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Cassazione Penale

Cassazione penale sez. IV, 12/12/2018, n.57729

La massima

La revoca della patente di guida di cui al quarto e al quinto periodo del comma 2 dell'art. 222 cod. strada opera in caso di accertata violazione degli artt. 589-bis e 590-bis c.p., che incriminano, rispettivamente l'"omicidio stradale" e le "lesioni personali stradali gravi o gravissime", mentre la sospensione della patente prevista dal primo, secondo e terzo periodo del medesimo comma 2 dell'art. 222, opera in caso di altri reati, pure previsti dal codice della strada, in cui si verificano danni alla persona (come, ad esempio, la violazione, da parte dell'imputato, dell'art. 9-ter, comma 2, del cod. strada), nonché per i fatti di omicidio colposo e di lesioni personali gravi e gravissime commessi in epoca antecedente alla entrata in vigore della l. 23 marzo 2016, n. 41.

La sentenza integrale

RITENUTO IN FATTO
1.Con sentenza ex art. 444 cod.proc.pen. è stata applicata nei confronti di D.D. la pena di anni 2 e mesi 6 di reclusione, unitamente alla sanzione accessoria della revoca della patente di guida, per il reato di cui all'art. 589-bis c.p., comma 1, comma 5, n. 1 e comma 8, per avere cagionato la morte di S.T. e C.R., tamponandone violentemente il veicolo, con colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia e nella violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, in quanto procedeva, alla guida della propria vettura, con tasso alcolemico 0,56 g/I, a 119 km/h su strada ove il limite era di 50 km/h, effettuando una manovra di sorpasso in violazione dell'art. 148 C.d.S., in prossimità di un'intersezione segnalata.

2. Avverso tale provvedimento ha tempestivamente proposto ricorso per cassazione D.D., deducendo la violazione di legge e la carenza di motivazione in ordine alla mancata concessione della sospensione condizionale ed in ordine alla sanzione accessoria della revoca della patente. In particolare il ricorrente ha sostenuto: riguardo al primo motivo, che, nonostante l'istanza presentata non fosse condizionata alla sospensione condizionale della pena, il giudice, attesa la possibilità di concederla in considerazione della giovane età dell'imputato, avrebbe dovuto motivare sul mancato esercizio del relativo potere, stante, peraltro, il consenso già espresso dalla pubblica accusa sulla originaria istanza, condizionata al beneficio de quo, a cui si era aggiunta la seconda istanza solo al fine di non precludere, in alcun modo, il rito alternativo in caso di valutazione negativa del giudicante; riguardo al secondo motivo, che la revoca della patente è di esclusiva competenza del prefetto e non del giudice penale, che può solo procedere alla sospensione della patente.

3. La Procura Generale ha concluso per il rigetto del ricorso.

RITENUTO IN DIRITTO
1. Il ricorso è infondato.

2. Il primo motivo non merita accoglimento, in quanto nel procedimento di applicazione della pena su richiesta, ove nei termini dell'accordo fra il pubblico ministero e l'imputato non rientri la concessione della sospensione condizionale, la mancata applicazione di tale beneficio non richiede apposita motivazione (Sez. 1, n. 1155 del 18/03/1993 Cc. - dep. 08/05/1993, Rv. 193964 - 01; v. anche Sez. 4, n. 40950 del 21/10/2008 Cc. - dep. 31/10/2008, Rv. 241371 e Sez. 4, n. 21508 del 28/02/2007 Cc. - dep. 01/06/2007, Rv. 236719 - 01 - 01, secondo cui nel procedimento di applicazione della pena su richiesta delle parti la sospensione condizionale della pena può essere concessa, oltre che nell'ipotesi di subordinazione dell'efficacia della richiesta alla concessione del beneficio, solo quando la relativa domanda abbia formato oggetto della pattuizione intervenuta tra le parti, non potendo il beneficio essere accordato di ufficio).

Del resto, secondo l'orientamento della Suprema Corte citato dal ricorrente, in tema di patteggiamento, anche se l'imputato non ha subordinato l'efficacia della richiesta di definizione del giudizio con il rito speciale alla concessione della sospensione condizionale della pena, il giudice deve comunque pronunciarsi sulla concedibilità del beneficio, ma solo laddove tale questione sia stata devoluta anche da una sola delle parti, tanto più qualora l'altra, con il proprio silenzio, abbia apprestato sostanziale acquiescenza alla richiesta (da ultimo Sez. 2, n. 21071 del 15/04/2016 Cc. - dep. 20/05/2016, Rv. 266694 - 01). E', dunque, necessaria un'esplicita richiesta della concessione del beneficio affinchè insorga l'obbligo di motivazione dell'organo giudicante. Nel caso di specie, benchè il ricorrente abbia allegato che le parti avevano inteso rimettere al giudice la questione della sospensione condizionale della pena, da un lato, ciò non risulta dalla sentenza impugnata, e, dall'altro lato, il ricorso è sul punto a-specifico, in quanto non indica la specifica istanza e la relativa sede processuale in cui è stata formulata, limitandosi a richiamare il precedente accordo, senza, tuttavia, chiarire in quale modo ed in quale momento sia stato sottoposto all'organo giudicante simultaneamente a quello successivo, che è stato rimesso alla valutazione del giudice e da quest'ultimo recepito.

3. Neppure il secondo motivo può trovare accoglimento, atteso che l'art. 222 C.d.S., comma 1 disciplina l'applicazione delle sanzioni amministrative accessorie da parte del giudice. Peraltro, in modo inequivoco, all'esito delle modifiche apportate dalla L. n. 41 del 2016, applicabile ratione temporis, l'art. 222 C.d.S., comma 2 stabilisce che alla condanna o all'applicazione della pena su richiesta delle parti per i reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime consegue la revoca della patente. L'apparente contraddizione, nel riferimento alla sospensione della patente sino a 4 anni in caso di omicidio colposo, contenuta nel medesimo art. 222 C.d.S., comma 2, è stata risolta recentemente da Sez. 4, n. 36759 del 20/02/2018 Cc. (dep. 31/07/2018), Rv. 273421 - 01, secondo cui la revoca della patente di guida di cui al quarto e all'art. 222 C.d.S., comma 2, per. 4 e 5, opera in caso di accertata violazione degli artt. 589-bis e 590-bis c.p., che incriminano, rispettivamente l'"omicidio stradale" e le "lesioni personali stradali gravi o gravissime", mentre la sospensione della patente, prevista dall'art. 222 C.d.S., comma 2, per. 1, 2 e 3 opera in caso di altri reati, pure previsti dal codice della strada, in cui si verificano danni alla persona (come, ad esempio, la violazione da parte dell'imputato dell'art. 9-ter C.d.S., comma 2), nonchè per i fatti di omicidio colposo e lesioni personali gravi e gravissime commessi in epoca antecedente alla novella legislativa introdotta dalla L. 24 marzo 2016, n. 41, in vigore dal 25 marzo 2016.

2. In conclusione, il ricorso va rigettato ed il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Così deciso in Roma, il 12 dicembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 20 dicembre 2018

Omicidio stradale: sulla revoca della patente di guida

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