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Recensione negativa su Google: quando diventa diffamazione

3 giorni fa
Tempo di lettura: 8 min

DIFFAMAZIONE / RECENSIONI

Hai ricevuto una querela per diffamazione o ritieni di essere stato diffamato?

Ogni caso richiede una valutazione del contenuto, del contesto e delle modalità di diffusione.

Lo Studio assiste persone, professionisti e imprese nei procedimenti per diffamazione, anche attraverso social network, WhatsApp, stampa, recensioni e pubblicazioni online.


Il cliente ha diritto di raccontare un’esperienza negativa, criticare un servizio, esprimere insoddisfazione e utilizzare anche toni severi.

Il problema nasce quando la recensione smette di essere una valutazione e diventa attribuzione di fatti falsi, accusa di comportamenti disonesti, insinuazione gratuita o aggressione alla reputazione professionale o commerciale.

Google, Booking, TripAdvisor, Trustpilot e le altre piattaforme di recensione hanno trasformato il giudizio del singolo cliente in un contenuto capace di incidere immediatamente sulla reputazione di un professionista o di un’impresa.

Per questo, quando una recensione supera i limiti della critica, può entrare in gioco l’art. 595 c.p.

Per l’inquadramento generale della fattispecie è possibile consultare la guida dello Studio sulla diffamazione prevista dall’art. 595 c.p..


Una recensione negativa è diffamazione?

Non necessariamente.

Il diritto di critica tutela anche giudizi molto negativi.

Scrivere: “Il servizio è stato deludente”

oppure: “Non tornerei in questo ristorante” esprime normalmente una valutazione personale.

Diverso è affermare: “Questo professionista truffa i clienti”, oppure: “Vendono prodotti contraffatti” senza disporre di elementi concreti che dimostrino tali fatti.

Nel primo caso prevale il giudizio.

Nel secondo viene attribuito un fatto specifico potenzialmente idoneo a compromettere gravemente la reputazione del destinatario.

La distinzione tra opinione e attribuzione di un fatto rappresenta uno dei passaggi più importanti nella valutazione della recensione.

I

l cliente può criticare liberamente un professionista o un’impresa?

Sì.

La libertà di manifestazione del pensiero comprende anche il diritto di esprimere giudizi negativi sui servizi ricevuti.

Il diritto di critica non richiede che il linguaggio sia neutro o particolarmente elegante.

La critica può essere severa, ironica e anche molto dura.

Deve però mantenere un collegamento con fatti realmente accaduti.

La Cassazione ha ripetutamente affermato che il giudizio critico può essere soggettivo, ma deve poggiare su un nucleo fattuale sufficientemente vero.

Non è quindi consentito utilizzare una recensione per costruire una realtà completamente diversa da quella effettivamente verificatasi.


Quando una recensione supera il diritto di critica?

Il limite viene normalmente superato quando ricorrono uno o più elementi:

  • vengono attribuiti fatti falsi;

  • vengono attribuiti reati;

  • vengono utilizzate accuse di disonestà professionale senza riscontri;

  • vengono alterati volontariamente i fatti;

  • vengono aggiunti dettagli mai verificatisi;

  • la recensione si trasforma in un attacco personale;

  • vengono utilizzate espressioni umilianti prive di relazione con il servizio ricevuto.

Il diritto di critica non protegge infatti l’aggressione gratuita alla persona.

La Cassazione ha chiarito che la critica non può degenerare in argumenta ad hominem, diretti semplicemente a screditare moralmente il destinatario senza un rapporto effettivo con il fatto discusso (Cass. pen., sez. V, n. 4874/2022).


Dire “è un truffatore” in una recensione può essere diffamazione?

Potenzialmente sì.

Accusare una persona o un’impresa di avere commesso una truffa non equivale normalmente a esprimere semplice insoddisfazione.

Significa attribuire un comportamento fraudolento, con una evidente capacità di incidere sulla reputazione personale e professionale.

La stessa considerazione vale per espressioni come: “ladro”, “mafioso”, “frode”, “ruba i soldi”, “imbroglia i clienti”.

La rilevanza penale dipende sempre dal contesto e dal significato concretamente attribuito alle parole.

La giurisprudenza ha, per esempio, ritenuto diffamatoria l’attribuzione dell’espressione “mafioso” quando fosse priva di adeguato fondamento fattuale (Corte app. Ancona, n. 407/2021).


Se ciò che scrivo è vero posso pubblicarlo?

La verità del fatto è un elemento fondamentale.

Ma non è sufficiente affermare: “È vero perché lo penso io”.

Quando la recensione contiene fatti oggettivamente verificabili occorre poter dimostrare che quei fatti siano realmente accaduti.

Per esempio: “Ho aspettato un’ora”, è una dichiarazione relativa a un fatto.

“Il medico è incompetente” è invece una valutazione, ma può comunque assumere rilevanza a seconda del contesto nel quale viene formulata e delle motivazioni che la accompagnano.

Il problema nasce soprattutto quando il giudizio apparentemente soggettivo contiene implicitamente un’accusa fattuale.


Una recensione falsa può integrare diffamazione aggravata?

Sì.

Una recensione pubblicata su Google o altra piattaforma è accessibile a una pluralità potenzialmente indeterminata di utenti.

La capacità diffusiva del mezzo può quindi determinare l’applicazione dell’aggravante prevista dall’art. 595, comma 3, c.p.

La giurisprudenza di merito ha recentemente riconosciuto proprio il rilevante potenziale offensivo delle recensioni pubblicate su Google My Business, sottolineando che la piattaforma è accessibile a un pubblico indeterminato e può incidere direttamente sulla reputazione commerciale dell’attività interessata.


Una recensione anonima può essere diffamatoria?

Sì.

L’assenza del nome reale dell’autore non esclude la configurabilità del reato.

Il problema diventa piuttosto quello della identificazione dell’autore.

Possono assumere rilievo:

  • account utilizzato;

  • e-mail collegata;

  • elementi contenuti nella recensione;

  • circostanze conosciute soltanto da determinati clienti;

  • precedenti comunicazioni;

  • dati acquisibili attraverso la piattaforma;

  • elementi indiziari.

La giurisprudenza ammette, anche in materia di diffamazione online, che la paternità del contenuto possa essere dimostrata attraverso un complesso di elementi convergenti e non necessariamente mediante il solo indirizzo IP.


Una recensione negativa lasciata da chi non è mai stato cliente

Questo è uno dei casi più delicati.

Se la recensione descrive un’esperienza mai avvenuta, viene meno proprio il fondamento fattuale sul quale dovrebbe poggiare la critica.

Una recensione costruita artificialmente per danneggiare un concorrente o un professionista può quindi presentare un livello di offensività particolarmente elevato.

La prova che l’autore non abbia mai avuto alcun rapporto con l’attività recensita può assumere grande importanza.

Per questo è opportuno verificare:

  • prenotazioni;

  • fatture;

  • ricevute;

  • registri clienti;

  • e-mail;

  • messaggi;

  • nominativi;

  • date indicate nella recensione.


Posso rispondere pubblicamente alla recensione?

Sì, ma con cautela.

La risposta dell’attività non dovrebbe diventare a sua volta una fonte di problemi.

È generalmente preferibile:

  • non utilizzare insulti;

  • non divulgare dati personali del cliente;

  • non pubblicare informazioni riservate;

  • evitare accuse non dimostrabili;

  • limitarsi a contestare in modo oggettivo i fatti.

Una replica aggressiva può alimentare il conflitto e, nei casi peggiori, generare ulteriori contestazioni.

Quando la recensione è gravemente lesiva, la strategia migliore non è necessariamente discutere pubblicamente con l’autore.


Conviene chiedere subito la rimozione della recensione?

Dipende.

Prima di chiedere la rimozione è opportuno conservare la prova.

È utile acquisire:

  • screenshot integrale;

  • URL;

  • nome del profilo;

  • data della pubblicazione;

  • eventuali risposte;

  • numero di recensioni dell’utente;

  • posizione della recensione nella pagina;

  • eventuale variazione della valutazione complessiva dell’attività.

Una volta eliminato il contenuto, potrebbe diventare più difficile ricostruirlo.

Dopo avere preservato la prova, può essere valutata la richiesta di rimozione alla piattaforma.

Nel 2026 il Tribunale di Torre Annunziata, secondo quanto riportato dalla dottrina che ha commentato il provvedimento, ha ordinato in via cautelare la rimozione di una recensione Google Maps ritenuta illecita, evidenziando la possibilità di intervenire rapidamente quando il contenuto continui a produrre un danno reputazionale.


Google è obbligato a rimuovere una recensione diffamatoria?

Non automaticamente per il solo fatto che il destinatario la contesti.

La piattaforma deve essere posta in condizione di individuare il contenuto e di comprenderne l’asserita illiceità.

La questione coinvolge oggi anche la disciplina europea sui servizi digitali e gli obblighi degli intermediari.

In casi particolarmente gravi può rendersi necessario un intervento giudiziario.

La rimozione del contenuto e il procedimento penale costituiscono inoltre due questioni differenti.

Ottenere la cancellazione della recensione non equivale automaticamente ad accertare la responsabilità penale del suo autore.


Posso denunciare chi ha scritto la recensione?

Se la recensione integra gli elementi della diffamazione, può essere presentata querela.

Prima di procedere è però necessario valutare:

il contenuto esatto della recensione;la concreta offensività;la falsità dei fatti;l’identificabilità dell’autore;la diffusione del contenuto;il diritto di critica;la tempestività della querela.

La denuncia non dovrebbe essere utilizzata semplicemente come risposta a qualsiasi recensione negativa.

Il diritto penale interviene quando viene realmente compromessa la reputazione.


Quanto tempo ho per presentare querela?

La diffamazione è normalmente procedibile a querela.

Assume quindi grande importanza stabilire quando la persona interessata abbia avuto conoscenza della recensione.

La Cassazione, con riferimento alla diffamazione commessa sui social, ha affermato che il termine deve essere collegato alla conoscenza effettiva del contenuto, che normalmente si colloca in una data contestuale o prossima alla pubblicazione quando la persona acceda alla piattaforma direttamente o venga informata da terzi (Cass. pen., sez. V, n. 22787/2021).

È quindi importante non attendere inutilmente quando si ritiene che una recensione abbia oltrepassato i limiti della critica.


Una recensione può danneggiare anche una società?

Sì.

La tutela della reputazione non riguarda esclusivamente le persone fisiche.

Anche società, enti e attività imprenditoriali possiedono un’immagine commerciale e una reputazione suscettibili di essere compromesse.

Una falsa accusa relativa alla correttezza dell’impresa, alla qualità dei prodotti o alla liceità dell’attività può incidere direttamente:

  • sulla fiducia dei clienti;

  • sul fatturato;

  • sull’immagine commerciale;

  • sui rapporti con fornitori;

  • sulla reputazione online.

La stessa giurisprudenza riconosce da tempo la possibilità che anche gli enti collettivi siano persone offese dal reato di diffamazione.


Come si prova il danno provocato dalla recensione?

Il danno non coincide necessariamente con il semplice fatto che la recensione sia offensiva.

Possono assumere rilievo elementi come:

  • perdita di clienti;

  • cancellazione di prenotazioni;

  • riduzione delle richieste;

  • variazione del rating online;

  • diffusione della recensione;

  • permanenza del contenuto;

  • notorietà dell’autore;

  • gravità delle accuse.

Sul piano civile, la quantificazione deve essere collegata alle caratteristiche concrete della vicenda e al danno effettivamente prodotto.

La Cassazione ha ribadito anche nel 2026 che la liquidazione del danno non patrimoniale deve essere motivata considerando gli elementi specifici della fattispecie e non attraverso automatismi.


Sono stato querelato perché ho lasciato una recensione negativa: cosa devo fare?

La prima cosa è recuperare tutta la documentazione relativa all’esperienza recensita.

Possono essere fondamentali:

  • fatture;

  • ricevute;

  • fotografie;

  • messaggi;

  • e-mail;

  • prenotazioni;

  • reclami precedenti;

  • comunicazioni con il professionista;

  • documentazione relativa al servizio ricevuto.

La difesa deve comprendere se la recensione rappresentasse:

un fatto vero;un giudizio;una critica basata su un’esperienza reale;oppure l’attribuzione di fatti non dimostrabili.

Per una guida più ampia sulla posizione dell’indagato è possibile consultare l’approfondimento “Ho ricevuto una querela per diffamazione: cosa fare e come difendersi”.


Una recensione severa può comunque essere lecita

Sì.

Questo punto deve essere ribadito.

Il professionista o l’impresa non hanno diritto a ricevere esclusivamente recensioni positive.

La tutela della reputazione non può trasformarsi in uno strumento per impedire ai clienti di raccontare esperienze negative.

Il diritto penale deve intervenire soltanto quando il giudizio supera il limite della critica e si traduce in una vera lesione reputazionale.

La differenza passa soprattutto attraverso:

verità dei fatti;proporzione del linguaggio;contesto;gratuità dell’offesa.


Recensioni Google e reputazione professionale

Per alcune categorie professionali l’impatto può essere particolarmente significativo.

Una recensione che accusi falsamente:

un medico di avere commesso errori gravi;

un avvocato di avere sottratto denaro;

un commercialista di avere falsificato documenti;

un ristoratore di utilizzare alimenti pericolosi;

un’impresa di commettere frodi;

non rappresenta soltanto una valutazione negativa.

Può incidere direttamente sulla fiducia professionale, che costituisce uno degli elementi essenziali del rapporto con il cliente.

Proprio per questo il contenuto deve essere valutato con particolare attenzione.


Cosa fare se ricevo una recensione diffamatoria

In concreto, consiglierei di:

  1. conservare immediatamente la recensione;

  2. acquisire URL, data e profilo dell’autore;

  3. raccogliere la documentazione relativa al rapporto con il cliente;

  4. evitare risposte impulsive;

  5. valutare la richiesta di rimozione;

  6. verificare la possibilità di identificare l’autore;

  7. valutare tempestivamente la querela;

  8. documentare eventuali danni economici o reputazionali.

La tempestività è importante soprattutto quando la recensione continua a essere visibile nei risultati di ricerca.


Assistenza legale per recensioni diffamatorie su Google

Lo Studio assiste professionisti, imprese e persone coinvolte in procedimenti relativi a recensioni pubblicate su Google e altre piattaforme online.

L’attività comprende la valutazione del contenuto, la distinzione tra critica lecita e diffamazione, l’acquisizione della prova, l’identificazione dell’autore, la querela, la difesa dell’autore della recensione e la valutazione delle iniziative per ottenere la rimozione del contenuto.

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