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Cassazione Penale

Tribunale Vicenza, 12/03/2021, n.165

La massima

La scelta del contribuente, che versi in difficoltà economica, di preferire il pagamento degli stipendi dei dipendenti rispetto a quello dei tributi, non vale ad escludere la consapevolezza e volontà di omettere illecitamente il versamento dell'IVA, che di per sé sole integrano il dolo generico della fattispecie, a nulla rilevando i motivi dell'omesso pagamento.

La sentenza integrale

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE 1. Svolgimento del processo. Con decreto del 19.3.2018 (…) veniva citato a giudizio per rispondere del delitto di omesso versamento dell'IVA (art. 10 ter D.L.vo 74/2000), contestatogli in qualità di amministratore delegato e legale rappresentante della società (…) S.p.a., con riferimento alle annualità di imposta 2012, 2013 e 2014. All'udienza del 13.7.2018, verificata la costituzione delle parti e dichiarata l'assenza dell'imputato, il processo veniva rinviato dinnanzi ad altro giudice all'udienza del 13.9.2018, per la dichiarazione di apertura del dibattimento e la formulazione delle istanze istruttorie. In tale data, ammesse le prove così come richieste dalle parti, il Tribunale rinviava all'udienza del 26.4.2019 per l'avvio dell'istruttoria dibattimentale, che tuttavia non veniva completata come da calendarizzazione, in quanto il teste del Pubblico Ministero manifestava l'esigenza di prendere visione degli atti compiuti in occasione degli accertamenti tributari, di cui non aveva immediata disponibilità. La successiva udienza del 3.4.2020 veniva differita alla data del 18.12.2020, in ossequio alla disciplina in materia di emergenza sanitaria COVID-19 (art. 83 D.L. 18/20 e ss.mm. e del Progetto organizzativo del Presidente del Tribunale di Vicenza del 20.3.2020 e successivi aggiornamenti), con sospensione dei termini di prescrizione dal 9.3.2020 al 12.5.2020, per un totale di 64 giorni. All'udienza del 18.12.2020, intervenuto il mutamento del giudice, la difesa dell'imputato, avvocato (…), eccepiva l'omessa notifica del decreto di fissazione di nuova udienza al co-difensore, avvocato (…). Il Tribunale disponeva pertanto la notifica del verbale d'udienza al secondo difensore e rinviava per lo svolgimento dell'intera istruttoria alla data del 22.1.2021, in cui venivano assunte le testimonianze di tutti i testimoni e acquisita la produzione documentale delle parti. A seguito della discussione all'udienza del 5.2.2021, il Tribunale rinviava per repliche all'udienza del 16.2.2021, quando, all'esito della camera di consiglio, veniva data lettura dell'allegato dispositivo. 2. Ricostruzione dei fatti. Dal controllo automatizzato operato dall'Agenzia delle Entrate, ufficio territoriale di Vicenza, sulla dichiarazione IVA 2013 presentata per l'anno 2012 in data 22.5.2013, da (…) S.p.a., società in cui l'imputato ha ricoperto la carica di amministratore delegato dal 28.10.2013 al 30.6.2016 (cfr. visura CCIAA, prodotta dal Pubblico Ministero all'udienza del 5.2.2021), emergeva l'omesso versamento dell'imposta di ammontare pari ad Euro 1.223.697,00. Veniva pertanto avviata la procedura di contestazione delle irregolarità, con liquidazione anche degli interessi e delle sanzioni, e predisposizione di un piano di rateizzazione del debito in venti rate, cui la società accedeva, riuscendo tuttavia ad onorare soltanto le prime nove (cfr. modello iva 2013 e comunicazione di irregolarità, prodotte dal Pubblico Ministero all'udienza del 26.5.2019, nonché deposizione teste (…), pagina 5 ss. verbale di fonoregistrazione udienza 22.1.2021). Identico accertamento e procedura di contestazione di irregolarità venivano avviati dall'Agenzia delle Entrate con riferimento ai successivi anni di imposta 2013 e 2014. In relazione al 2013, l'Ente accertatore evidenziava l'omesso versamento dell'IVA, dichiarata come dovuta dalla società con modello presentato il 28.2.2014, per un importo di Euro 1.332.937,00, mentre per l'anno 2014 (…) ometteva il versamento dell'imposta di ammontare pari ad Euro 1.268.494,00, risultante dalla dichiarazione depositata il 27.2.2015. Anche in relazione a tali annualità la società accedeva a piani di rientro del debito con pagamento soltanto di alcune delle rate calendarizzate. Conseguentemente l'Agenzia delle Entrate procedeva, per ciascuna annualità, all'iscrizione a ruolo dei debiti IVA, confluiti unitamente agli altri debiti erariali in un'unica cartella, di cui la società aveva chiesto la sospensione in vista della conclusione con l'Erario di una transazione fiscale ai sensi dell'art. 182 ter L.F., ricompresa in un più vasto accordo di ristrutturazione del debito (cfr. modelli IVA 2014 e 2015 e contestazioni di irregolarità prodotte dal Pubblico Ministero all'udienza del 26,4.2016; deposizione teste (…), pagg. 9 ss. verbale di fonoregistrazione udienza 22.1.2021). La società (…), infatti, versava da anni in difficoltà economico-finanziarie, a causa della scarsità di entrate rispetto ai costi sostenuti per lo svolgimento dell'attività d'impresa (cfr. deposizioni testi (…), pagina 13; (…), pagina 19, verbale fonoregistrazione udienza 22.1.2021). Gli introiti, costituiti dal corrispettivo di biglietti e abbonamenti, dalle sponsorizzazioni, dai diritti televisivi e dai guadagni provenienti dal calcio mercato, nonché dai finanziamenti dei soci, risultavano insufficienti a coprire le spese, ivi comprese quelle imputabili ai debiti tributari, stante la necessità di onorare le obbligazioni retributive verso i giocatori. E' emerso, infatti, che un'ingente voce di spesa era costituita dagli stipendi dei calciatori, la morosità nel pagamento dei quali comporta, per i calciatori professionisti, la possibilità di risoluzione dei contratti di ingaggio in tempi molto brevi e, conseguentemente, per la società, la perdita delle relative prestazioni, con il rischio di retrocessioni in campionato, di irrogazione di penalità da parte del COVISOC (Commissione di Vigilanza sulle società di calcio professionistiche), oltre che di rilevante perdita di valore del patrimonio sociale, costituendo i giocatori la principale voce di cui alle immobilizzazioni immateriali del bilancio della società calcistica, quanto meno, per (…), con riferimento agli anni 2012 e 2013 (cfr. deposizione del teste (…), pagg. 13 e 18 e del teste (…) pagine 20 e 23, verbale fonoregistrazione udienza 22.1.2021; accordo collettivo tra FIGQ LNP e AIC e bilancio ai 30.6.13, depositati dalla difesa all'udienza del 22.1.2021). Dai verbali di riunione del consiglio di amministrazione della società, si evince che negli ultimi mesi del 2014 e nel 2015, per fronteggiare la crisi di liquidità, l'amministrazione si era attivata per ottenere l'apertura di linee di credito presso le banche, reperire nuovi soci e finanziamenti {cfr. produzione documentale, eseguita dalla difesa all'udienza del 22.1.2021). La stessa aveva altresì avviato le attività preparatorie alla stipulazione dell'accordo di transazione fiscale, concluso in data 8 giugno 2016 dall'amministratore delegato (…), subentrato nella carica all'imputato (cfr. docc. 5 - 8 di cui alla produzione documentale della difesa, udienza 22.1.2021). Dalle testimonianze è risultato, tuttavia, che nemmeno gli impegni assunti con la transazione fiscale erano stati integralmente onorati, essendo sopravvenuta la dichiarazione di fallimento nel gennaio 2018, con pagamento dell'ultima rata nel dicembre 2017 (cfr. deposizione dei testi: (…), pagina 8; (…), pagina 14; (…), pagina 25 verbale di fonoregistrazione udienza 22.1.2021). Pertanto, né alla scadenza dei tre termini annuali per il versamento dell'acconto relativo al successivo periodo d'imposta, rispettivamente, il 27 dicembre 2013, il 29 dicembre 2014 e il 27 dicembre 2015, né successivamente, la società adempiva il proprio debito con il versamento dell'IVA esposta nelle dichiarazioni presentate. 3. Valutazione delle prove Le risultanze dell'istruttoria dibattimentale consentono di affermare, al di là di ogni ragionevole dubbio, la responsabilità dell'imputato per i fatti di reato ascritti. 3.1 Pacifica è l'integrazione delle condotte omissive tipizzate dalla norma incriminatrice: per nessuna delle tre annualità di imposta sono state versate, entro il termine di legge, le somme esposte da (…) S.p.a. nei modelli IVA 2013, 2014 e 2015, in atti, a titolo di IVA dovuta per gli anni 2012, 2013 e 2014. Nessun rilievo, poi, ai fini dell'impedimento delie condotte doverose di pagamento, assumono le circostanze della transazione fiscale ex art. 182 ter L.F. con l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia e del fallimento della società, in quanto y eventi occorsi successivamente alla scadenza del termine per il pagamento delle imposte, individuato dall'art. 10 ter D. L.vo 74/2000 quale momento di consumazione del reato. Il mancato adempimento del debito in un momento successivo alla scadenza del predetto termine, purché anteriore all'apertura del dibattimento, esclude la possibilità di configurare la causa di non punibilità di cui all'art. 13 D. L.vo. 74/2000. 3.2. Parimenti è incontestata l'attribuibilità a (…) della responsabilità per l'omesso versamento dell'IVA dovuta da (…) S.p.a., in relazione a tutte e tre le annualità in contestazione. È emerso, infatti, anche documentalmente, che nel periodo di riferimento l'imputato rivestisse la qualifica di amministratore delegato e legale rappresentante della società, assunta con atto di nomina del 28.10.2013 e cessata con l'approvazione del bilancio al 30.6.2016 (cfr. visura della società (…) S.p.a., prodotta dal Pubblico Ministero all'udienza del 22.1.2021). Pertanto, alla scadenza di tutti e tre i termini per il pagamento dell'acconto relativo al successivo anno di imposta, amministratore delegato e legale rappresentante della società è sempre stato l'imputato che, sebbene nominato soltanto due mesi prima della scadenza del termine per il pagamento dell'IVA esposta per il 2012, risponde ugualmente dell'omesso versamento (cfr., tra molte, Cass. pen., sez. III, 20.1.2017, n. 18834, secondo cui risponde del reato in esame anche colui che subentra nella carica sociale a seguito della presentazione della dichiarazione ma prima della scadenza del termine per il versamento, esponendosi volontariamente, con l'assunzione della carica, a tutte le conseguenze derivanti da pregresse inadempienze). 3.3. Nessun dubbio, infine, residua in ordine alla sussistenza, in capo all'imputato, dell'elemento soggettivo richiesto dalla norma incriminatrice, non escludibile nemmeno alla luce delle circostanze allegate e comprovate dalla difesa in ordine alla crisi finanziaria attraversata dalla società e alle iniziative assunte da (…) per farvi fronte. Giova richiamare, sul punto, i requisiti richiesti dall'ormai consolidata giurisprudenza di legittimità in relazione all'esenzione da responsabilità per il reato in esame, per carenza del dolo conseguente all'impossibilità del contribuente di far fronte al debito fiscale. È noto, infatti, che la crisi di liquidità dell'impresa può escludere la colpevolezza del legale rappresentante della stessa, per il reato in parola, soltanto quando la stessa costituisca una forza maggiore e risulti, pertanto, che "non sia stato altrimenti possibile per il contribuente reperire le risorse economiche e finanziarie necessarie a consentirgli il corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, dirette a consentirgli di recuperare, in presenza di un'improvvisa crisi di liquidità, quelle somme necessarie ad assolvere il debito erariale, senza esservi riuscito per cause indipendenti dalla sua volontà e ad egli non imputabili" (in tal senso, tra le più recenti Cass. pen., sez. III, 6.6.2019, n. 41602; Cass. pen., sez. III, 1.10.2019, n. 1431) Cass. pen., sez. III, 23.1.2018, n. 38593). Nella fattispecie concreta è emerso quanto segue. I) La crisi di liquidità, pur non imputabile all'amministratore (…), non ha certo rappresentato un evento improvviso e insuperabile per cause indipendenti dalla sua volontà. i.i - Entrambi i testimoni della difesa hanno, infatti, riferito di una situazione di difficoltà finanziaria duratura nel tempo, acuitasi quanto meno nel 2012, ma con "segnali di tensione" manifestatisi già in precedenza, come ricordato dal teste (…), membro del collegio sindacale di (…) sin dal 2004 (cfr. deposizione teste (…), pagina 17 verbale fonoregistrazione udienza 22.1.2021). Non si trattava, pertanto, di una situazione in cui l'amministrazione si era trovata ad operare senza margini di tempestivo intervento. i.ii - Dalle richiamate deposizioni testimoniali, inoltre, è emerso che la società si era determinata nel senso di provvedere innanzitutto al pagamento degli stipendi dei giocatori, per garantire la continuità dell'attività di impresa ed evitare da un lato la risoluzione dei relativi contratti, e, con essa, la perdita di competitività in campionato, nonché di valore del patrimonio sociale, dall'altro l'irrogazione di sanzioni da parte della competente autorità di vigilanza (deposizioni dei testi (…), pagg. 13 e 18 e del teste (…) pagine 20 e 23, verbale fonoregistrazione udienza 22.1.2021). Tali circostanze, tuttavia, non rendono affatto la scelta di salvaguardare il "parco giocatori" una scelta "obbligata", tale da escludere l'esigibilità e, pertanto, la volontarietà dell'omesso adempimento dell'obbligazione tributaria. Piuttosto, la preferenza accordata al pagamento degli stipendi integra la consapevole determinazione dell'amministrazione di far fronte, con le risorse disponibili, innanzitutto al rischio tipico del particolare tipo di impresa esercitata, quella calcistica. Sotto questo profilo, si richiama il principio, consolidato in giurisprudenza, secondo cui la scelta del contribuente, che versi in difficoltà economica, di preferire il pagamento degli stipendi dei dipendenti rispetto a quello dei tributi, non valga ad escludere la consapevolezza e volontà di omettere illecitamente il versamento dell'IVA, che di per sé sole integrano il dolo generico della fattispecie, a nulla rilevando i motivi dell'omesso pagamento (cfr. tra molte, Cass. pen., sez. III, 5.6.2019, n. 42522; Cass. - pen., sez. III, 23.1.2018, n. 38594; Cass. pen., sez. III, 24.6.2014, n. 8352). i.iii - Non pertinente, inoltre, al caso di specie, è il richiamo all'ordine di preferenza dettato dal codice civile in relazione ai crediti privilegiati (artt. 2777 e 2751 bis, 2778 c.c.) sovvertendo il quale, con il pagamento dei debiti verso l'erario, anticipatamente rispetto a quelli nei confronti dei dipendenti, l'imprenditore incorrerebbe nel rischio di commettere il delitto di bancarotta preferenziale. Come riconosciuto dalla stessa giurisprudenza di legittimità penale, infatti, l'ordine di preferenza rileva nell'ambito delle procedure esecutive e fallimentari, presiedute dal principio della regola della par condicio creditorum. Pertanto, qualora il contribuente operi in una fase diversa della vita dell'impresa, non incombe sullo stesso un obbligo di pagare in via preferenziale gli emolumenti dei dipendenti, che, se violato, comporterebbe il rischio di un'incriminazione ai sensi dell'art. 216, comma 3 L.F. e comunque tale da escludere l'esigibilità della condotta tipica di cui all'art. 10 ter D. L.vo o da scriminarla (in tal senso Cass. pen., sez. III 7.1.2021, n. 202; Cass. pen., sez. III, 4.7.2019, n. 36709; Cass. peri., sez. III, 26.11.2018, n. 52971). Nel caso di specie, i fatti contestati risalgono dai tre ai cinque anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento della società, dunque ad un periodo di molto risalente rispetto all'apertura della procedura concorsuale nel gennaio 2018, che nessun rilievo assume rispetto alle condotte di omesso versamento in contestazione, dovendo normalmente l'imprenditore organizzare le risorse in modo da garantire il soddisfacimento di tutti i propri creditori. La circostanza, soltanto allegata dalla difesa in sede di discussione, secondo cui la Procura della Repubblica procederebbe per bancarotta preferenziale nei confronti dei vertici di (…) per il pagamento preferenziale di Euro 200.000,00 all'Erario a scapito dei dipendenti, sebbene suggestiva, non assume alcuna rilevanza nel presente procedimento. Si tratta, infatti, di condotta che, genericamente emersa in occasione della deposizione del teste (…) (cfr. deposizione teste (…), pagina 25 verbale fonoregistrazione udienza 22.1.2021, nel punto in cui riferisce del pagamento, a dicembre 2017, di una rata di Euro 200.00,00, riferibile al piano concordato con la transazione fiscale), si colloca temporalmente in un momento di molto successivo al periodo di interesse e prossimo alla dichiarazione di fallimento, rispetto al quale a ragione potrebbero essere invocate le norme richiamate in tema di ordine dei crediti privilegiati, ma che non incide in alcun modo sulla rilevanza penale delle condotte per cui si procede in questa sede. II) Appurato che la società non versava in uno stato di crisi determinata da fattori imprevedibili e insuperabili, anche sul versante delle iniziative intraprese dall'amministrazione, per far fronte alla crisi di liquidità e provvedere al pagamento dei debiti tributari, si deve escludere la completezza e l'idoneità delle stesse allo scopo. ii.i - Innanzitutto, in relazione agli omessi versamenti consumatisi negli anni 2013 e 2014 (capi di imputazione a) e b)) non è emersa l'adozione di alcuna misura idonea ad incrementare la disponibilità di liquidità della società. Soltanto nel novembre 2014, ad appena un mese dalla scadenza del termine di cui all'art. 10 ter D.L.vo 74/2000, risulta l'attivazione 1 dell'amministrazione per l'apertura di una linea di credito per euro 900.000,00 presso la (…), della cui concessione non vi è alcuna emergenza in atti e, in ogni caso, non è dato sapere se sia intervenuta in tempi utili per l'adempimento del debito tributario relativo all'annualità 2013 e, se sì, in ogni caso è certo che non sia stata utilizzata per tale finalità (cfr. verbale di riunione c.d.a. di (…) S.p.a. del 26.11.2014, doc. 1 produzione documentale della difesa, udienza 22.1.2021). ii.ii - Quanto, invece, al reato di cui al capo c), consumatosi nel dicembre 2015, senz'altro più incisiva è stata l'attivazione dell'amministrazione per il conseguimento di liquidità nel corso dell'anno. Dai documenti prodotti dalla difesa ed acquisiti all'udienza del 22.1.2021, emergono sia tentativi di aprire la compagine sociale a nuovi soci (doc. 2, verbale assemblea C.d.a. 8.4.2015), sia di ottenere un affidamento bancario da (…), in aggiunta al finanziamento richiesto nel novembre 2014 (cfr. doc. 3, delibera C.d.a. del 10.4.2015 avente ad oggetto la sottoscrizione di un contratto di affidamento con (…) per l'importo di 100.000,00 euro), sia di realizzare, avvalendosi di professionisti, un piano di ristrutturazione dei debiti e la citata transazione fiscale (docc. 5 e 6, verbali C.d.a. 18.11.2015 e 30.11.2015). Tuttavia le azioni intraprese dall'amministrazione, oltre che pecuniariamente insufficienti a coprire il debito maturato nei confronti dell'Erario, venivano assunte, quanto meno con riferimento al piano di rateizzazione e alla transazione fiscale, in prossimità della scadenza del termine per il pagamento e, pertanto, in tempi non utili a farvi fronte, tant'è vero che soltanto l'armo seguente, sotto la nuova amministrazione, veniva stipulato l'accordo definitivo (doc. 8). Quanto, infine, ai finanziamenti infruttiferi eseguiti dai genitori dell'imputato, mediante versamento alla società degli importi di Euro 1.055.000,00 in data 16.2.2015 e 425.000,00 in data 13.3.2015 (doc. 9, distinte di bonifico a favore di (…) s.p.a., su ordine di (…) e (…)), alla riunione del 10.4.2015 il consiglio di amministrazione ne deliberava il rimborso entro 28.5.2016 (cfr. doc. 2), termine poi prorogato al 31.1.2016 (doc. 10, verbale di assemblea dei soci del 9.7.2015). Si osserva, tuttavia, che, anche a volerli valorizzare quale sacrificio del patrimonio personale dell'imputato, i finanziamenti in parola senz'altro non sono stati destinati al pagamento delle imposte, che, infatti, non veniva eseguito, nemmeno parzialmente, neanche nel dicembre 2015 in relazione all'imposta dovuta per il 2014. 3.4. In conclusione, la preferenza accordata al pagamento degli stipendi dei calciatori, in una situazione di protratta difficoltà finanziaria e di iniziative tardive o comunque inidonee a garantire un flusso di liquidità tale da soddisfare tanto i debiti di lavoro, cui veniva accordata preferenza, quanto quelli nei confronti dell'Erario, escludono la configurazione dei requisiti individuati dalla giurisprudenza per l'esclusione della colpevolezza, quali l'improvvisa crisi di "liquidità", il ricorso ad ogni "possibile azione", comprensiva del sacrificio personale, l'impossibilità di adempiere al debito tributario "per cause indipendenti" dalla volontà del contribuente. L'imputato non va pertanto esente dalla responsabilità per i reati a lui ascritti 4. Qualificazione giuridica e trattamento sanzionatorio 4.1 Corretta è la qualificazione giuridica delle condotte contestate ai capi di imputazione a), b) e c) ai sensi dell'art, 10 ter D.L.vo 74/2000, di cui risulta ampiamente superata la soglia di punibilità per ciascuna delle annualità in contestazione. 4.2 I reati sono avvinti dal vincolo della continuazione, più grave quello di cui al capo b) per entità dell'imposta non versata, potendo ravvisarsi l'identità del disegno criminoso nell'omogeneità delle condotte, tutte poste in essere nell'esercizio dell'attività gestionale della medesima società e in stretta consecuzione temporale. 4.3 Possono essere riconosciute le circostanze attenuanti di cui all'art. 62 bis c.p., in considerazione non solo dello stato di incensuratezza, risultante dal certificato del casellario giudiziale, ma anche dell'impegno assunto, in veste di amministratore, per tentare di soddisfare le pretese dell'Erario, in particolare nel corso del 2015. Sebbene trattasi di condotte non idonee ad escludere la rilevanza penale dei fatti contestati, possono nondimeno essere valorizzate ai fini della mitigazione del trattamento sanziona torio. 4.4. Tanto considerato, con riferimento ai parametri di cui all'art. 133 c.p., si stima congrua la pena base di mesi 9 di reclusione, superiore al minimo edittale in ragione dell'elevatezza dell'importo dell'IVA non versata e, pertanto, dell'entità del danno cagionato all'Erario, ridotta per le circostanze attenuanti generiche a mesi 6 di reclusione ed aumentata di un mese per la continuazione con ciascuno dei reati satellite, per addivenire così alla pena finale di mesi 8 di reclusione. 4.5 Dal riconoscimento della responsabilità penale per i reati contestati, discende altresì la condanna alle spese processuali. 4.6 Ai sensi dell'art. 12 D. L.vo 74/2000 e dell'art. 36 c.p., conseguono per legge le pene accessorie: dell'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, che può essere contenuta nella durata di mesi 8, pari a quella della sanzione principale; dell'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di un anno; dell'interdizione dalle funzioni di rappresentanza e di assistenza in materia tributaria per la durata di un anno; dell'interdizione perpetua dall'ufficio di componente di commissione tributaria; della pubblicazione della sentenza. 4.7 Ai sensi dell'art. 163 c.p., può essere concesso il beneficio della sospensione condizionale, sia in ragione dell'entità della pena irrogata, sia per la prognosi favorevole in ordine all'astensione dalla commissione di ulteriori condotte criminose, attesa l'assenza di precedenti condanne e della funzione deterrente svolta dal presente procedimento penale. 4.8 Ai sensi degli artt. 12 bis D. L.vo 74/2000 si dispone nei confronti della società (…) S.p.a., nonché nei confronti dell'imputato, qualora ne abbia conseguito la disponibilità, la confisca diretta del profitto del reato, derivante dal risparmio di spesa conseguito con l'omesso versamento dell'imposta, fino alla concorrenza di Euro 3.825.129,00, somma corrispondente all'IVA esposta nelle dichiarazioni 2013, 2014 e 2015 e non versata, ovvero la confisca diretta di beni di altra natura, fungibili o infungibili, che risultino essere stati acquistati attraverso la conversione del denaro, profitto del reato (proprio in materia di reati tributari, basti richiamare Cass. pen., Sez. Un., 30.10.2014, n. 10561). Inoltre, ai sensi degli artt. 1, comma 143 L. 244/2007 e 322 ter c.p., norme applicabili ratione temporis e trasfuse nel vigente art. 12 bis D. L.vo 74/2000, dispone nei confronti del solo imputato (…) la confisca per equivalente di beni personali o di cui lo stesso abbia la disponibilità, anche per interposta persona, fino alla concorrenza del predetto importo, qualora non sia possibile procedere alla confisca diretta del denaro profitto del reato, per carenza di risorse pecuniarie nella disponibilità della società e dell'imputato. Visto l'art. 544, comma 3 c.p.p. il termine per il deposito della motivazione viene indicato in giorni 30, in ragione della complessità e del numero delle questioni trattate. P.Q.M. Visti gli artt. 533, 535 c.p.p., dichiara (…) responsabile dei reati a lui ascritti e, riconosciute la continuazione, più grave il capo b), e le circostanze attenuanti generiche, lo condanna alla pena di mesi 8 di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. Visti gli artt. 12, comma 1 D.L.vo 74/2000 e 136 c.p. dichiara (…): interdetto dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per un periodo di mesi 8; incapace di contrattare con la pubblica amministrazione e interdetto dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per un periodo di un anno; perpetuamente interdetto dall'ufficio di componente di commissione tributaria. Dispone, altresì, la pubblicazione della sentenza. Visto l'art. 163 c.p. concede il beneficio della sospensione condizionale della pena principale e delle pene accessorie. Visti gli artt. 12 bis D.L.vo 74/2000, 1, comma 143 L. 244/2007, 322 ter e 240 c.p. dispone la confisca diretta, presso la società e presso l'imputato, che ne abbia la disponibilità, del denaro profitto del reato fino alla concorrenza di Euro 3.825.129,00 o di beni di altra natura, fungibili o infungibili, acquistati attraverso la conversione del denaro, profitto del reato. In caso di incapienza, dispone la confisca per equivalente di beni personali dell'imputato o di cui lo stesso abbia disponibilità anche per interposta persona, fino alla concorrenza del predetto importo. Motivazione riservata in giorni 30. Così deciso in Vicenza il 16 febbraio 2021. Depositata in Cancelleria il 12 marzo 2021.

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Omesso versamento IVA: in tema di competenza per territorio, non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve preferire il pagamento dei tributi rispetto alla retribuzione dei dipendenti
Omesso versamento IVA: in tema di crisi di liquidità, l'imputato deve provare di avere adottato misure idonee a fronteggiarla
Omesso versamento IVA: sulla delega a operare rilasciata dal titolare di un conto corrente all'indagato
Omesso versamento IVA: il debito deve risultare da dichiarazione del contribuente
Omesso versamento IVA: sulla prova del dolo
Omesso versamento IVA: Prescrizione del reato di evasione dell'Iva
Omesso versamento IVA: la crisi economica dell'azienda come scriminante
Omesso versamento IVA: in tema di non corrispondenza tra debito dichiarato e contabilità dell'impresa
Omesso versamento IVA: ne risponde l'imprenditore che incassa le somme ma non le accantona usandole per autofinanziamento
Omesso versamento IVA: annullamento senza rinvio
Omesso versamento IVA: sul limite massimo annuale di compensazione tra crediti Iva e debiti relativi ad altre imposte
Omesso versamento IVA: infondata q.l.c. dell'art. 10 bis d.lg. n. 74 del 2000 per violazione dell'art. 3 cost. e per disparità di trattamento con l'art. 10 ter d.lg. n. 74 del 2000
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità del reato
Omesso versamento IVA: assoluzione
Omesso versamento IVA: non esiste rapporto di specialità con il reato di truffa aggravata
Omesso versamento IVA: va assolto l'imputato se prima della scadenza per il versamento è ammesso al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: sulla preclusione al patteggiamento per mancata estinzione del debito tributario
Omesso versamento IVA: sulla particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: quando la crisi finanziaria e di liquidità integra l’esimente per la mancanza di dolo
Omesso versamento IVA: sulle differenze con il reato di ritenute dovute o certificate di cui all'art. 10-bis del d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74
Omesso versamento IVA: la mancata riscossione delle fatture emesse comporta la mancanza del dolo generico nel reato
Omesso versamento IVA: il contribuente deve dimostrare l'inattendibilità della compilazione del quadro VL
Omesso versamento IVA: sulla scriminante della crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: l'imprenditore non può dedurre il mancato pagamento della fattura né lo sconto bancario della fattura
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità del contribuente non può essere invocata quale causa di forza maggiore quando rappresenti una concausa dell'omesso versamento del tributo unitamente al comportamento illegittimo del contribuente
Omesso versamento Iva: va riconosciuta una causa di esclusione dell'elemento soggettivo del reato in caso di difficoltà o crisi finanziaria dell'impresa
Omesso versamento IVA: la presentazione della domanda di concordato non esclude la punibilità tributaria
Omesso versamento IVA: in tema di compensazione, in tutto o in parte, delle eccedenze di credito
Omesso versamento IVA: sui doveri dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sull'adempimento del debito tributario prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado
Omesso versamento IVA: sulla formula assolutoria da utilizzare in ipotesi di mancata integrazione della soglia di punibilità
Omesso versamento Iva: sulla non punibilità per crisi economica
Omesso versamento IVA: sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: sulla compatibilità tra infedele dichiarazione e omesso versamento
Omesso versamento IVA: sull'interruzione della prescrizione
Omesso versamento IVA: il sequestro per equivalente può essere disposto nei confronti del legale rappresentate solo se risulti impossibile il sequestro nel patrimonio dell'ente
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrante
Omesso versamento IVA: non può essere giustificato con il pagamento dei lavoratori dipendenti
Omesso versamento IVA: non rileva la circostanza che la società attraversi una fase di criticità e destini risorse finanziarie per far fronte al pagamento di debiti ritenuti più urgenti
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità del dolo eventuale
Omesso versamento IVA: sul sgravio e l'annullamento della cartella
Omesso versamento IVA: sulla competenza per territorio dell'ufficio dell'Agenzia delle entrate
Omesso versamento IVA: in tema di dolo
Omesso versamento IVA: ne risponde l'amministratore nominato al momento della scadenza del termine ultimo per versare l'imposta
Omesso versamento IVA: per l'individuazione della competenza per territorio non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento IVA: sull'esclusione dei principi della sentenza Taricco
Omesso versamento IVA: la somma da versare in caso di mancato versamento IVA è quella risultante dalla dichiarazione del contribuente
Omesso versamento IVA: sui criteri per la ricostruzione dell'imposta evasa
Omesso versamento IVA: sulla esclusione della colpevolezza per crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla definizione di reati della stessa indole in caso di omesso versamento di ritenute previdenziali
Omesso versamento IVA: non è richiesta l'acquisizione al fascicolo del dibattimento della dichiarazione fiscale del contribuente
Omesso versamento Iva: ne risponde l'amministratore in carica al momento in cui sorge l'obbligo di versamento
Omesso versamento IVA: sul limite massimo dei crediti d'imposta e dei contributi compensabili
Omesso versamento IVA: sul dolo del reato
Omesso versamento IVA : configurabile il concorso con la bancarotta impropria mediante operazioni dolose
Omesso versamento IVA: l’applicazione della confisca è sottratta alla discrezionalità del giudice
Omesso versamento IVA: non sussiste il dolo se l'imprenditore ha richiesto di pagare mediante rateizzazione
Omesso versamento Iva: quando è irrilevante la crisi aziendale ai fini della punibilità
Omesso versamento IVA: va escluso il dolo se l'imprenditore, in caso di crisi, si attivi con una strategia per fronteggiarla
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore di società
Omesso versamento IVA: per accertare il dolo generico va valutata la possibilità di adempiere al pagamento nel termine di legge
Omesso versamento IVA: Il mancato incasso di crediti non esclude il dolo del reato di omesso versamento dell'i.v.a.
Omesso versamento IVA: sull'applicabilità della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p.
Omesso versamento IVA: in caso di nuove soglie di punibilità, vanno revocate anche le condanne definitive
Omesso versamento IVA: il dolo è integrato dalla condotta omissiva posta in essere nella consapevolezza della sua illiceità
Omesso versamento IVA: il superamento della soglia di punibilità è elemento costitutivo
Omesso versamento IVA: imputato assolto poiché aveva dismesso le cariche sociali in ragione dell'intervenuto fallimento
Omesso versamento IVA: non rileva lo stato di crisi finanziaria della precedente gestione se vi era consapevolezza della crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrato
Omesso versamento IVA: in caso di crisi di liquidità, l'imputato deve dimostrare di aver messo in campo misure, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale
Omesso versamento IVA: l'omessa azione di recupero crediti esclude l'esimente della forza maggiore
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale di un cliente non esclude il dolo
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve provare di aver posto in essere tutte le misure idonee a reperire la liquidità necessari per adempiere il proprio debito fiscale
Omesso versamento IVA: sulla formula di assoluzione in caso di mancato superamento della soglia di punibilità
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità giustificasolo se imprevedibile e non altrimenti superabile
Omesso versamento IVA: sull'onere di allegazione in caso di crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: se ha causato il dissesto integra il delitto di causazione del fallimento per effetto di operazioni dolose
Omesso versamento IVA: sempre sequestrabile il denaro nei conti correnti della società
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrato dopo la dichiarazione di imposta
Omesso versamento IVA: in tema di obbligo di motivazione della cartella di pagamento
Omesso versamento IVA: sussiste nell'ipotesi in cui il versamento non venga fatto nel termine dell'anticipo dell'anno successivo
Omesso versamento IVA: sull'onere probatorio in caso di crisi di liquidità d'impresa
Omesso versamento IVA: legittimo il procedimento penale avviato dopo l'applicazione di una sanzione sugli stessi fatti
Omesso versamento IVA: il mancato incasso di crediti non esclude la sussistenza del dolo
Omesso versamento IVA: sono ininfluenti i pagamenti successivi al perfezionamento del reato
Omesso versamento Iva: legittima la nuova soglia di rilevanza penale
Omesso versamento IVA: l'ammissione al concordato preventivo non esclude il reato
Omesso versamento IVA: è sufficiente il consapevole inadempimento dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sull'ordine del Giudice del fallimento di non effettuare pagamenti
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del curatore fallimentare
Omesso versamento IVA: va condannato l'imprenditore che sceglie di pagare altro, in caso di crisi aziendale
Omesso versamento IVA: la qualifica di legale rappresentante di società si acquisisce con l'atto di conferimento della nomina
Omesso versamento IVA: sull'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: il nuovo ravvedimento operoso previsto dall'art. 23 d.l. n. 34 del 2023 non può trovare applicazione retroattiva
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità dell'esimente della forza maggiore
Omesso versamento IVA: in tema di IVA all'importazione
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale non esclude la sussistenza del dolo
Omesso versamento IVA: sulla "crisi di liquidità" dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza della crisi d'impresa
Omesso versamento Iva, per il superamento della soglia di punibilità non rilevano gli interessi dovuti per il versamento trimestrale
Omesso versamento IVA: sull'assoluta impossibilità di adempiere il debito erariale
Omesso versamento IVA: la colpevolezza del contribuente non è esclusa dalla crisi di liquidità del debitore alla scadenza del termine fissato per il pagamento
Omesso versamento IVA: in caso di crisi di liquidità se l'imprenditore preferisce adempiere ad altre obbligazioni non sussiste la forza maggiore
Omesso versamento IVA: il ravvedimento operoso non è condizione per il patteggiamento
Omesso versamento IVA: in tema di variazione dell'imponibile in senso favorevole al contribuente
Omesso versamento IVA: sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131 bis c.p.
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità non esclude la responsabilità
Omesso versamento IVA: irrilevante la crisi di liquidità, anche se imponente
Omesso versamento di IVA: sulla causa di non punibilità della "particolare tenuità del fatto", prevista dall'art. 131-bis c.p.
Omesso versamento IVA: integra causa di forza maggiore l’assoluta impossibilità di scelta e non la semplice difficoltà
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità dell’amministratore subentrante
Omesso versamento IVA: l'imposta dovuta è quella risultante dalla dichiarazione annuale del contribuente
Omesso versamento IVA: la particolare tenuità del fatto non si applica se l’ammontare non pagato supera più del doppio quello fissato per legge
Omesso versamento IVA: è di natura omissiva e istantanea
Omesso versamento IVA: per profitto del reato di si intende la disponibilità liquida giacente sul conto
Omesso versamento IVA: quando la crisi di liquidità ha efficacia esimente
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale dei propri clienti non esclude il dolo
Omesso versamento Iva: sulla non punibilità per crisi finanziaria dell'impresa
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve dimostrare di avere adottat tutte le misure idonee a scongiurare la crisi
Omesso versamento IVA: sull'ammissione al concordato con pagamento parziale dell'imposta
Omesso versamento IVA: sulla determinazione della competenza per territorio
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza della presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: gli Stati membri non possono avviare procedimenti se nei confronti del soggetto è già stata emessa sanzione amministrativa
Omesso versamento IVA: non può essere giustificato, ai sensi dell'art. 51 c.p., dal pagamento degli stipendi dei lavoratori dipendenti
Omesso versamento IVA: è sempre escluso che le difficoltà economiche possano integrare la forza maggiore penalmente rilevante
Omesso versamento IVA: sulla competenza per territorio
Omesso versamento IVA: è necessaria la prova che non sia stato altrimenti possibile reperire le risorse necessarie per il puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie
Omesso versamento IVA: sui casi di applicabilità del regime di "IVA per cassa"
Omesso versamento IVA: l'oggettiva impossibilità di adempiere rileva solo se dovuta a causa di forza maggiore
Omesso versamento IVA: sull'abolizione parziale del reato
Omesso versamento IVA: non sussiste se il pagamento dei crediti anteriori era stato vietato dal tribunale
Omesso versamento IVA: sull’accordo per la rateizzazione del debito tributario
Omesso versamento IVA: sulla crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza dell'inadempimento dei clienti
Omesso versamento IVA: prevede una condotta mista, con una componente commissiva ed una omissiva
Omesso versamento IVA: questioni intertemporali
Omesso versamento IVA: l'elevazione di un terzo dei termini di prescrizione non si applica ai reati ex artt. 10-ter e 11 del D.lgs. n. 74/2000

Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve preferire il pagamento dei tributi rispetto alla retribuzione dei dipendenti

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