top of page

Cassazione Penale

Cassazione penale sez. III, 12/12/2018, n.9

La massima

Ai fini della configurabilità del reato di omesso versamento di IVA (art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000), non rileva quale causa di forza maggiore per il legale rappresentante di un'impresa lo stato di dissesto imputabile alla precedente gestione, quando risulta che l'agente al momento del suo subentro nella carica aveva la consapevolezza della crisi di liquidità e non era nell'impossibilità a lui non ascrivibile di intraprendere alcuna iniziativa per fronteggiare tale situazione.

La sentenza integrale

RITENUTO IN FATTO 1. La Corte di Appello di Ancona, con la sentenza del 25 gennaio 2018, ha confermato la condanna inflitta ad D.G.A. dal Tribunale di Ancona il 16 marzo 2016 alla pena di 9 mesi di reclusione per il reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10 ter, per avere, quale liquidatore della Fast Service in liquidazione dal 18 giugno 2013, omesso di versare l'IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale presentata per il periodo d'imposta 2012, per l'importo di Euro 730.548. 2. Avverso la sentenza della Corte di Appello di Ancona ha proposto ricorso per cassazione il difensore di D.G.A., deducendo 4 motivi: - l'erronea applicazione del D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10 ter, e art. 42 c.p., in relazione all'elemento psicologico del reato; - il vizio della motivazione in ordine all'elemento psicologico del reato poichè la Corte di Appello avrebbe acclarato lo stato di difficoltà della società ma non avrebbe escluso il dolo della condotta omissiva; - il vizio della motivazione nella parte in cui la Corte di Appello non avrebbe ritenuto che la condotta tenuta dall'imputato provi l'assenza dell'elemento soggettivo: il ricorrente avrebbe creato una importante entrata derivante dal contratto di affitto di azienda il cui canone era destinato a risanare il debito con l'erario; - il vizio della motivazione nella parte in cui la Corte di Appello avrebbe onerato il ricorrente di fornire la prova che non gli sia stato altrimenti possibile reperire le risorse necessarie a consentire il corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, atte a consentirgli di recuperare la necessaria liquidità, senza esservi riuscito per cause indipendenti dalla sua volontà e a lui non imputabili. 2.1. Nei punti da 1 a 20 e da 23 a 25 sono riportati integralmente i motivi di appello, salvo qualche modifica puramente formale: si espongono i fatti secondo l'ottica difensiva; si richiamano alcune sentenze in tema di crisi di liquidità e responsabilità del legale rappresentante per i reati tributari. Quindi si critica la tesi della giurisprudenza sulla responsabilità del nuovo liquidatore della società ove non verifichi mediante il controllo delle scritture contabili la sussistenza o meno degli accantonamenti necessari al pagamento dei tributi in quanto ciò determinerebbe l'impossibilità di liquidare una società. La tesi della giurisprudenza genererebbe una differenza tra la responsabilità del liquidatore di nomina giudiziale rispetto a quello di nomina assembleare, con violazione dei principi di uguaglianza e del diritto di difesa. 2.2. La prima critica alla sentenza impugnata è rivolta al punto 22 del ricorso: la Corte di Appello avrebbe ritenuto sussistente la responsabilità oggettiva del ricorrente in violazione dello spirito della norma e degli artt. 3,24 e 27 Cost.. 2.3. Nel processo sarebbe emersa l'assenza dell'elemento oggettivo - non sarebbe imputabile al ricorrente il mancato accantonamento delle somme da destinare al credito evaso - e di quello soggettivo; il reato sarebbe addebitabile al precedente amministratore che avrebbe omesso di accantonare le somme, avrebbe predisposto la dichiarazione IVA nel marzo 2013, avrebbe presentato la dichiarazione IVA entro il 16 giugno del 2013 mentre la nomina del dottor D.G. è del 18 giugno 2013. Non sussisterebbe il dolo generico del reato perchè l'omesso versamento delle somme dovute a titolo di IVA era stato dovuto alle difficoltà finanziarie della società, esistenti sin dal momento del subingresso del liquidatore e non a lui imputabili. La Corte di Appello avrebbe ammesso lo stato di difficoltà della società ma l'avrebbe ritenuto insufficiente e avrebbe posto a carico dell'imputato un onere della prova generico, indeterminato ed indeterminabile. 2.4. Sarebbe stato poi posto un onere irragionevole per l'imputato laddove si afferma che avrebbe dovuto compiere azioni anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, non sussistendo nella norma un onere di tal tipo, definito comunque abnorme. La Corte di Appello non avrebbe poi tenuto conto che l'imputato avrebbe dovuto reperire la liquidità necessaria in appena sei mesi, avendo assunto l'incarico nel giugno 2013. Si afferma che ritenere integrato l'elemento psicologico del reato anche in presenza di una grave crisi aziendale sarebbe in contrasto con l'art. 27 Cost.; sarebbe punito un soggetto per un fatto a lui non rimproverabile e per una condotta inesigibile. La Corte di Appello avrebbe omesso di valutare che la società era in crisi, che vi era assoluta mancanza di liquidità, che l'imputato si era adoperato per creare l'unica entrata possibile, che era in corso una procedura di esecuzione concordata finalizzata al pagamento del debito italiano. Sussisterebbe un contrasto giurisprudenziale che imporrebbe la rimessione della questione alle sezioni unite. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso è manifestamente infondato. 1.1. Il richiamo alla sentenza n. 12268/2013 non è pertinente: nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione, l'imputato, già amministratore della società, era stato assolto perchè la dichiarazione ai fini dell'Iva era stata presentata dal liquidatore della società: l'imputato non era dunque più il legale rappresentante nè al momento della scadenza della data della presentazione della dichiarazione nè al momento del versamento dell'Iva. 1.2. Va rilevato che i motivi di ricorso non si confrontano con la motivazione della sentenza di appello sotto diversi profili. In primo luogo, la Corte di appello di Ancona ha chiaramente rilevato che la dichiarazione ai fini Iva è stata predisposta e sottoscritta dal ricorrente: vi è dunque assoluta identità tra il soggetto che ha sottoscritto la dichiarazione e quello che ha omesso il versamento dell'Iva dovuta in base alla dichiarazione. Tale circostanza di fatto non è contrastata con il ricorso in maniera specifica, con allegazioni che dimostrino l'erroneità del dato riportato. 1.3. Quanto a quella che la difesa ritiene essere la "creazione di un importante entrata derivante dal contratto di affitto di azienda il cui canone era destinato a risanare il debito con l'erario", si tratta di una affermazione meramente ripetitiva dell'atto di appello, senza alcun serio confronto con la motivazione della sentenza impugnata nella quale si rileva che il contratto di affitto di azienda è stato stipulato con una società facente capo allo stesso soggetto già amministratore della società posta in liquidazione; che il pignoramento presso terzi azionato da Equitalia riguarda una cartella esattoriale per debiti erariali pregressi e non per il debito Iva oggetto del capo di imputazione. Le argomentazioni difensive, sulla creazione di una entrata per pagare il debito erariale, sono state smentite in fatto nella sentenza impugnata e meramente riproposte con il ricorso per cassazione. Sul punto pertanto il ricorso è inammissibile per il difetto del requisito della specificità estrinseca perchè l'impugnazione non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata. 1.4. La Corte di appello di Ancona non ha poi affermato o ritenuto che il reato sia punibile a titolo di responsabilità oggettiva: ha correttamente ritenuto il reato punibile a titolo di dolo generico. 1.5. Deve ribadirsi il costante orientamento della Corte di Cassazione, che trova il suo fondamento nella sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 37424 del 28/03/2103, Romano, Rv. 255757), per il quale il reato ex art. 10-ter d.lgs. 74/2000 è punibile a titolo di dolo generico e consiste nella coscienza e volontà di non versare all'Erario le ritenute effettuate nel periodo considerato, non essendo richiesto che il comportamento illecito sia dettato dallo scopo specifico di evadere le imposte. La prova del dolo è insita in genere nella presentazione della dichiarazione annuale, dalla quale emerge quanto è dovuto a titolo di imposta, e che deve, quindi, essere saldato o almeno contenuto non oltre la soglia, entro il termine lungo previsto. Il dolo del reato in questione è integrato dalla condotta omissiva posta in essere nella consapevolezza della sua illiceità. Il mancato pagamento alla scadenza del termine concretizza il dolo; come correttamente osservato da Cass. Sez. 3, n. 43599 del 09/09/2015, Mondini, Rv. 265262, la scelta di non pagare l'imposta dovuta prova il dolo. Le ragioni di tale scelta attengono infatti ai motivi ma non al dolo e non lo escludono. 2. Va poi rilevato che le contestazioni difensive sulla sussistenza del dolo generico sono collegate all'esistenza dello "stato di difficoltà finanziaria della società", esistente al momento del sub ingresso del liquidatore e non imputabile al ricorrente. 2.1. La tesi difensiva è però contraria all'orientamento della Corte di Cassazione: il ricorso è pertanto manifestamente infondato. Va infatti ribadito il principio espresso da Cass. Sez. 3, n. 43599 del 09/09/2015, Mondini, Rv. 265262, secondo il quale ai fini della configurabilità del reato di omesso versamento di IVA (art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000), non rileva quale causa di forza maggiore per il legale rappresentante di un'impresa lo stato di dissesto imputabile alla precedente gestione, quando risulta che l'agente al momento del suo subentro nella carica aveva la consapevolezza della crisi di liquidità e non era nell'impossibilità a lui non ascrivibile di intraprendere alcuna iniziativa per fronteggiare tale situazione. 3. Il ricorso è manifestamente infondato laddove si critica la tesi della Corte di appello di Ancona sugli oneri di allegazione per l'imputato. 3.1. La corte territoriale ha infatti ripreso l'orientamento espresso dalla sentenza Mondini, prima citata, che occorre ribadire. 3.2. La Corte di Cassazione, con la sentenza Mondini, ha infatti rilevato come la giurisprudenza, sviluppando e riprendendo il tema della "crisi di liquidità" d'impresa quale fattore in grado di escludere la colpevolezza, abbia ulteriormente precisato che è necessario che siano assolti precisi oneri di allegazione che devono investire non solo l'aspetto della non imputabilità al contribuente della crisi economica che improvvisamente avrebbe investito l'azienda, ma anche la circostanza che detta crisi non potesse essere adeguatamente fronteggiata tramite il ricorso ad idonee misure da valutarsi in concreto. Occorre cioè la prova che non sia stato altrimenti possibile per il contribuente reperire le risorse economiche e finanziarie necessarie a consentirgli il corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, dirette a consentirgli di recuperare, in presenza di un'improvvisa crisi di liquidità, quelle somme necessarie ad assolvere il debito erariale, senza esservi riuscito per cause indipendenti dalla sua volontà e ad egli non imputabili (Sez. 3, 9 ottobre 2013, n. 5905/2014; Sez. 3, n. 15416 del 08/01/2014, Tonti Sauro; Sez. 3, n. 5467 del 05/12/2013, Mercutello, Rv.258055). 3.3. Orbene, per quanto prospettato nel ricorso, la crisi di finanziaria non era stata affatto improvvisa, ma anzi già nota in base alla precedente gestione. 3.4. Inoltre, il ricorso non si confronta minimamente con la motivazione della sentenza impugnata, nella quale si rileva che il ricorrente non solo non ha provato di aver posto in essere tutte le possibili iniziative per far fronte al dovuto, ma che mediante il fitto d'azienda ha provocato l'inattività della società; nè sono stati forniti elementi per valutare quali modalità siano state eseguite per la liquidazione, posto che assume indubbia rilevanza, sottolinea la corte territoriale, l'eventuale soddisfazione di creditori diversi dall'Erario. Il pagamento dei creditori, in luogo dell'erario, dimostra infatti che l'omesso versamento è il frutto di una scelta volontaria e deliberata. Per altro, non sussistono difformità rispetto all'orientamento a cui si è aderito, non dovendo darsi seguito alla richiesta difensiva di rimessione alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. 4. Pertanto, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Ai sensi dell'art. 616 c.p.p., si condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento. Tenuto conto della sentenza della Corte costituzionale del 13 giugno 2000, n. 186, e considerato che non vi è ragione di ritenere che il ricorso sia stato presentato senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, si condanna altresì il ricorrente al pagamento della somma di Euro 2.000,00, determinata in via equitativa, in favore della Cassa delle Ammende. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 2.000 in favore della Cassa delle Ammende. Così deciso in Roma, il 12 dicembre 2018. Depositato in Cancelleria il 2 gennaio 2019

Altre sentenze sul tema

Omesso versamento di ritenute: presenta una componente omissiva ed una precedente componente commissiva
Omesso versamento di IVA: sulla crisi di liquidità dell'impresa e forza maggiore idonea ad escludere la colpevolezza
Omesso versamento dell'IVA: sulla condotta dolosa o consapevole del cessionario
Omesso versamento di IVA: differenze con il reato di omesso versamento di ritenute
Omesso versamento dell'Iva: competenza per territorio e domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento di IVA: irrilevante la presentazione di domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento debito IVA: non può disporsi il sequestro se il debitore è stato ammesso al concordato con pagamento dilazionato dell'imposta
Omesso versamento dell'IVA: l'imposta dovuta va valutata sulla base della dichiarazione annuale
Omesso versamento dell'Iva: il contribuente non può dedurre il mancato pagamento della fattura
Omesso versamento di IVA: sulla crisi di liquidità del debitore
Omesso versamento IVA: il curatore fallimentare non può proporre opposizione al sequestro neppure agendo in rappresentanza dei creditori
Omesso versamento IVA: sull'ammissione alla procedura di concordato
Omesso versamento IVA: sul momento consumativo
Omesso versamento IVA: sull'interesse ad impugnare per ottenere assoluzione con formula piena
Omesso versamento IVA: è richiesto il dolo generico e non rilevano i motivi della scelta dell'agente di non versare il tributo
Omesso versamento IVA: si ha particolare tenuità solo se l'omissione riguarda una somma prossima alla soglia di punibilità
Omesso versamento IVA: la mancata riscossione di crediti non costituisce circostanza idonea ad escludere il dolo
Omesso versamento IVA: ininfluente la presentazione di domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: sul valore scriminante della domanda di concordato preventivo
Omesso versamento IVA: il liquidatore subentrato risponde per gli omessi versamenti
Omesso versamento IVA: differenze con il delitto di omesso versamento di ritenute dovute o certificate di cui all'art. 10 bis del d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74
Omesso versamento IVA: in tema di competenza per territorio, non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve preferire il pagamento dei tributi rispetto alla retribuzione dei dipendenti
Omesso versamento IVA: in tema di crisi di liquidità, l'imputato deve provare di avere adottato misure idonee a fronteggiarla
Omesso versamento IVA: sulla delega a operare rilasciata dal titolare di un conto corrente all'indagato
Omesso versamento IVA: il debito deve risultare da dichiarazione del contribuente
Omesso versamento IVA: sulla prova del dolo
Omesso versamento IVA: Prescrizione del reato di evasione dell'Iva
Omesso versamento IVA: la crisi economica dell'azienda come scriminante
Omesso versamento IVA: in tema di non corrispondenza tra debito dichiarato e contabilità dell'impresa
Omesso versamento IVA: ne risponde l'imprenditore che incassa le somme ma non le accantona usandole per autofinanziamento
Omesso versamento IVA: annullamento senza rinvio
Omesso versamento IVA: sul limite massimo annuale di compensazione tra crediti Iva e debiti relativi ad altre imposte
Omesso versamento IVA: infondata q.l.c. dell'art. 10 bis d.lg. n. 74 del 2000 per violazione dell'art. 3 cost. e per disparità di trattamento con l'art. 10 ter d.lg. n. 74 del 2000
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità del reato
Omesso versamento IVA: assoluzione
Omesso versamento IVA: non esiste rapporto di specialità con il reato di truffa aggravata
Omesso versamento IVA: va assolto l'imputato se prima della scadenza per il versamento è ammesso al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: sulla preclusione al patteggiamento per mancata estinzione del debito tributario
Omesso versamento IVA: sulla particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: quando la crisi finanziaria e di liquidità integra l’esimente per la mancanza di dolo
Omesso versamento IVA: sulle differenze con il reato di ritenute dovute o certificate di cui all'art. 10-bis del d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74
Omesso versamento IVA: la mancata riscossione delle fatture emesse comporta la mancanza del dolo generico nel reato
Omesso versamento IVA: il contribuente deve dimostrare l'inattendibilità della compilazione del quadro VL
Omesso versamento IVA: sulla scriminante della crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: l'imprenditore non può dedurre il mancato pagamento della fattura né lo sconto bancario della fattura
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità del contribuente non può essere invocata quale causa di forza maggiore quando rappresenti una concausa dell'omesso versamento del tributo unitamente al comportamento illegittimo del contribuente
Omesso versamento Iva: va riconosciuta una causa di esclusione dell'elemento soggettivo del reato in caso di difficoltà o crisi finanziaria dell'impresa
Omesso versamento IVA: la presentazione della domanda di concordato non esclude la punibilità tributaria
Omesso versamento IVA: in tema di compensazione, in tutto o in parte, delle eccedenze di credito
Omesso versamento IVA: sui doveri dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sull'adempimento del debito tributario prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado
Omesso versamento IVA: sulla formula assolutoria da utilizzare in ipotesi di mancata integrazione della soglia di punibilità
Omesso versamento Iva: sulla non punibilità per crisi economica
Omesso versamento IVA: sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: sulla compatibilità tra infedele dichiarazione e omesso versamento
Omesso versamento IVA: sull'interruzione della prescrizione
Omesso versamento IVA: il sequestro per equivalente può essere disposto nei confronti del legale rappresentate solo se risulti impossibile il sequestro nel patrimonio dell'ente
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrante
Omesso versamento IVA: non può essere giustificato con il pagamento dei lavoratori dipendenti
Omesso versamento IVA: non rileva la circostanza che la società attraversi una fase di criticità e destini risorse finanziarie per far fronte al pagamento di debiti ritenuti più urgenti
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità del dolo eventuale
Omesso versamento IVA: sul sgravio e l'annullamento della cartella
Omesso versamento IVA: sulla competenza per territorio dell'ufficio dell'Agenzia delle entrate
Omesso versamento IVA: in tema di dolo
Omesso versamento IVA: ne risponde l'amministratore nominato al momento della scadenza del termine ultimo per versare l'imposta
Omesso versamento IVA: per l'individuazione della competenza per territorio non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente
Omesso versamento IVA: sull'esclusione dei principi della sentenza Taricco
Omesso versamento IVA: la somma da versare in caso di mancato versamento IVA è quella risultante dalla dichiarazione del contribuente
Omesso versamento IVA: sui criteri per la ricostruzione dell'imposta evasa
Omesso versamento IVA: sulla esclusione della colpevolezza per crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla definizione di reati della stessa indole in caso di omesso versamento di ritenute previdenziali
Omesso versamento IVA: non è richiesta l'acquisizione al fascicolo del dibattimento della dichiarazione fiscale del contribuente
Omesso versamento Iva: ne risponde l'amministratore in carica al momento in cui sorge l'obbligo di versamento
Omesso versamento IVA: sul limite massimo dei crediti d'imposta e dei contributi compensabili
Omesso versamento IVA: sul dolo del reato
Omesso versamento IVA : configurabile il concorso con la bancarotta impropria mediante operazioni dolose
Omesso versamento IVA: l’applicazione della confisca è sottratta alla discrezionalità del giudice
Omesso versamento IVA: non sussiste il dolo se l'imprenditore ha richiesto di pagare mediante rateizzazione
Omesso versamento Iva: quando è irrilevante la crisi aziendale ai fini della punibilità
Omesso versamento IVA: va escluso il dolo se l'imprenditore, in caso di crisi, si attivi con una strategia per fronteggiarla
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore di società
Omesso versamento IVA: per accertare il dolo generico va valutata la possibilità di adempiere al pagamento nel termine di legge
Omesso versamento IVA: Il mancato incasso di crediti non esclude il dolo del reato di omesso versamento dell'i.v.a.
Omesso versamento IVA: sull'applicabilità della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p.
Omesso versamento IVA: in caso di nuove soglie di punibilità, vanno revocate anche le condanne definitive
Omesso versamento IVA: il dolo è integrato dalla condotta omissiva posta in essere nella consapevolezza della sua illiceità
Omesso versamento IVA: il superamento della soglia di punibilità è elemento costitutivo
Omesso versamento IVA: imputato assolto poiché aveva dismesso le cariche sociali in ragione dell'intervenuto fallimento
Omesso versamento IVA: non rileva lo stato di crisi finanziaria della precedente gestione se vi era consapevolezza della crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrato
Omesso versamento IVA: in caso di crisi di liquidità, l'imputato deve dimostrare di aver messo in campo misure, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale
Omesso versamento IVA: l'omessa azione di recupero crediti esclude l'esimente della forza maggiore
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale di un cliente non esclude il dolo
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve provare di aver posto in essere tutte le misure idonee a reperire la liquidità necessari per adempiere il proprio debito fiscale
Omesso versamento IVA: sulla formula di assoluzione in caso di mancato superamento della soglia di punibilità
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità giustificasolo se imprevedibile e non altrimenti superabile
Omesso versamento IVA: sull'onere di allegazione in caso di crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: se ha causato il dissesto integra il delitto di causazione del fallimento per effetto di operazioni dolose
Omesso versamento IVA: sempre sequestrabile il denaro nei conti correnti della società
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del liquidatore subentrato dopo la dichiarazione di imposta
Omesso versamento IVA: in tema di obbligo di motivazione della cartella di pagamento
Omesso versamento IVA: sussiste nell'ipotesi in cui il versamento non venga fatto nel termine dell'anticipo dell'anno successivo
Omesso versamento IVA: sull'onere probatorio in caso di crisi di liquidità d'impresa
Omesso versamento IVA: legittimo il procedimento penale avviato dopo l'applicazione di una sanzione sugli stessi fatti
Omesso versamento IVA: il mancato incasso di crediti non esclude la sussistenza del dolo
Omesso versamento IVA: sono ininfluenti i pagamenti successivi al perfezionamento del reato
Omesso versamento Iva: legittima la nuova soglia di rilevanza penale
Omesso versamento IVA: l'ammissione al concordato preventivo non esclude il reato
Omesso versamento IVA: è sufficiente il consapevole inadempimento dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sull'ordine del Giudice del fallimento di non effettuare pagamenti
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità del curatore fallimentare
Omesso versamento IVA: va condannato l'imprenditore che sceglie di pagare altro, in caso di crisi aziendale
Omesso versamento IVA: la qualifica di legale rappresentante di società si acquisisce con l'atto di conferimento della nomina
Omesso versamento IVA: sull'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
Omesso versamento IVA: il nuovo ravvedimento operoso previsto dall'art. 23 d.l. n. 34 del 2023 non può trovare applicazione retroattiva
Omesso versamento IVA: sulla configurabilità dell'esimente della forza maggiore
Omesso versamento IVA: in tema di IVA all'importazione
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale non esclude la sussistenza del dolo
Omesso versamento IVA: sulla "crisi di liquidità" dell'imprenditore
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza della crisi d'impresa
Omesso versamento Iva, per il superamento della soglia di punibilità non rilevano gli interessi dovuti per il versamento trimestrale
Omesso versamento IVA: sull'assoluta impossibilità di adempiere il debito erariale
Omesso versamento IVA: la colpevolezza del contribuente non è esclusa dalla crisi di liquidità del debitore alla scadenza del termine fissato per il pagamento
Omesso versamento IVA: in caso di crisi di liquidità se l'imprenditore preferisce adempiere ad altre obbligazioni non sussiste la forza maggiore
Omesso versamento IVA: il ravvedimento operoso non è condizione per il patteggiamento
Omesso versamento IVA: in tema di variazione dell'imponibile in senso favorevole al contribuente
Omesso versamento IVA: sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131 bis c.p.
Omesso versamento IVA: la crisi di liquidità non esclude la responsabilità
Omesso versamento IVA: irrilevante la crisi di liquidità, anche se imponente
Omesso versamento di IVA: sulla causa di non punibilità della "particolare tenuità del fatto", prevista dall'art. 131-bis c.p.
Omesso versamento IVA: integra causa di forza maggiore l’assoluta impossibilità di scelta e non la semplice difficoltà
Omesso versamento IVA: sulla responsabilità dell’amministratore subentrante
Omesso versamento IVA: l'imposta dovuta è quella risultante dalla dichiarazione annuale del contribuente
Omesso versamento IVA: la particolare tenuità del fatto non si applica se l’ammontare non pagato supera più del doppio quello fissato per legge
Omesso versamento IVA: è di natura omissiva e istantanea
Omesso versamento IVA: per profitto del reato di si intende la disponibilità liquida giacente sul conto
Omesso versamento IVA: quando la crisi di liquidità ha efficacia esimente
Omesso versamento IVA: il mancato incasso per inadempimento contrattuale dei propri clienti non esclude il dolo
Omesso versamento Iva: sulla non punibilità per crisi finanziaria dell'impresa
Omesso versamento IVA: l'imprenditore deve dimostrare di avere adottat tutte le misure idonee a scongiurare la crisi
Omesso versamento IVA: sull'ammissione al concordato con pagamento parziale dell'imposta
Omesso versamento IVA: sulla determinazione della competenza per territorio
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza della presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo
Omesso versamento IVA: gli Stati membri non possono avviare procedimenti se nei confronti del soggetto è già stata emessa sanzione amministrativa
Omesso versamento IVA: non può essere giustificato, ai sensi dell'art. 51 c.p., dal pagamento degli stipendi dei lavoratori dipendenti
Omesso versamento IVA: è sempre escluso che le difficoltà economiche possano integrare la forza maggiore penalmente rilevante
Omesso versamento IVA: sulla competenza per territorio
Omesso versamento IVA: è necessaria la prova che non sia stato altrimenti possibile reperire le risorse necessarie per il puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie
Omesso versamento IVA: sui casi di applicabilità del regime di "IVA per cassa"
Omesso versamento IVA: l'oggettiva impossibilità di adempiere rileva solo se dovuta a causa di forza maggiore
Omesso versamento IVA: sull'abolizione parziale del reato
Omesso versamento IVA: non sussiste se il pagamento dei crediti anteriori era stato vietato dal tribunale
Omesso versamento IVA: sull’accordo per la rateizzazione del debito tributario
Omesso versamento IVA: sulla crisi di liquidità
Omesso versamento IVA: sulla rilevanza dell'inadempimento dei clienti
Omesso versamento IVA: prevede una condotta mista, con una componente commissiva ed una omissiva
Omesso versamento IVA: questioni intertemporali
Omesso versamento IVA: l'elevazione di un terzo dei termini di prescrizione non si applica ai reati ex artt. 10-ter e 11 del D.lgs. n. 74/2000

Omesso versamento IVA: non rileva lo stato di crisi finanziaria della precedente gestione se vi era consapevolezza della crisi di liquidità

bottom of page