non punibilità per crisi economica
Omesso versamento IVA: sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: sulla compatibilità tra infedele dichiarazione e omesso versamento
Omesso versamento IVA: sull'interruzione della prescrizione
Omesso versamento IVA: il sequestro per equivalente può essere disposto nei confronti del legale rappresentate solo se risulti impossibile il sequestro nel patrimonio dell'ente
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrante
Omesso versamento IVA: non può essere giustificato con il pagamento dei lavoratori dipendenti
Omesso versamento IVA: non rileva la circostanza che la società attraversi una fase di criticità e destini risorse finanziarie per far fronte al pagamento di debiti ritenuti più urgenti
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità del dolo eventuale
Omesso versamento IVA: sul sgravio e l'annullamento della cartella
Omesso versamento IVA: sulla competenza per territorio dell'ufficio dell'Agenzia delle entrate
Omesso versamento IVA: in tema di dolo
Omesso versamento IVA: ne risponde l'amministratore nominato al momento della scadenza del termine ultimo per versare l'imposta
Omesso versamento IVA: per l'individuazione della competenza per territorio non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento IVA: sull'esclusione dei principi della sentenza Taricco
Omesso versamento IVA: la somma da versare in caso di mancato versamento IVA è quella risultante dalla dichiarazione del contribuente
Omesso versamento IVA: sui criteri per la ricostruzione dell'imposta evasa
Omesso versamento IVA: sulla esclusione della colpevolezza per crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla definizione di reati della stessa indole in caso di omesso versamento di ritenute previdenziali
Omesso versamento IVA: non è richiesta l'acquisizione al fascicolo del dibattimento della dichiarazione fiscale del contribuente
Omesso versamento Iva: ne risponde l'amministratore in carica al momento in cui sorge l'obbligo di versamento
Omesso versamento IVA: sul limite massimo dei crediti d'imposta e dei contributi compensabili
Omesso versamento IVA: sul dolo del reato
Omesso versamento IVA : configurabile il concorso con la bancarotta impropria mediante operazioni dolose
Omesso versamento IVA: l’applicazione della confisca è sottratta alla discrezionalità del giudice
Omesso versamento IVA: non sussiste il dolo se l'imprenditore ha richiesto di pagare mediante rateizzazione
Omesso versamento Iva: quando è irrilevante la crisi aziendale ai fini della punibilità
Omesso versamento IVA: va escluso il dolo se l'imprenditore, in caso di crisi, si attivi con una strategia per fronteggiarla
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore di società
Omesso versamento IVA: per accertare il dolo generico va valutata la possibilità di adempiere al pagamento nel termine di legge
Omesso versamento IVA: Il mancato incasso di crediti non esclude il dolo del reato di omesso versamento dell'i.v.a.
Omesso versamento IVA: sull'applicabilità della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p.
Omesso versamento IVA: in caso di nuove soglie di punibilità, vanno revocate anche le condanne definitive
Omesso versamento IVA: il dolo è integrato dalla condotta omissiva posta in essere nella consapevolezza della sua illiceità
Omesso versamento IVA: il superamento della soglia di punibilità è elemento costitutivo
Omesso versamento IVA: imputato assolto poiché aveva dismesso le cariche sociali in ragione dell'intervenuto fallimento
Omesso versamento IVA: non rileva lo stato di crisi finanziaria della precedente gestione se vi era consapevolezza della crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrato
Omesso versamento IVA: in caso di crisi di liquidità, l'imputato deve dimostrare di aver messo in campo misure, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale
Omesso versamento IVA: l'omessa azione di recupero crediti esclude l'esimente della forza maggiore
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale di un cliente non esclude il dolo
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve provare di aver posto in essere tutte le misure idonee a reperire la liquidità necessari per adempiere il proprio debito fiscale
Omesso versamento IVA: sulla formula di assoluzione in caso di mancato superamento della soglia di punibilità
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità giustificasolo se imprevedibile e non altrimenti superabile
Omesso versamento IVA: sull'onere di allegazione in caso di crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: se ha causato il dissesto integra il delitto di causazione del fallimento per effetto di operazioni dolose
Omesso versamento IVA: sempre sequestrabile il denaro nei conti correnti della società
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrato dopo la dichiarazione di imposta
Omesso versamento IVA: in tema di obbligo di motivazione della cartella di pagamento
Omesso versamento IVA: sussiste nell'ipotesi in cui il versamento non venga fatto nel termine dell'anticipo dell'anno successivo
Omesso versamento IVA: sull'onere probatorio in caso di crisi di liquidità d'impresa
Omesso versamento IVA: legittimo il procedimento penale avviato dopo l'applicazione di una sanzione sugli stessi fatti
Omesso versamento IVA: il mancato incasso di crediti non esclude la sussistenza del dolo
Omesso versamento IVA: sono ininfluenti i pagamenti successivi al perfezionamento del reato
Omesso versamento Iva: legittima la nuova soglia di rilevanza penale
Omesso versamento IVA: l'ammissione al concordato preventivo non esclude il reato
Omesso versamento IVA: è sufficiente il consapevole inadempimento dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sull'ordine del Giudice del fallimento di non effettuare pagamenti
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del curatore fallimentare
Omesso versamento IVA: va condannato l'imprenditore che sceglie di pagare altro, in caso di crisi aziendale
Omesso versamento IVA: la qualifica di legale rappresentante di società si acquisisce con l'atto di conferimento della nomina
Omesso versamento IVA: sull'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: il nuovo ravvedimento operoso previsto dall'art. 23 d.l. n. 34 del 2023 non può trovare applicazione retroattiva
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità dell'esimente della forza maggiore
Omesso versamento IVA: in tema di IVA all'importazione
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale non esclude la sussistenza del dolo
Omesso versamento IVA: sulla "crisi di liquidità" dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza della crisi d'impresa
Omesso versamento Iva, per il superamento della soglia di punibilità non rilevano gli interessi dovuti per il versamento trimestrale
Omesso versamento IVA: sull'assoluta impossibilità di adempiere il debito erariale
Omesso versamento IVA: la colpevolezza del contribuente non è esclusa dalla crisi di liquidità del debitore alla scadenza del termine fissato per il pagamento
Omesso versamento IVA: in caso di crisi di liquidità se l'imprenditore preferisce adempiere ad altre obbligazioni non sussiste la forza maggiore
Omesso versamento IVA: il ravvedimento operoso non è condizione per il patteggiamento
Omesso versamento IVA: in tema di variazione dell'imponibile in senso favorevole al contribuente
Omesso versamento IVA: sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131 bis c.p.
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità non esclude la responsabilità
Omesso versamento IVA: irrilevante la crisi di liquidità, anche se imponente
Omesso versamento di IVA: sulla causa di non punibilità della "particolare tenuità del fatto", prevista dall'art. 131-bis c.p.
Omesso versamento IVA: integra causa di forza maggiore l’assoluta impossibilità di scelta e non la semplice difficoltà
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità dell’amministratore subentrante
Omesso versamento IVA: l'imposta dovuta è quella risultante dalla dichiarazione annuale del contribuente
Omesso versamento IVA: la particolare tenuità del fatto non si applica se l’ammontare non pagato supera più del doppio quello fissato per legge
Omesso versamento IVA: è di natura omissiva e istantanea
Omesso versamento IVA: per profitto del reato di si intende la disponibilità liquida giacente sul conto
Omesso versamento IVA: quando la crisi di liquidità ha efficacia esimente
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale dei propri clienti non esclude il dolo
Omesso versamento Iva: sulla non punibilità per crisi finanziaria dell'impresa
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve dimostrare di avere adottat tutte le misure idonee a scongiurare la crisi
Omesso versamento IVA: sull'ammissione al concordato con pagamento parziale dell'imposta
Omesso versamento IVA: sulla determinazione della competenza per territorio
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza della presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: gli Stati membri non possono avviare procedimenti se nei confronti del soggetto è già stata emessa sanzione amministrativa
Omesso versamento IVA: non può essere giustificato, ai sensi dell'art. 51 c.p., dal pagamento degli stipendi dei lavoratori dipendenti
Omesso versamento IVA: è sempre escluso che le difficoltà economiche possano integrare la forza maggiore penalmente rilevante
Omesso versamento IVA: sulla competenza per territorio
Omesso versamento IVA: è necessaria la prova che non sia stato altrimenti possibile reperire le risorse necessarie per il puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie
Omesso versamento IVA: sui casi di applicabilità del regime di "IVA per cassa"
Omesso versamento IVA: l'oggettiva impossibilità di adempiere rileva solo se dovuta a causa di forza maggiore
Omesso versamento IVA: sull'abolizione parziale del reato
Omesso versamento IVA: non sussiste se il pagamento dei crediti anteriori era stato vietato dal tribunale
Omesso versamento IVA: sull’accordo per la rateizzazione del debito tributario
Omesso versamento IVA: sulla crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza dell'inadempimento dei clienti
Omesso versamento IVA: prevede una condotta mista, con una componente commissiva ed una omissiva
Omesso versamento IVA: questioni intertemporali
Omesso versamento IVA: l'elevazione di un terzo dei termini di prescrizione non si applica ai reati ex artt. 10-ter e 11 del D.lgs. n. 74/2000

Omesso versamento IVA: Il mancato incasso di crediti non esclude il dolo del reato di omesso versamento dell'i.v.a.

bottom of page