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Cassazione Penale

Cassazione penale sez. I, 08/06/2023, n.46821

La massima

Non è abnorme il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari rigetti la richiesta, ex art. 392, comma 1-bis, c.p.p., di esame, con le forme dell'incidente probatorio, di una persona offesa maggiorenne, escludendone la condizione di particolare vulnerabilità per l'età, l'inserimento sociale e la reazione opposta alla condotta delittuosa mercé la proposizione di querela, in quanto trattasi di provvedimento che non determina la stasi del procedimento, né si pone fuori dal sistema processuale, che rimette al potere discrezionale del giudice la valutazione sulla fondatezza dell'istanza. (Fattispecie in tema di atti persecutori).

La sentenza integrale

RITENUTO IN FATTO
1. Con ordinanza del 27/1/2023, il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Bari ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dal Pubblico ministero ai sensi dell'art. 392 c.p.p., comma 1 bis, nell'ambito del procedimento nei confronti di F.N., indagato per il reato ex art. 612 bis c.p. in danno di B.S., la cui testimonianza si chiedeva di assumere anticipatamente.

Il GIP ha osservato che non esiste alcun obbligo del giudice di disporre l'incidente probatorio, anche nell'ipotesi di cui all'art. 392 c.p.p., comma 1 bis, a seguito della mera presentazione della relativa richiesta.

Invero, nel caso in esame, è stata ritenuta mancante la condizione di particolare vulnerabilità della vittima di staiking, reato pur presente nell'elenco della citata disposizione, trattandosi di un soggetto maggiorenne ed inserito socialmente, il quale si è opposto alla condotta delittuosa sporgendo una consapevole denuncia-querela con relativi allegati.

2. Avverso detta ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il Pubblico ministero presso il Tribunale di Bari, deducendo violazione di legge processuale, con riferimento all'art. 392 c.p.p., comma 1 bis.

2.1. Il ricorrente ritiene che l'ordinanza di rigetto della richiesta di incidente probatorio sia abnorme, per essere preclusa al giudice delle indagini preliminari qualsiasi valutazione discrezionale circa l'opportunità di accogliere detta istanza di anticipazione della prova, funzionale ad evitare fenomeni di vittimizzazione secondaria della parte offesa, che lo Stato italiano si è impegnato ad evitare in recepimento di obblighi internazionali pattizi e di rango Euro-unitario (in tali termini: Sez. 3, sentenza n. 34091 del 2019).

2.2. Inoltre, il Pm ricorrente ha osservato che in virtù della finalità di tale specifico incidente probatorio (l'unico richiesto dalla Procura), diretta ad evitare fenomeni di vittimizzazione secondaria delle persone offese, in presenza dei presupposti dettati dall'art. 392 c.p.p., comma 1 bis, il GIP deve disporre l'incidente probatorio, sostanzialmente in funzione del mero titolo di reato iscritto nel registro delle notizie di reato.

L'affermazione è supportata dall'analisi della disposizione che si ritiene violata, particolarmente il secondo periodo del comma 1 bis, introdotto dal D.Lgs. n. 212 del 2015, nella prospettiva di rafforzare la tutela della persona offesa "in condizione di particolare vulnerabilità", dotandola di un percorso processuale privilegiato qualora sia chiamata a rendere testimonianza.

2.3. Secondo il Pubblico ministero ricorrente, lo statuto processuale di detta persona offesa è disciplinato dall'art. 190 bis, e l'inciso con cui inizia l'art. 392 c.p.p., comma 1 bis, secondo periodo - "In ogni caso" - esplicita l'intenzione legislativa di sganciare l'incidente probatorio diretto a raccogliere la testimonianza della persona offesa in condizione di particolare vulnerabilità, dai requisiti richiesti sia dal comma 1 che dalla prima parte del comma 1 bis.

Si teorizza l'esistenza di due casi distinti di incidente probatorio, tra loro indipendenti: il primo riguardante le persone offese minorenni o maggiorenni vittime dei reati ivi elencati, per cui può richiedersi l'incidente probatorio anche al di fuori delle ipotesi previste dall'art. 392 c.p.p., comma 1; il secondo - descritto nel secondo periodo del comma 1 bis - riguarda la persona offesa che versa in condizione di particolare vulnerabilità, sia maggiorenne che minorenne, secondo la definizione di tale condizione indicata nell'art. 90 quater c.p.p..

2.4. In ordine alla ritenuta abnormità del provvedimento di rigetto della richiesta di siffatto incidente probatorio, il Pm ricorrente ha illustrato che il modulo procedimentale tipico per i delitti elencati dall'art. 392 c.p.p., comma 1 bis, è quello che necessariamente prevede l'assunzione anticipata di detta prova dichiarativa. Pertanto, l'ordinanza impugnata ha effettivamente prodotto la stasi irreversibile del procedimento inteso a vagliare la consistenza dell'ipotesi accusatoria, verifica che non può trarsi dalle sommarie informazioni della persona offesa, rendendo invece necessaria l'assunzione della prova dichiarativa nel contraddittorio anticipato delle parti.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è infondato e deve essere respinto.

Non sussiste un obbligo specifico del Giudice per le indagini preliminari di disporre l'incidente probatorio richiesto ai sensi dell'art. 392 c.p.p., comma 1 bis, ritenendo questa Corte che il giudice investito della richiesta conservi un margine di discrezionalità valutativa, qualora ritenga motivatamente che la persona offesa non versi nella condizione di particolare vulnerabilità che legittima l'incidente probatorio speciale.

Invero, la disciplina prevista per l'audizione delle persone vulnerabili, in ottemperanza agli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali per evitare fenomeni di vittimizzazione secondaria, impone particolari forme volte a salvaguardare l'integrità fisica e psicologica delle persone offese, ma non prevede alcun obbligo di assunzione della prova dichiarativa a seguito di una mera richiesta di incidente probatorio (Sez. 5, n. 2554 del 11/12/2020, dep. 2021, P., Rv. 280337).

1.1. A tale conclusione conduce innanzitutto l'interpretazione letterale della norma, che smentisce l'assunto della necessità del ricorso all'assunzione anticipata della testimonianza della persona offesa in condizione di particolare vulnerabilità, poiché l'iniziativa stessa non è attribuita in termini di cogenza, ma è rimessa alla facoltà discrezionale del Pubblico ministero (anche su sollecitazione della persona offesa), ovvero dell'indagato, i quali "possono chiedere", sicché già nell'atto propulsivo si evidenzia una valutazione ponderata rimessa alle parti del procedimento, alla quale deve corrispondere un altrettanto discrezionale spazio valutativo del GIP in ordine all'esistenza di presupposti e condizioni del richiesto istituto. Ove si trattasse, come propugna il Pm ricorrente, dell'unico percorso istruttorio possibile per i reati per cui è previsto l'incidente probatorio speciale, anche l'iniziativa di chiederlo dovrebbe essere ricostruita in termini di necessità, il che non e'.

1.2. Va poi esclusa l'abnormità - nella specie - del diniego del GIP, che è l'unica ipotesi di contrasto di tale provvedimento, poiché il codice di rito non prevede alcuno strumento di impugnazione del rigetto della richiesta di incidente probatorio, così dovendosi ricorrere alla categoria pretoria dell'abnormità che, nella materia in esame, è stata già sperimentata in alcuni arresti (Sez. 3, n. 34091 del 16/5/2019, Rv. 277686; Sez. 3, n. 47572 del 10/10/2019, Rv. 277756), laddove si è ritenuto abnorme - per svariate criticità specifiche - il provvedimento che aveva respinto le richieste di incidente probatorio dettate dalla ratio di evitare situazioni di vittimizzazione secondaria delle persone offese nei reati elencati nell'art. 392 c.p.p., comma 1 bis.

In tali termini si è attestata l'esegesi di legittimità, quando ha ritenuto che "Non è abnorme il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari rigetti la richiesta, ex art. 392 c.p.p., comma 1-bis, di esame in incidente probatorio della persona offesa (nella specie, del reato di cui all'art. 572 c.p.), escludendone la condizione di vulnerabilità (in ragione della maggiore età, dell'inserimento sociale della vittima e della reazione oppostà alla condotta delittuosa), trattandosi di provvedimento che non determina la stasi del procedimento né si pone fuori dal sistema processuale" (Sez. 6, n. 46109 del 28/10/2021, P., Rv. 282354; Sez. 6, n. 24996 del 15/07/2020, P., Rv. 279604).

Ne' altra recente pronuncia apporta reali elementi di contraddizione con tale arresto, laddove afferma che "Il provvedimento di rigetto della richiesta di incidente probatorio finalizzato all'assunzione della prova dichiarativa di una parte lesa vulnerabile è affetto da abnormità funzionale per carenza di potere in concreto nel caso in cui non esponga le cogenti ragioni che, nello specifico, prevalgono sulle esigenze di tutela della vittima e della genuinità della prova" (Sez. 2, n. 29363 del 24/03/2023, P., Rv. 284962: fattispecie in cui la Corte ha ritenuto abnorme il provvedimento reiettivo della richiesta di incidente probatorio strumentale all'assunzione delle testimonianze delle persone offese del delitto di cui all'art. 612-bis c.p., adottato dal giudice per le indagini preliminari sul rilievo che gli atti persecutori risultavano assorbiti negli ulteriori delitti contestati di rapina e di estorsione, che non avrebbero consentito l'anticipazione della testimonianza, anche in ragione dell'età dei dichiaranti e della natura economica dei fatti denunciati).

Infatti, in termini generali, tale sentenza ha espressamente escluso che possa ravvisarsi l'abnormità sotto il profilo funzionale, ossia per la produzione dell'effetto di "stasi processuale", ben potendo la prova dichiarativa assumersi ordinariamente nel dibattimento, nonché per il profilo strutturale, potendo legittimamente il GIP rigettare la richiesta di anticipazione del contraddittorio, allorché reputi inesistente la condizione di vulnerabilità o ritenga marginale il rilievo della testimonianza richiesta rispetto al compendio probatorio residuo.

1.3. Dovendosi dunque ricondurre un'eventuale indagine di illegittimità sotto il paradigma dell'abnormità funzionale per carenza di potere in concreto, ritiene questa Corte che nel caso di specie non ricorra alcun vizio di tal genere, poiché il Giudice per le indagini preliminari - premesso, correttamente, che la disciplina derogatoria di cui all'art. 392 c.p.p., comma 1 bis, attiene esclusivamente all'irrilevanza del presupposto della non rinviabilità della prova al dibattimento e non già ad ulteriori profili della delibazione richiesta al giudice ha puntualmente motivato le ragioni, del tutto aderenti alla ratio dell'istituto in esame, per cui non ha inteso accogliere la richiesta dell'accusa di procedere con incidente probatorio speciale, illustrando che "si ritiene assente la condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa (requisito, peraltro, nemmeno allegato dall'istante)... in ragione della maggiore età, dell'inserimento sociale della vittima e della reazione opposta alla condotta delittuosa (presenza in atti di una consapevole denunzia-querela dei fatti delittuosi con relativi allegati)".

Gli elementi posti in luce dal GIP soddisfano la condizione richiesta dalla esegesi di legittimità per ritenere giustificato il diniego dell'incidente probatorio atipico, sventando il rischio dell'abnormità funzionale per carenza di potere in concreto ed offrendo una motivazione coerente con la ratio dell'istituto.

2. In conclusione, il ricorso del Pubblico ministero deve essere respinto, senza condanna alle spese del procedimento, trattandosi di impugnazione della parte pubblica (Sez. U, n. 3775 del 21/12/2017, dep. 2018, Ministero giustizia in proc. Tuttolomondo, Rv. 271650).

P.Q.M.
Rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 8 giugno 2023.

Depositato in Cancelleria il 21 novembre 2023

Stalking: non è abnorme il provvedimento del Gip rigetti la richiesta di incidente probatorio di p.o. maggiorenne escludendone la condizione di particolare vulnerabilità

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