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Cassazione Penale

Cassazione penale sez. III, 18/09/2019, n.43423

La massima

In tema di reati sessuali, il bacio sulla guancia, in quanto atto non direttamente indirizzato a zone chiaramente definibili come erogene, configura violenza sessuale, nella forma consumata e non tentata, allorquando, in base ad una valutazione complessiva della condotta che tenga conto del contesto ambientale e sociale in cui l'azione è stata realizzata, del rapporto intercorrente tra i soggetti coinvolti e di ogni altro dato fattuale qualificante, possa ritenersi che abbia inciso sulla libertà sessuale della vittima. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva confermato la condanna di un professore che, all'interno della scuola, aveva abbracciato da dietro un'alunna, baciandola sulla guancia, dopo aver provato a farlo sulla bocca).

La sentenza integrale

RITENUTO IN FATTO 1.Con sentenza in data 17.9.2018 la Corte di Appello di Bari ha confermato la penale responsabilità di L.P., docente di educazione fisica presso l'istituto scolastico secondario di primo grado, per il reato di cui all'art. 609 bis c.p., u.c., per aver costretto un'allieva di età inferiore ai 14 anni a subire, all'interno della scuola, atti sessuali abbracciandola da dietro e baciandola sulla guancia dopo aver tentato di farlo sulle labbra senza riuscirci per la resistenza opposta dalla vittima, pur riducendo la pena inflittagli all'esito del giudizio di primo grado dal Tribunale di Foggia, stante il riconoscimento delle attenuanti generiche, ad un anno e quattro mesi di reclusione. 2. Avverso il suddetto provvedimento l'imputato ha proposto, per il tramite del proprio difensore, ricorso per cassazione articolando tre motivi di seguito riprodotti nei limiti di cui all'art. 173 disp. att. c.p.p.. 2.1. Con il primo motivo lamenta, in relazione al vizio di violazione di legge riferito all'art. 609 bis c.p. e al vizio motivazionale, la grave contraddizione, inficiante la stessa nozione di atto sessuale, emergente tra quanto narrato dalla p.o. a due giorni di distanza dal fatto, secondo cui, dopo aver respinto il professore, questi le si era nuovamente avvicinato baciandola sulla guancia, ed il particolare aggiunto, invece, nel corso della deposizione dibattimentale, avvenuta ad oltre sei anni di distanza dall'epoca del contestato reato, consistito nel fatto che prima di baciarla sulla guancia l'imputato l'aveva bloccata tenendola dalle spalle. Tale contraddizione avrebbe dovuto indurre la Corte di Appello in primis a dubitare dell'attendibilità della teste e comunque a privilegiare la prima versione in quanto resa nella quasi immediatezza del fatto quando il suo ricordo era ancora vivo nella memoria, in conformità al principio ripetutamente affermato da questa Corte che impone di tener conto nella valutazione di attendibilità di un minore dell'eventuale incidenza "delle plurime audizioni cui lo stesso è stato sottoposto in punto di usura della fonte dichiarativa". Evidenzia inoltre il contrasto tra il racconto della minore che aveva affermato di essersi subito dopo il fatto sentita male e di aver trascorso l'intera giornata a scarabocchiare, e le deposizioni del bidello e delle compagne di classe che l'avevano descritta serena e tranquilla come in tutti gli altri giorni. Lamenta altresì l'illogicità della ricostruzione dell'episodio apparendo inverosimile che la condotta asseritamente abusante fosse stata posta in essere in un locale della scuola accessibile a tutti, durante l'ora di lezione quando tutti gli altri alunni erano in attesa del rientro del docente in aula. 2.2. Con il secondo motivo lamenta la contraddittorietà della motivazione che, da un canto, descrive in termini lusinghieri la personalità dell'imputato e, dall'altro, non gli conferisce alcun credito a fronte delle divergenti dichiarazioni rese dalla p.o. in merito all'episodio denunciato. 2.3. Con il terzo motivo lamenta, in relazione al vizio di violazione di legge e al vizio motivazionale, la mancata derubricazione del fatto al tentativo di violenza sessuale seguito da desistenza o a violenza privata, qualificazione questa del resto corrispondente alla descrizione del fatto inizialmente resa dalla stessa p.o.. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. In via preliminare occorre chiarire che il rinvio dell'udienza fissata innanzi a questo Collegio richiesto dal difensore dell'imputato con istanza depositata in data 17.9.2019 non poteva essere accordato in ragione della natura non assoluta dell'impedimento a comparire addotto dal medesimo: la prescrizione di tre giorni di riposo e di cura contenuta nel certificato medico ad esso allegato (rilasciato dal Dott. B.M. di (OMISSIS)) attestante una lombosciatalgia acuta, ovverosia un dolore, suscettibile di manifestarsi con sintomi di diversa intensità, che attraverso la regione lombare si trasmette al nervo sciatico, non documenta infatti nè una patologia invalidante al punto da tradursi nell'impossibilità di deambulazione del paziente, nè configura una terapia contemplante l'immobilizzazione, tenuto conto che molteplici possono essere le cure astrattamente prescrivibili che vanno da quelle di natura meramente farmacologica o strumentale con astensione dal praticare lavori pesanti o sostenere pesi, fino ad arrivare all'immobilizzazione a letto o anche all'intervento chirurgico (Sez. 2, n. 42595 del 27/10/2009, Errico, Rv. 255119). 2. Passando alla disamina del ricorso, il primo motivo risulta inammissibile per difetto di specificità. Mentre il primo profilo, afferente all'asserita discrasia tra quanto dichiarato dalla p.o. in sede di deposizione dibattimentale e quanto invece riferito nella dichiarazione resa in data 2.12.2011, a due soli giorni di distanza dai fatti, incorre nella suddetta censura per la sua genericità intesa quale difetto di autosufficienza, non risultando neppure allegata la dichiarazione che si assume in contrasto con la testimonianza resa in giudizio, nè venendo fornita la prova dell'esistenza dell'atto processuale cui fa riferimento (Sez. 6, n. 45036 del 02/12/2010 - dep. 22/12/2010, Damiano, Rv. 249035), le restanti censure si sviluppano, invece, in assenza della benchè minima correlazione con i rilievi puntualmente svolti dalla Corte distrettuale in risposta alle medesime doglianze articolate con l'atto di appello, senza alcuna specifica confutazione del fondamento logico e fattuale degli argomenti svolti nel provvedimento impugnato. Come infatti ripetutamente affermato da questa Corte, incorre nella censura di inammissibilità il ricorso per cassazione fondato su motivi generici ed indeterminati o che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla corte di merito, dovendosi gli stessi considerare non specifici ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso (Sez. 4, n. 18826 del 09/02/2012 - dep. 16/05/2012, Pezzo, Rv. 253849; Sez. 6, n. 8700 del 21/01/2013 - dep. 21/02/2013, Leonardo, Rv. 254584). La Corte pugliese mette, infatti, ben in luce con motivazione approfondita, perspicace ed intrinsecamente coerente, come la reazione immediata della vittima, chiusasi nel silenzio senza esternare il suo stato di turbamento, fosse pienamente compatibile con il tumulto emotivo che la aveva assalita a fronte del gesto tanto invasivo ed altrettanto inaspettato del professore, e che il disagio manifestatosi solo il giorno successivo quando si era confidata con la compagna di scuola, omonima dell'imputato, con cui aveva un rapporto preferenziale, rispondesse alla necessità di liberarsi dal peso che la opprimeva, tanto da essere sfociato in un pianto, e al contempo di confrontarsi con la amica sulla condotta da tenere in prosieguo considerato che avrebbe dovuto prima o poi avere rapporti con il docente, puntualizzando come tale ricostruzione non risultasse affatto contraddetta dalla deposizione resa dal collaboratore scolastico, limitatosi a riferire di averla vista, nell'immediatezza del fatto, nel mentre si allontanava dallo spogliatoio dove era avvenuto il fatto in compagnia dell'imputato: la "normalità" di tale condotta, come tale giudicata dal teste, è stata dai giudici del gravame persuasivamente riferita alla circostanza che i due stessero dialogando fra loro, pienamente collimante con la stessa versione della p.o. che aveva riferito che subito dopo, nel tragitto dallo spogliatoio della palestra all'aula, il professore le aveva esternato, a giustificazione della sua condotta, i sentimenti provati nei suoi confronti e che di certo non esclude lo stato di agitazione emotiva provato dalla giovane allieva. Di natura meramente congetturale risultano infine le contestazioni in termini di inverosimiglianza dell'accaduto, che non solo sono inficiate da un'assoluta astrattezza, ma che comunque collidono con la puntuale e circostanziata ricostruzione della vicenda che la Corte distrettuale fonda sulle dichiarazioni della p.o. previo vaglio della loro attendibilità intrinseca ed estrinseca alla luce dei riscontri probatori acquisiti. 3.Parimenti inammissibile deve ritenersi il secondo motivo che, appuntandosi sul momento valutativo del compendio istruttorio, sollecita un sindacato inibito a questa Corte di legittimità in ragione sia dell'insindacabilità delle valutazioni di merito adeguatamente e logicamente motivate, sia della genericità delle doglianze che così come prospettate non denunciano, neppure apparentemente, un errore logico o giuridico determinato (cfr. Cass., Sez. 3 n. 44882 del 18.7.2014, Cariolo Rv 260608). In ogni caso la contraddizione lamentata dalla difesa dischiude un'indebita confusione di prospettiva, venendo messe sullo stesso piano l'affermazione di colpevolezza dell'imputato e la valutazione della sua personalità che, in quanto sottesa alla determinazione del trattamento sanzionatorio, necessariamente postula la sua responsabilità penale e che proprio perciò consente la graduazione della sanzione che i giudici del gravame hanno ritenuto di contenere in ragione degli elementi positivi della sua personalità, che hanno consentito di ricondurre ad un impulso momentaneo la condotta criminosa ascrittagli. 4. Infondate risultano infine le doglianze articolate con il terzo motivo. L'accertata dinamica dell'episodio delittuoso, consistito nell'immobilizzazione della vittima cinta dal di dietro così da tenerne ferme le braccia per poterla baciare in bocca senza che tuttavia l'imputato, a causa del giramento della testa da parte di costei, sia riuscito a far altro che baciarla sulla guancia, non consente alcuna derubricazione della fattispecie criminosa contestata nel tentativo: quantunque diverso fosse il proposito dell'agente, l'azione conclusasi in concreto con il bacio datole sulla guancia deve ritenersi portata a compimento attesa la valenza sessuale dell'atto. E' infatti dalla valutazione complessiva della condotta che emerge la portata del gesto il quale, a dispetto dell'apparente candore che riveste in astratto, diventa nello specifico contesto in cui è stato posto in essere l'evidente espressione di una carica erotica, indirizzata com'era all'invasione della sfera sessuale della giovane allieva. Rientra invero nell'accezione di atto sessuale rilevante ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 609 bis c.p., non soltanto ogni forma di congiunzione carnale, ma altresì qualsiasi atto che, risolvendosi in un contatto corporeo, ancorchè fugace ed estemporaneo, tra soggetto attivo e soggetto passivo, o comunque coinvolgente la corporeità sessuale di quest'ultimo, sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo la libertà di autodeterminazione del soggetto passivo nella sua sfera sessuale, non avendo rilievo determinante, ai fini del perfezionamento del reato, la finalità dell'agente e l'eventuale soddisfacimento del proprio piacere sessuale (Sez. 3, n. 33464 del 15/06/2006 - dep. 05/10/2006, Beretta, Rv. 234786; Sez. 3, n. 21020 del 28/10/2014 - dep. 21/05/2015, Rv. 263738). Essendo il reato in esame posto a presidio della libertà personale dell'individuo che deve poter compiere o ricevere atti sessuali in assoluta autonomia e nella pienezza dei propri poteri di scelta, contro ogni possibile condizionamento, fisico o morale, e contro ogni non consentita e non voluta intrusione nella propria sfera intima, tale configurazione si riflette necessariamente sulla natura dell'atto in cui si estrinseca la condotta materiale dell'agente, avuto riguardo alla sua ambivalenza che, al di là dell'intendimento perseguito dal suo autore, ricade comunque sulla vittima. E' perciò dalla stessa natura del bene giuridico protetto che deve ricavarsi la natura sessuale del gesto tutte le volte in cui lo stesso, pur concretizzandosi in un contatto corporeo, attinge parti che non necessariamente rientrano in quelle tradizionalmente definite come erogene, essendo la sfera della sessualità, che non resta confinata sul piano strettamente fisico ma involge anche la sfera psichica come quella emotiva, suscettibile di modularsi diversamente in relazione ai valori del comune sentire che si consolidano nello specifico contesto storico, culturale e sociale di riferimento. Oltre agli atti di inequivoca valenza sessuale in ragione delle parti corporee coinvolte quando si tratti delle zone genitali o comunque erogene, come tali definite dalla scienza medica, psicologica ed antropologica, esiste, ciò nondimeno, nella realtà fenomenica una zona grigia comprensiva di quegli atti che per il loro carattere ambivalente, ovverosia per le diverse finalità di cui possono essere, in astratto, espressione, che ne impone una necessaria opera di decodificazione. E' stato condivisibilmente affermato da questa Corte che la riconducibilità alla dimensione sessuale degli atti rivolti al soggetto passivo che, in quanto non direttamente indirizzati a zone chiaramente definibili come erogene, possono essere espressione di pulsioni anche diverse da quella strettamente erotica, come i baci o gli abbracci, deve costituire oggetto di accertamento da parte del giudice del merito, secondo una valutazione che tenga conto della condotta nel suo complesso, del contesto sociale e culturale in cui l'azione è stata realizzata, della sua incidenza sulla libertà sessuale della persona offesa, del contesto relazionale intercorrente tra i soggetti coinvolti e di ogni altro dato fattuale qualificante (Sez. 3, n. 964 del 26/11/2014 - dep. 13/01/2015, R, Rv. 261634). Con specifico riferimento al bacio, la giurisprudenza di questa Corte è uniformemente orientata nel ritenerlo quale "atto sessuale" anche nel caso in cui si risolva nel semplice contatto delle labbra (Sez. 3 n. 41536, 29 ottobre 2009, non massimata; Sez. 3, n. 25112 del 13/02/2007 - dep. 02/07/2007, Greco, Rv. 236964), venendo rimarcata da entrambi i suddetti arresti la irrilevanza di distinzioni fondate sull'intensità dell'atto, tale da escludere la natura sessuale per i baci caratterizzati soltanto dal contatto delle labbra e riservare la nozione di atto sessuale solo quelli più penetranti, e considerando invece l'idoneità dell'atto a ledere la libertà e integrità sessuale del soggetto passivo. Muovendo da tale condivisibile premessa, che si fonda sulla valutazione complessiva del fatto e sull'attitudine dell'atto a ledere la libertà di autodeterminazione della vittima in relazione alla sua sfera sessuale che in quanto tale comprende anche il suo diritto all'intangibilità del corpo, lo stesso ragionamento può essere esteso a qualunque tipologia di bacio, prescindendo cioè dalla parte corporea cui lo stesso attinge, tenuto conto che anche i baci su parti del fisico diverse dalla bocca possono essere scambiati in contesti marcatamente erotici e che possono comunque implicare un coinvolgimento della corporeità sessuale della persona. In tal senso risulta del resto essersi già pronunciata questa Corte sia pur in relazione ad un fatto concernente modalità ulteriori rispetto ad una serie ripetuta di baci da parte dell'agente nei confronti della vittima, ma comunque non implicanti alcun contatto con le zone erogene (Sez. 3, n. 10248 del 12/02/2014 -dep. 04/03/2014, M, Rv. 258588 che ha rigettato il ricorso contro la condanna di un preside che aveva ripetutamente abbracciato e baciato sulle guance un'alunna in luoghi appartati, trattenendola per i fianchi, chiedendole di baciarlo e rivolgendole apprezzamenti per il suo aspetto fisico). Se ai fini della configurabilità del tentativo, tornando alla specifica contestazione della difesa, vale per i toccamenti il principio secondo il quale questi debbano considerarsi atti idonei in modo non equivoco a ledere la libertà sessuale della vittima ove riguardino parti corporee diverse da quelle genitali od erogene allorchè, per cause indipendenti dalla propria volontà (pronta reazione della vittima o per altre ragioni), l'agente non riesca a toccare la parte corporea intima della persona presa di mira ovvero non abbia provocato un contatto di quest'ultima con le proprie parti intime (Sez. 3, n. 17414 del 18/02/2016 - dep. 28/04/2016, F, Rv. 266900), diversa è la qualificabilità del fatto allorquando si tratti del bacio che di per sè può comportare, indipendentemente dalla zona corporea che viene attinta, il coinvolgimento della dimensione sessuale della vittima atteso il diverso significato e la conseguente valenza che è suscettibile di assumere nel rapporto interpersonale, e che pertanto rientra, valutato il contesto di riferimento, nel delitto in esame nella forma consumata. Ciò premesso, la inusuale condotta dell'imputato in un contesto che non giustificava alcuna effusione di tipo soltanto affettuoso - come potrebbe accadere nel caso di un saluto tra due persone, quand'anche si tratti di un professore e di una sua alunna, al momento di incontrarsi o di andar via -, essendo il fatto avvenuto nel mezzo di una lezione di educazione fisica e segnatamente nel corso delle misurazioni dell'altezza delle singole allieve, peraltro all'interno di uno spogliatoio e dunque di un luogo solo occasionalmente frequentato, ed avuto riguardo alle specifiche modalità in cui la condotta si è estrinsecata tenuto conto che il docente aveva appena prima allontanato l'altra allieva, anch'essa presente nello spogliatoio, rimandandola in classe, ha portato correttamente la Corte distrettuale a ritenere la indubbia connotazione sessuale del bacio sulla guancia dell'allieva, nelle intenzioni dell'imputato peraltro indirizzato alla bocca, come comprova il fatto di averle tenuto ferme le braccia nel tentativo di impedirne reazioni che potessero ostacolare il suo proposito, e seguito dall'esternazione dei sentimenti provati per lei ad ulteriore dimostrazione della natura erotica dell'atto. Ineccepibile sul piano logico, così come su quello della qualificazione giuridica del fatto, deve pertanto ritenersi il diniego opposto alla derubricazione del reato contestato nella forma consumata in quella tentata ed a fortiori la sua riqualificazione come violenza privata, peraltro del tutto laconicamente sostenuti dalla difesa, senza offrire neanche in tal caso gli elementi per un effettivo confronto con le puntuali disquisizioni sviluppate al riguardo dalla Corte di merito. Il ricorso deve essere, in conclusione, rigettato, seguendo a tale esito la condanna del ricorrente, a norma dell'art. 616 c.p.p., al pagamento delle spese del procedimento. P.Q.M. Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Manda alla Cancelleria per la comunicazione del presente dispositivo al M.I.U.R.. In caso di diffusione del presente provvedimento omettere le generalità e gli altri dati identificativi, a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52, in quanto imposto dalla legge. Così deciso in Roma, il 18 settembre 2019. Depositato in Cancelleria il 23 ottobre 2019

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Dichiarazione fraudolenta: configurabile il concorso con il reato di cui all'art. 10-quater D.lgs. 74/2000
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Fatture per operazioni inesistenti: sul c.d. superbonus 110% e lo sconto in fattura
Fatture per operazioni inesistenti: l'evasione di imposta non è elemento costitutivo del reato
Fatture per operazioni inesistenti: sui rapporti con la bancarotta fraudolenta impropria
Fatture per operazioni inesistenti: sulla prova della posizione di amministratore di fatto
Fatture per operazioni inesistenti: questioni intertemporali
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Fatture per operazioni inesistenti: sull'attenuante conseguente al pagamento dei debiti tributari
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Fatture per operazioni inesistenti: ha natura di reato comune
Fatture per operazioni inesistenti: se relative al medesimo periodo di imposta si configura un unico reato
Fatture per operazioni inesistenti: possono concorrere soggetti diversi dall'utilizzatore
Trasferimento fraudolento di valori: non è sufficiente dar conto della fittizia attribuzione della titolarità o disponibilità di denaro, beni o altre utilità
Intercettazioni: utilizzabili anche per gli ulteriori fatti-reato legati dal vincolo della continuazione
Abuso d'ufficio: se il pubblico ufficiale agisce del tutto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni non e' configurabile il reato
Concussione: non sussiste se la persona offesa ha eseguito un pagamento in quanto erroneamente convinta di esservi obbligata
Concussione: consiste in una condotta di prevaricazione abusiva idonea a costringere alla dazione o alla promessa
Tentata concussione: è indifferente il conseguimento in concreto del risultato di porre la vittima in stato di soggezione
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Violenza sessuale: sulla configurabilità dell'abuso della condizione di inferiorità psico-fisica della vittima
Violenza sessuale: nella nozione di atti sessuali non rientrano gli atti di esibizionismo, di autoerotismo in presenza di terzi o di voyeurismo
Violenza sessuale: sull'aggravante la compromissione della libertà personale della vittima
Violenza sessuale: la condizione di inferiorità psichica della vittima può dipendere anche dalla minore età
Violenza sessuale: può concorrere con il delitto di sequestro di persona
Violenza sessuale: assorbe il reato di maltrattamenti se vi è coincidenza fra le condotte
Violenza sessuale: gli elementi per l'applicazione dell'attenuante della minore gravità del fatto si usano anche per la riduzione della pena
Violenza sessuale: anche le credenze esoteriche in grado di suggestionare la p.o. rientrano fra le condizioni di inferiorità psichica
Violenza sessuale: sulla procedibilità d'ufficio
Violenza sessuale: sull'abuso di autorità e posizione di preminenza
Violenza sessuale: sul divieto di concessione di misure alternative alla detenzione
Violenza sessuale: si configura aggravante speciale nel caso in cui la vittima sia stata provocata dall'autore del reato all'assunzione di sostanze alcoliche
Violenza sessuale: sull'applicazione del divieto di sospensione dell'esecuzione della pena
Violenza sessuale: sulla legittimità del diniego dell'attenuante del fatto di minore gravità
Violenza sessuale: sulla rilevanza della qualità di pubblico ufficiale ai fini di procedibilità d'ufficio
Violenza sessuale: sullo stato di inferiorità della vittima in caso di alterazione causata da alcool
Violenza sessuale: sull'accertamento della capacità a testimoniare del minore vittima di abuso
Violenza sessuale: se il concorrente non è presente sul luogo del delitto può concorrere solo moralmente
Atti sessuali con minorenne: integra il tentativo l'offerta di denaro a quattordicenne per compiere atti sessuali
Violenza sessuale: sussiste in caso di induzione a giochi erotici e rapporti sessuali virtuali
Violenza sessuale: sul tentativo in caso di assenza di contatto fisico con la vittima
Violenza sessuale: il medico può lecitamente compiere atti incidenti sulla sfera della libertà sessuale
Violenza sessuale: sulla configurabilità dell'attenuante del fatto di minore gravità
Violenza sessuale: può essere commesso in danno del coniuge, in costanza di convivenza
Violenza sessuale: se posto in essere da un militare nei confronti di un commilitone, concorre con quello di ingiuria militare
Violenza sessuale: per il dolo, non è necessario che la condotta sia finalizzata a soddisfare il piacere sessuale dell'agente
Violenza sessuale: sulla circostanza aggravante dell'abuso della qualità di ministro di un culto (sacerdote)
Violenza sessuale: sulla induzione a subire atti sessuali su persona in stato di inferiorità psichica
Violenza sessuale: la reazione violenta della vittima non rileva per l'attenuante di minore gravità
Violenza sessuale: deve procedersi a giudizio di comparazione nel caso in cui l'attenuante ad effetto speciale della minore gravità concorre con aggravante
Violenza sessuale: l'aggravante della minore gravità non può essere esclusa per la sussistenza di aggravanti
Violenza sessuale aggravata: misure alternative solo se si è sottoposti ad osservazione scientifica della personalità
Violenza sessuale: sul consenso e gli atti sessuali non convenzionali
Violenza sessuale: il consenso deve perdurare nel corso dell'intero rapporto senza soluzione di continuità
Violenza sessuale: professore bacia sulla guancia un'alunna dopo aver provato a farlo sulla bocca, condannato
Violenza sessuale: sulla diminuente prevista dall'art. 609-bis, comma 3, c.p.
Violenza sessuale: sulla diminuente prevista dall'art. 609-bis, comma 3, c.p.
Violenza sessuale: sulla procedibilità d'ufficio del reato
Stupefacenti: l'acquirente di modiche quantità deve essere sentito nel corso delle indagini preliminari come persona informata dei fatti
Travisamento della prova: richiede l'esistenza di una palese difformità dai risultati obiettivamente derivanti dall'assunzione della prova
Travisamento della prova: sussiste solo in caso di incontrovertibile e pacifica distorsione del significante
Ricorso per cassazione: alla Corte è preclusa la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione
Ricorso per cassazione: inammissibili doglianze che sollecitano una differente comparazione dei significati da attribuire alle prove
Stupefacenti: la lieve entità va valutata con riferimento a tutti gli elementi concernenti l'azione
Stupefacenti: la lieve entità va accertata tenendo conto anche della personalità dell'indagato, dei mezzi, delle modalità e delle circostanze dell'azione
Ricorso per cassazione: sul termine perentorio di cinque giorni previsto dalla L. n. 69 del 2005, art. 22, comma 2.
Violenza sessuale: configurabile il tentativo se l'agente non ne ha raggiunto le zone genitali
Violenza sessuale di gruppo: non assorbe il delitto di tortura
Violenza sessuale: sussiste in caso di atti di autoerotismo commessi alla presenza di una persona?
Violenza sessuale: sulla ammissibilità dell'appello del pubblico ministero avverso la sentenza di condanna
Violenza sessuale: sulla configurabilità della circostanza aggravante della connessione teleologica con il reato di lesioni personali.
Violenza sessuale: sull'attenuante di cui all'art. 609-bis, comma 3, c.p.
Violenza sessuale: può concorrere con il delitto di riduzione in servitù?
Violenza sessuale: la condizione di inferiorità psichica della vittima al momento del fatto prescinde da fenomeni di patologia mentale
Violenza sessuale: sulla violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza
Violenza sessuale: è inutilizzabile la testimonianza assunta in violazione della C.D.. "Carta di Noto"?
Violenza sessuale: sul riconoscimento dell'attenuante della minore gravità, nel caso di più fatti in continuazione ai danni della medesima persona
Violenza sessuale di gruppo: le differenze con il concorso di persone nel delitto di violenza sessuale
Violenza sessuale: in tema di misure cautelari personali, il giudice non è tenuto a motivare circa la ricorrenza di specifiche e inderogabili esigenze investigative
Violenza sessuale: la disciplina di cui all'art. 190-bis c.p.p. si applica anche alla prova assunta nel corso di incidente probatorio
Violenza sessuale: sul riconoscimento della circostanza attenuante speciale del fatto di minore gravità
Concussione: l'analisi del giudice non può esaurirsi nella descrizione della condotta costrittiva ma deve verificarne l'efficacia coartante
Induzione indebita: la persuasione deve avere un valore condizionante più tenue a quella tipica della concussione
Bancarotta fraudolenta: non può essere sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca il denaro di certa provenienza lecita
Bancarotta fraudolenta: sui pagamenti tra società infragruppo
Bancarotta fraudolenta: sulla rilevanza della restituzione ai soci dei versamenti conferiti in conto di aumento futuro di capitale
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di conferimento di denaro da impresa individuale fallita a società di cui l'imprenditore ha parte di quote
Bancarotta fraudolenta: il momento consumativo coincide con la sentenza di fallimento
Bancarotta fraudolenta: sussiste piena continuità normativa fra la previsione dell'art. 216 l. fall. e l'art. 322 d.lg. 12 gennaio 2019, n. 14
Bancarotta fraudolenta: legittima l'applicazione di misure cautelari personali prima della sentenza dichiarativa di fallimento
Bancarotta fraudolenta preferenziale: sul compenso dell'amministratore di una società
Bancarotta fraudolenta: può concorrere con il reato di autoriciclaggio
Bancarotta riparata: non è necessaria la restituzione dei singoli beni sottratti
Bancarotta semplice: sussiste in caso di operazioni di pura sorte o manifestamente imprudenti
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di cessione gratuita di un contratto di locazione finanziaria
Bancarotta fraudolenta: la provenienza illecita dei beni non esclude il reato
Bancarotta fraudolenta: la natura distrattiva di operazione infra-gruppo può essere esclusa in presenza di vantaggi compensativi
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di cessione aziendale a prezzo incongruo
Bancarotta fraudolenta: sulla responsabilità dei componenti del collegio sindacale di società fallita
Bancarotta fraudolenta: la parziale omissione del dovere annotativo è punita a titolo di dolo generico
Bancarotta fraudolenta: sulla omessa tenuta della contabilità
Bancarotta fraudolenta: non si ha pluralità di reati se le condotte tipiche realizzate mediante più atti siano tra loro omogenee
Bancarotta fraudolenta: sussiste in caso di cessione di beni che rientrino nell’autonoma disponibilità della società fallita
Bancarotta fraudolenta: sui presupposti del concorso per omesso impedimento dell'evento
Bancarotta fraudolenta: il dolo generico può essere desunto dalla responsabilità dell'imputato per fatti di bancarotta patrimoniale
Bancarotta fraudolenta: il distacco del bene dal patrimonio può realizzarsi in qualsiasi forma
Bancarotta fraudolenta: sull'individuazione dell'oggetto materiale del reato
Bancarotta fraudolenta: in tema di concorso dell'extraneus nel reato
Bancarotta fraudolenta: i pagamenti in favore della controllante non integrano il reato
Bancarotta fraudolenta: sussiste anche in caso di esercizio di facoltà legittime
Bancarotta fraudolenta: sull’aggravante della cd. continuazione fallimentare
Bancarotta preferenziale: sul rilievo della compensazione volontaria
Bancarotta: l'assoluzione dalla bancarotta impropria in caso di falso in bilancio seguito da fallimento non interferisce sulla decisione per quella propria documentale

Violenza sessuale: professore bacia sulla guancia un'alunna dopo aver provato a farlo sulla bocca, condannato

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