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Cassazione Penale

Cassazione penale sez. III, 09/04/2019, n.36372

La massima

In tema di violenza sessuale, la reazione violenta posta in essere dalla persona offesa per impedire il protrarsi della condotta dell'autore del reato ed il conseguente danno riportato da quest'ultimo non rilevano quanto alla circostanza attenuante del fatto di minore gravità, dovendo aversi riguardo, ai fini della graduazione della gravità del reato, esclusivamente alla violenza subita dalla vittima. (Fattispecie in cui persona offesa aveva provocato al suo aggressore, con un coltello, una lesione guaribile in trenta giorni).

La sentenza integrale

RITENUTO IN FATTO 1. - Con sentenza del 27 settembre 2018, la Corte d'appello di Roma ha parzialmente riformato - escludendo l'aggravante di cui all'art. 61 c.p., n. 11 quinquies), riconosciuta in primo grado - la sentenza del GIP presso il Tribunale di Roma del 22 novembre 2017, resa all'esito di giudizio abbreviato, con la quale l'imputato era stato condannato alla pena di anni tre e mesi quattro di reclusione per i reati di cui all'art. 61 c.p., n. 5) e art. 609 bis c.p., perchè, di notte e in luogo isolato, afferrandola per un braccio e bloccandola da dietro, costringeva una minorenne a subire atti sessuali consistiti nel palpeggiarle ripetutamente il seno infilando le mani all'interno del reggiseno, nel palpeggiarla al di sopra dei pantaloni ed in corrispondenza delle parti intime, nonchè nel tentare ripetutamente di baciarla sul collo e sulle labbra, persistendo nella propria condotta, nonostante la vittima cercasse di farlo desistere, sia divincolandosi fisicamente, sia proponendogli verbalmente di arrestare il suo approccio violento, al punto che la stessa, sentendosi sopraffatta, nell'intento di difendersi e di sfuggire al suo aggressore, gli sferrava un fendente con un coltello a serramanico - in suo possesso e nel suo zainetto in quanto scout - alla coscia destra. Il GIP presso il Tribunale di Roma ha riconosciuto la responsabilità dell'imputato sia sulla base delle dichiarazioni testimoniali della persona offesa, sia dai certificati medici in atti, sia dalle annotazioni della polizia giudiziaria, sia dalle immagini estratte dalle registrazioni effettuate dai sistemi di videosorveglianza installati sui luoghi dei fatti, ha escluso l'ipotesi attenuata di cui all'art. 609 bis c.p., u.c., ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche equivalenti rispetto alle aggravanti della minorata difesa e dell'aver commesso il fatto nei confronti di persona minorenne. La Corte di Appello di Roma ha sostanzialmente confermato la sentenza di primo grado, escludendo solamente la sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 61 c.p., n. 11 quinquies), in quanto sarebbe stato difficile per l'imputato percepire con esattezza l'età della ragazza, in realtà diciassettenne. 2. - Avverso la sentenza l'imputato ha proposto, tramite il difensore, ricorso per cassazione, chiedendone l'annullamento. 2.1. - Con un primo motivo di ricorso, la difesa censura la violazione dell'art. 609 bis c.p., comma 3, con riferimento al mancato riconoscimento dell'ipotesi di minore gravità. Il giudice di secondo grado sarebbe incorso nel medesimo errore del GIP nel non tenere in debita considerazione tanto il fatto che non si sarebbe trattato di un bacio nei confronti della ragazza ma di un tentativo di bacio sul collo e sulle labbra quanto il fatto che la vittima avrebbe accoltellato l'imputato costringendolo al ricovero in ospedale e ad un delicato intervento chirurgico alla coscia con prognosi di giorni trenta. A parere della difesa quindi, la Corte territoriale avrebbe errato nel non riconoscere l'ipotesi attenuata, viste la personalità dell'imputato e l'esclusione dell'aggravante dell'aver commesso il fatto nei confronti di una persona di età inferiore agli anni diciotto. 2.2. - Con un secondo motivo, il ricorrente lamenta la violazione di legge con riferimento alla ritenuta sussistenza dell'aggravante della "minorata difesa", di cui all'art. 61 c.p., n. 5). A parere della difesa, il giudice di appello avrebbe omesso di considerare che la persona offesa era in possesso di due coltelli, con uno dei quali aveva colpito e ferito gravemente l'imputato che era invece palesemente disarmato e che il riconoscimento della sussistenza di questa aggravante, valutata senza considerare la coltellata subita dall'imputato, avrebbe ingiustamente impedito la riduzione della pena dovuta per la concessione delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62 bis c.p.. 2.3. - Con un terzo motivo, la difesa censura la violazione di legge con riferimento all'erronea applicazione del giudizio di bilanciamento delle circostanze di cui all'art. 69 c.p.. Si lamenta che la Corte territoriale, nonostante abbia escluso la sussistenza della circostanza aggravante di cui all'art. 61 c.p., n. 11 quinquies), avrebbe considerato la circostanza aggravante di cui all'art. 61, n. 5), equivalente nel giudizio di bilanciamento alle circostanze attenuanti generiche e, dunque, avrebbe errato nel non ritenere prevalenti le attenuanti generiche a seguito del venire meno di una delle due aggravanti originariamente contestate. CONSIDERATO IN DIRITTO 3. - Il ricorso è inammissibile. 3.1. - Il primo motivo di doglianza, con cui la difesa censura la violazione dell'art. 609 bis c.p., comma 3, è manifestamente infondato. E' opportuno richiamare la consolidata giurisprudenza di questa Corte, la quale ha affermato che, "ai fini del riconoscimento della diminuente per i casi di minore gravità di cui all'art. 609 bis c.p., u.c., deve farsi riferimento ad una valutazione globale del fatto, nella quale assumono rilievo i mezzi, le modalità esecutive, il grado di coartazione esercitato sulla vittima, le condizioni fisiche e psicologiche di quest'ultima, anche in relazione all'età, mentre, ai fini del diniego della stessa attenuante, è sufficiente la presenza anche di un solo elemento di conclamata gravità" (Sez. 3, n. 6784 del 18/11/2015, dep. 22/02/2016, P.G. in proc. D., Rv. 266272; Sez. 3, n. 21623 del 15/04/2015, dep. 25/05/2015, K., Rv. 263821). Del tutto correttamente, dunque, la Corte d'appello ha escluso l'ipotesi di cui all'art. 609 bis c.p., comma 3, considerando che "l'aver afferrato la giovane vittima alle spalle in piena notte, dopo averla inseguita, costringendola a subire ripetuti toccamenti delle parti intime, la pervicacia con cui l'imputato ha reiterato nella sua condotta nonostante il rifiuto della ragazza, fino alla drammatica reazione della stessa, esclude la ricorrenza dell'ipotesi in oggetto" (pag. 7 della sentenza impugnata). Nè può darsi rilievo, in senso contrario, alla legittima difesa della persona offesa, la quale ha arrecato danni fisici all'autore del reato, perchè la sua reazione si è resa necessaria proprio per contrastare la violenza e la pervicacia di quest'ultimo. E in generale deve affermarsi che le conseguenze patite dall'autore di una violenza sessuale per la reazione violenta della vittima non possono essere valutate al fine di realizzare una sorta di "compensazione" fra violenza praticata e violenza subita, così da rendere configurabile l'ipotesi di minore gravità di cui all'art. 609 bis c.p., comma 3, perchè, ai fini del diniego di tale circostanza attenuante, è sufficiente la presenza anche di un solo elemento di conclamata gravità, venendo in considerazione le modalità esecutive, il grado di coartazione esercitato sulla vittima, le condizioni fisiche e psicologiche di quest'ultima. II punto di vista assunto dal legislatore nella graduazione della gravità del reato è, in altri termini, esclusivamente quello della vittima, che vede lesa la sua libertà sessuale, e non anche quello dell'autore del reato, che non subisce una lesione della stessa natura. 3.2. - Il secondo motivo, con cui il ricorrente lamenta la violazione di legge con riferimento alla ritenuta sussistenza dell'aggravante della "minorata difesa", prevista dall'art. 61 c.p., n. 5), è del pari manifestamente infondato. Questa Corte ha, in varie occasioni, affermato che la valutazione della sussistenza dell'aggravante della minorata difesa va operata dal giudice, caso per caso, valorizzando situazioni che abbiano ridotto o comunque ostacolato, cioè reso più difficile, la difesa del soggetto passivo, pur senza renderla del tutto o quasi impossibile, agevolando in concreto la commissione del reato (ex multis, Sez. 2, n. 43128 del 07/10/2014). Anche la Corte territoriale ha avuto modo di sottolineare che "il contesto in cui si sono svolti i fatti, ovvero di notte, in una zona non frequentata, ai danni di una ragazza assai giovane che solo da ultimo è riuscita a difendersi, impedendo il protrarsi di una condotta già consumata, integra l'aggravante in questione". Ed è opportuno chiarire che la reazione difensiva della vittima - consistita nel ferire con un coltello in suo possesso in quanto scout - è avvenuta quando la condotta si era già consumata e, quindi, si trattava di una reazione finalizzata ad evitare la commissione di ulteriori condotte lesive. 3.3. - Il terzo motivo di ricorso, con cui si censura l'erronea applicazione del giudizio di bilanciamento delle circostanze di cui all'art. 69 c.p., è manifestamente infondato e, comunque, inammissibile per genericità. E' sufficiente qui ricordare che le Sezioni Unite di questa Corte hanno chiarito che il giudice di appello, dopo avere escluso una circostanza aggravante o riconosciuto un'ulteriore circostanza attenuante in accoglimento dei motivi proposti dall'imputato, può, senza incorrere nel divieto di reformatio in peius, confermare la pena applicata in primo grado, ribadendo il giudizio di equivalenza tra le circostanze, purchè questo sia accompagnato da adeguata motivazione (Sez. U, n. 33752 del 18/04/2013, Papola, Rv. 255660). E deve anche ricordarsi che il giudizio di comparazione fissato dall'art. 69 c.p. presuppone una valutazione complessiva degli elementi circostanziali, siano essi aggravanti o attenuanti, che trova fondamento nella necessità di giungere alla determinazione del disvalore complessivo dell'azione delittuosa ed è funzionale alla finalità di quantificare la pena nel modo più aderente al caso concreto (ex multis Sez. 6, n. 6 del 26/11/2013, Acquafredda e altri, Rv. 258457). Nel caso di specie, la Corte territoriale ha fatto corretta applicazione di tali principi, perchè ha considerato il peso concreto dell'aggravante la cui sussistenza è stata confermata, fornendo in tal modo adeguata giustificazione in riferimento al disvalore complessivo del fatto. Peraltro, una volta ribadito che l'elisione di uno dei termini in comparazione, non comporta automaticamente la revisione del giudizio di bilanciamento effettuato nel grado precedente, era onere del ricorrente evidenziare le ragioni per cui tale giudizio dovesse effettivamente essere sottoposto a revisione in senso favorevole. Ragioni che invece non ha prospettato con il ricorso, che si rivela pertanto, sotto questo profilo, non sufficientemente specifico. 4. - Il ricorso, conseguentemente, deve essere dichiarato inammissibile. Tenuto conto della sentenza 13 giugno 2000, n. 186, della Corte costituzionale e rilevato che, nella fattispecie, non sussistono elementi per ritenere che "la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità", alla declaratoria dell'inammissibilità medesima consegue, a norma dell'art. 616 c.p.p., l'onere delle spese del procedimento nonchè quello del versamento della somma, in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in Euro 2.000,00. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 2.000,00 in favore della Cassa delle ammende. In caso di diffusione del presente provvedimento omettere le generalità e gli altri dati identificativi, a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52, in quanto imposto dalla legge. Così deciso in Roma, il 9 aprile 2019. Depositato in Cancelleria il 23 agosto 2019

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Omesso versamento IVA: l'elevazione di un terzo dei termini di prescrizione non si applica ai reati ex artt. 10-ter e 11 del D.lgs. n. 74/2000
Fatture per operazioni inesistenti: se relative al medesimo periodo di imposta si configura un unico reato
Fatture per operazioni inesistenti: non rientra nella nozione di "altri documenti" la consulenza tecnica per ricerca di mercato
Fatture per operazioni inesistenti: sulla figura del cd. "autore mediato"
Fatture per operazioni inesistenti: sulla deroga al concorso di persone nel reato prevista dall' art. 9
Fatture per operazioni inesistenti: sussiste in caso di dichiarazione integrativa infedele presentata dopo l'accertamento fiscale
Fatture per operazione inesistenti: sulla configurabilità del reato associativo
Fatture per operazioni inesistenti: sui rapporti con il reato di cui all'art.8 d.lgs. 74/2000
Fatture per operazioni inesistenti: configurabile il concorso con il reato di dichiarazione infedele
Fatture per operazioni inesistenti: viola il divieto del bis in idem la contestazione di più reati in caso di molteplici fatture in un'unica dichiarazione
Dichiarazione fraudolenta: nel caso di reato commesso da singoli componenti del CdA ciascuno degli altri amministratori risponde per concorso
Dichiarazione fraudolenta: è un reato di natura istantanea
Dichiarazione fraudolenta: sull'intermediazione finanziaria e l'utilizzo di elementi passivi fittizi
Dichiarazione fraudolenta: configurabile il concorso con il reato di cui all'art. 10-quater D.lgs. 74/2000
Dichiarazione fraudolenta: sussiste in caso di fatture relative ad un negozio giuridico apparente
Dichiarazione fraudolenta: configurabile una pluralità di reati se la condotta riguardi sia la dichiarazione IVA che quella ai fini II.DD.
Dichiarazione fraudolenta: non opera la causa di esclusione della punibilità ex art. 131 bis c.p.
Fatture per operazioni inesistenti: si consuma nel momento di emissione della fattura
Fatture per operazioni inesistenti: sulla prova del dolo specifico
Fatture per operazioni soggettivamente inesistenti: rileva la sola identità individuale del soggetto
Fatture per operazioni inesistenti: si configura anche nell'ipotesi di fatture emesse a favore di ditte cartiere
Fatture per operazioni inesistenti: non è necessario che il fine di favorire l'evasione sia esclusivo
Fatture per operazioni inesistenti: sulla genericità della contestazione
Fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta: sulla competenza territoriale
Fatture per operazioni inesistenti: sulla competenza territoriale in caso di più fatture
Fatture per operazioni inesistenti: il reato è configurabile anche nel caso di fatturazione solo soggettivamente falsa
Fatture per operazioni inesistenti: sul c.d. superbonus 110% e lo sconto in fattura
Fatture per operazioni inesistenti: l'evasione di imposta non è elemento costitutivo del reato
Fatture per operazioni inesistenti: sui rapporti con la bancarotta fraudolenta impropria
Fatture per operazioni inesistenti: sulla prova della posizione di amministratore di fatto
Fatture per operazioni inesistenti: questioni intertemporali
Fatture emesse per operazioni inesistenti: sui rapporti con il reato di autoriciclaggio
Fatture per operazioni inesistenti: sull'attenuante conseguente al pagamento dei debiti tributari
Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti: i rapporti con il reato di truffa ai danni dello Stato
Fatture o altri documenti per operazioni inesistenti: sulla competenza per territorio
Fatture per operazioni inesistenti: ha natura di reato comune
Fatture per operazioni inesistenti: se relative al medesimo periodo di imposta si configura un unico reato
Fatture per operazioni inesistenti: possono concorrere soggetti diversi dall'utilizzatore
Trasferimento fraudolento di valori: non è sufficiente dar conto della fittizia attribuzione della titolarità o disponibilità di denaro, beni o altre utilità
Intercettazioni: utilizzabili anche per gli ulteriori fatti-reato legati dal vincolo della continuazione
Abuso d'ufficio: se il pubblico ufficiale agisce del tutto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni non e' configurabile il reato
Concussione: non sussiste se la persona offesa ha eseguito un pagamento in quanto erroneamente convinta di esservi obbligata
Concussione: consiste in una condotta di prevaricazione abusiva idonea a costringere alla dazione o alla promessa
Tentata concussione: è indifferente il conseguimento in concreto del risultato di porre la vittima in stato di soggezione
Nullità: l'omessa valutazione di una memoria difensiva non determina alcuna nullità
Misure cautelari: valgono gli stessi principi che governano lo scrutinio di legittimità quanto al processo di cognizione
Induzione indebita: la condotta si configura come esortazione, persuasione, suggestione, inganno, impliciti messaggi, pressione morale
Concussione e induzione indebita: le differenze sta nel modo in cui si manifesta l'abuso della qualifica soggettiva
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Tentativo di concussione: è necessario valutare la adeguatezza della condotta, valutando l'effetto di essa nel soggetto passivo
Concussione: vi è piena continuità normativa con il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità di cui all'art. 319-quater c.p.
Sulla ammissibilità del concordato in appello
Atti sessuali con minorenne: non può essere disposta la sospensione dell'esecuzione della condanna
Violenza sessuale: può concorrere formalmente con il reato di concussione
Violenza sessuale: rileva ai fini del consenso l'assunzione di alcol da parte della persona offesa?
Violenza sessuale: la sussistenza del consenso all'atto va verificata in relazione al momento del compimento dell'atto
Violenza sessuale: in caso di errore sul consenso, l'onere della prova è a carico dell'imputato
Violenza sessuale: gli atti sessuali non convenzionati possono essere leciti?
Violenza sessuale: non ricorre l'attenuante della minore gravità del fatto nel caso in cui è perpetrata dal genitore ai danni del figlio
Violenza sessuale: non occorre che la violenza avvenga in modo brutale ed aggressivo
Violenza sessuale: sulla violazione della correlazione tra accusa e sentenza la condanna
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Violenza sessuale: sussiste in caso di invio di foto intime su whatsapp dietro minaccia
Violenza sessuale: per la valutazione dell'attenuante della minore gravità è inconferente il fatto della commissione con abuso di relazione di ospitalità
Violenza sessuale: sulla configurabilità dell'abuso della condizione di inferiorità psico-fisica della vittima
Violenza sessuale: nella nozione di atti sessuali non rientrano gli atti di esibizionismo, di autoerotismo in presenza di terzi o di voyeurismo
Violenza sessuale: sull'aggravante la compromissione della libertà personale della vittima
Violenza sessuale: la condizione di inferiorità psichica della vittima può dipendere anche dalla minore età
Violenza sessuale: può concorrere con il delitto di sequestro di persona
Violenza sessuale: assorbe il reato di maltrattamenti se vi è coincidenza fra le condotte
Violenza sessuale: gli elementi per l'applicazione dell'attenuante della minore gravità del fatto si usano anche per la riduzione della pena
Violenza sessuale: anche le credenze esoteriche in grado di suggestionare la p.o. rientrano fra le condizioni di inferiorità psichica
Violenza sessuale: sulla procedibilità d'ufficio
Violenza sessuale: sull'abuso di autorità e posizione di preminenza
Violenza sessuale: sul divieto di concessione di misure alternative alla detenzione
Violenza sessuale: si configura aggravante speciale nel caso in cui la vittima sia stata provocata dall'autore del reato all'assunzione di sostanze alcoliche
Violenza sessuale: sull'applicazione del divieto di sospensione dell'esecuzione della pena
Violenza sessuale: sulla legittimità del diniego dell'attenuante del fatto di minore gravità
Violenza sessuale: sulla rilevanza della qualità di pubblico ufficiale ai fini di procedibilità d'ufficio
Violenza sessuale: sullo stato di inferiorità della vittima in caso di alterazione causata da alcool
Violenza sessuale: sull'accertamento della capacità a testimoniare del minore vittima di abuso
Violenza sessuale: se il concorrente non è presente sul luogo del delitto può concorrere solo moralmente
Atti sessuali con minorenne: integra il tentativo l'offerta di denaro a quattordicenne per compiere atti sessuali
Violenza sessuale: sussiste in caso di induzione a giochi erotici e rapporti sessuali virtuali
Violenza sessuale: sul tentativo in caso di assenza di contatto fisico con la vittima
Violenza sessuale: il medico può lecitamente compiere atti incidenti sulla sfera della libertà sessuale
Violenza sessuale: sulla configurabilità dell'attenuante del fatto di minore gravità
Violenza sessuale: può essere commesso in danno del coniuge, in costanza di convivenza
Violenza sessuale: se posto in essere da un militare nei confronti di un commilitone, concorre con quello di ingiuria militare
Violenza sessuale: per il dolo, non è necessario che la condotta sia finalizzata a soddisfare il piacere sessuale dell'agente
Violenza sessuale: sulla circostanza aggravante dell'abuso della qualità di ministro di un culto (sacerdote)
Violenza sessuale: sulla induzione a subire atti sessuali su persona in stato di inferiorità psichica
Violenza sessuale: la reazione violenta della vittima non rileva per l'attenuante di minore gravità
Violenza sessuale: deve procedersi a giudizio di comparazione nel caso in cui l'attenuante ad effetto speciale della minore gravità concorre con aggravante
Violenza sessuale: l'aggravante della minore gravità non può essere esclusa per la sussistenza di aggravanti
Violenza sessuale aggravata: misure alternative solo se si è sottoposti ad osservazione scientifica della personalità
Violenza sessuale: sul consenso e gli atti sessuali non convenzionali
Violenza sessuale: il consenso deve perdurare nel corso dell'intero rapporto senza soluzione di continuità
Violenza sessuale: professore bacia sulla guancia un'alunna dopo aver provato a farlo sulla bocca, condannato
Violenza sessuale: sulla diminuente prevista dall'art. 609-bis, comma 3, c.p.
Violenza sessuale: sulla diminuente prevista dall'art. 609-bis, comma 3, c.p.
Violenza sessuale: sulla procedibilità d'ufficio del reato
Stupefacenti: l'acquirente di modiche quantità deve essere sentito nel corso delle indagini preliminari come persona informata dei fatti
Travisamento della prova: richiede l'esistenza di una palese difformità dai risultati obiettivamente derivanti dall'assunzione della prova
Travisamento della prova: sussiste solo in caso di incontrovertibile e pacifica distorsione del significante
Ricorso per cassazione: alla Corte è preclusa la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione
Ricorso per cassazione: inammissibili doglianze che sollecitano una differente comparazione dei significati da attribuire alle prove
Stupefacenti: la lieve entità va valutata con riferimento a tutti gli elementi concernenti l'azione
Stupefacenti: la lieve entità va accertata tenendo conto anche della personalità dell'indagato, dei mezzi, delle modalità e delle circostanze dell'azione
Ricorso per cassazione: sul termine perentorio di cinque giorni previsto dalla L. n. 69 del 2005, art. 22, comma 2.
Violenza sessuale: configurabile il tentativo se l'agente non ne ha raggiunto le zone genitali
Violenza sessuale di gruppo: non assorbe il delitto di tortura
Violenza sessuale: sussiste in caso di atti di autoerotismo commessi alla presenza di una persona?
Violenza sessuale: sulla ammissibilità dell'appello del pubblico ministero avverso la sentenza di condanna
Violenza sessuale: sulla configurabilità della circostanza aggravante della connessione teleologica con il reato di lesioni personali.
Violenza sessuale: sull'attenuante di cui all'art. 609-bis, comma 3, c.p.
Violenza sessuale: può concorrere con il delitto di riduzione in servitù?
Violenza sessuale: la condizione di inferiorità psichica della vittima al momento del fatto prescinde da fenomeni di patologia mentale
Violenza sessuale: sulla violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza
Violenza sessuale: è inutilizzabile la testimonianza assunta in violazione della C.D.. "Carta di Noto"?
Violenza sessuale: sul riconoscimento dell'attenuante della minore gravità, nel caso di più fatti in continuazione ai danni della medesima persona
Violenza sessuale di gruppo: le differenze con il concorso di persone nel delitto di violenza sessuale
Violenza sessuale: in tema di misure cautelari personali, il giudice non è tenuto a motivare circa la ricorrenza di specifiche e inderogabili esigenze investigative
Violenza sessuale: la disciplina di cui all'art. 190-bis c.p.p. si applica anche alla prova assunta nel corso di incidente probatorio
Violenza sessuale: sul riconoscimento della circostanza attenuante speciale del fatto di minore gravità
Concussione: l'analisi del giudice non può esaurirsi nella descrizione della condotta costrittiva ma deve verificarne l'efficacia coartante
Induzione indebita: la persuasione deve avere un valore condizionante più tenue a quella tipica della concussione
Bancarotta fraudolenta: non può essere sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca il denaro di certa provenienza lecita
Bancarotta fraudolenta: sui pagamenti tra società infragruppo
Bancarotta fraudolenta: sulla rilevanza della restituzione ai soci dei versamenti conferiti in conto di aumento futuro di capitale
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di conferimento di denaro da impresa individuale fallita a società di cui l'imprenditore ha parte di quote
Bancarotta fraudolenta: il momento consumativo coincide con la sentenza di fallimento
Bancarotta fraudolenta: sussiste piena continuità normativa fra la previsione dell'art. 216 l. fall. e l'art. 322 d.lg. 12 gennaio 2019, n. 14
Bancarotta fraudolenta: legittima l'applicazione di misure cautelari personali prima della sentenza dichiarativa di fallimento
Bancarotta fraudolenta preferenziale: sul compenso dell'amministratore di una società
Bancarotta fraudolenta: può concorrere con il reato di autoriciclaggio
Bancarotta riparata: non è necessaria la restituzione dei singoli beni sottratti
Bancarotta semplice: sussiste in caso di operazioni di pura sorte o manifestamente imprudenti
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di cessione gratuita di un contratto di locazione finanziaria
Bancarotta fraudolenta: la provenienza illecita dei beni non esclude il reato
Bancarotta fraudolenta: la natura distrattiva di operazione infra-gruppo può essere esclusa in presenza di vantaggi compensativi
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di cessione aziendale a prezzo incongruo
Bancarotta fraudolenta: sulla responsabilità dei componenti del collegio sindacale di società fallita
Bancarotta fraudolenta: la parziale omissione del dovere annotativo è punita a titolo di dolo generico
Bancarotta fraudolenta: sulla omessa tenuta della contabilità
Bancarotta fraudolenta: non si ha pluralità di reati se le condotte tipiche realizzate mediante più atti siano tra loro omogenee
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di cessione di beni che rientrino nell’autonoma disponibilità della società fallita
Bancarotta fraudolenta: sui presupposti del concorso per omesso impedimento dell'evento
Bancarotta fraudolenta: il dolo generico può essere desunto dalla responsabilità dell'imputato per fatti di bancarotta patrimoniale
Bancarotta fraudolenta: il distacco del bene dal patrimonio può realizzarsi in qualsiasi forma
Bancarotta fraudolenta: sull'individuazione dell'oggetto materiale del reato
Bancarotta fraudolenta: in tema di concorso dell'extraneus nel reato
Bancarotta fraudolenta: i pagamenti in favore della controllante non integrano il reato
Bancarotta fraudolenta: sussiste anche in caso di esercizio di facoltà legittime
Bancarotta fraudolenta: sull’aggravante della cd. continuazione fallimentare
Bancarotta preferenziale: sul rilievo della compensazione volontaria
Bancarotta: l'assoluzione dalla bancarotta impropria in caso di falso in bilancio seguito da fallimento non interferisce sulla decisione per quella propria documentale

Violenza sessuale: la reazione violenta della vittima non rileva per l'attenuante di minore gravità

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