
Responsabilità medica penale




Lo Studio dell'avvocato Salvatore del Giudice assiste medici, chirurghi, odontoiatri, anestesisti, ginecologi, infermieri, dirigenti sanitari e strutture sanitarie pubbliche e private coinvolti in procedimenti per responsabilità medica penale.
L'attività professionale è rivolta alla difesa di professionisti sanitari operanti a Napoli, in Campania e in tutta Italia che si trovino ad affrontare indagini per omicidio colposo, lesioni personali colpose, errori diagnostici, errori chirurgici, contestazioni relative al consenso informato o presunte violazioni delle linee guida cliniche.
La formazione dell'avvocato Salvatore del Giudice si è sviluppata attraverso un costante approfondimento della materia sia in Italia sia all'estero, mediante la partecipazione a convegni, attività di studio e percorsi di aggiornamento dedicati al diritto sanitario, alla responsabilità professionale e ai sistemi comparati di gestione del rischio clinico.
L'esperienza maturata nel settore della colpa medica riguarda le principali aree di contenzioso sanitario: omessa o ritardata diagnosi, errori nell'esecuzione di interventi chirurgici, complicanze anestesiologiche, infezioni nosocomiali, gestione del travaglio e del parto, errori terapeutici e farmacologici, mancato monitoraggio post-operatorio e responsabilità dell'équipe medica.
L'avvocato Salvatore del Giudice è relatore in convegni dedicati alla responsabilità medica penale ed è autore di articoli, commenti a sentenza e approfondimenti specialistici rivolti a professionisti sanitari e operatori del diritto.
La responsabilità medica penale è un ramo del diritto penale che riguarda i reati commessi dai medici e dagli esercenti le professioni sanitarie, nell’esercizio della propria attività professionale.
Sussiste una ipotesi di responsabilità medica penale allorquando un medico ponga in essere una condotta colposa (ad esempio, errore diagnostico, errata manovra, errore chirurgico) che determini una lesione psicofisica o il decesso del paziente.


La responsabilità penale del medico non deriva automaticamente dal verificarsi di una complicanza o dall'esito sfavorevole di un trattamento sanitario.
Nel processo penale occorre dimostrare che il sanitario abbia violato una regola cautelare attraverso una condotta caratterizzata da negligenza, imprudenza o imperizia e che tale violazione abbia causato, secondo i criteri propri del diritto penale, il decesso o le lesioni riportate dal paziente.
L'accertamento della responsabilità si fonda normalmente su tre profili fondamentali:
l'esistenza di una condotta colposa;
il rispetto delle linee guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali;
il nesso causale tra la condotta contestata e l'evento dannoso.
Proprio il tema del nesso causale rappresenta oggi uno dei principali terreni di confronto nei procedimenti per responsabilità medica penale.
Non è infatti sufficiente individuare un errore professionale: occorre dimostrare che, in assenza di tale errore, l'evento lesivo sarebbe stato evitato con elevato grado di credibilità razionale.
Per un approfondimento sul tema, vai qui.
Le linee guida e le buone pratiche clinico-assistenziali costituiscono il fulcro dell'attuale sistema della responsabilità sanitaria.
Con l'introduzione dell'art. 590-sexies c.p., il legislatore ha previsto una specifica causa di esclusione della punibilità per i casi nei quali l'evento si sia verificato per imperizia e il sanitario abbia rispettato linee guida adeguate al caso concreto o, in loro assenza, le buone pratiche clinico-assistenziali.
Tuttavia, il richiamo alle linee guida non rappresenta uno scudo automatico contro la responsabilità penale. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito che il giudice deve verificare non soltanto l'esistenza delle raccomandazioni scientifiche applicabili al caso, ma anche la loro concreta osservanza e la loro adeguatezza rispetto alle condizioni del paziente.
Per un approfondimento dedicato alla disciplina dell'art. 590-sexies c.p. e al rapporto tra linee guida e responsabilità del sanitario è possibile consultare la guida completa dedicata all'art. 590-sexies c.p.
Ricevere un avviso di garanzia per responsabilità medica non significa essere colpevoli.
Nella maggior parte dei casi l'iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un passaggio necessario per consentire al sanitario di partecipare ad accertamenti tecnici irripetibili, consulenze medico-legali o attività investigative che potrebbero incidere sull'esito del procedimento.
È fondamentale attivare immediatamente una difesa tecnica specializzata, nominare un consulente medico-legale di fiducia e verificare sin dalle prime fasi la correttezza dell'impostazione accusatoria, la sussistenza del nesso causale e l'effettiva esistenza di una violazione delle regole dell'arte medica.
Per un approfondimento:
> Autopsia nella colpa medica: il momento decisivo in cui il medico può iniziare a difendersi
La difesa del medico nel processo penale
La difesa nei procedimenti per responsabilità medica penale non può essere improvvisata. Nella maggior parte dei casi le sorti del procedimento si giocano già nella fase delle indagini preliminari, attraverso la partecipazione agli accertamenti tecnici irripetibili, l'analisi critica della documentazione clinica e la verifica della correttezza scientifica delle conclusioni formulate dai consulenti dell'accusa.
L'esperienza giudiziaria dimostra che le contestazioni rivolte ai professionisti sanitari riguardano frequentemente tre profili fondamentali: l'individuazione della regola cautelare asseritamente violata, l'accertamento del nesso causale tra la condotta contestata e l'evento lesivo e la verifica dell'adeguatezza delle linee guida rispetto alle peculiarità del caso concreto.Per tale ragione una strategia difensiva efficace richiede il coinvolgimento tempestivo di consulenti medico-legali e specialisti della disciplina interessata, al fine di verificare se l'evento fosse realmente evitabile e se il comportamento del sanitario si sia effettivamente discostato dagli standard richiesti dalla comunità scientifica.
Per approfondire le principali strategie difensive adottate nei procedimenti per colpa medica è possibile consultare la guida dedicata alla difesa del medico nel processo penale.