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Falso ideologico per induzione: Non sussiste se il p.u. omette qualsiasi iniziativa conseguente.

Con la pronuncia in argomento, il Tribunale di Trieste (dott. Alessio Tassan) ha affermato che non è integrato il tentativo di falsità ideologica per induzione in errore del pubblico ufficiale (artt. 56,48,480 cod. pen.), nel caso in cui quest'ultimo non si sia determinato, in conseguenza delle false dichiarazioni rese dal privato, a porre in essere una condotta qualificabile come atto idoneo e diretto in modo non equivoco all'adozione di un provvedimento ideologicamente falso, in quanto solo gli atti del pubblico ufficiale conseguenti alla induzione in inganno possono assurgere ad elemento del tentativo del falso commesso da quest'ultimo e non già il mero inganno del privato che può, eventualmente, integrare un diverso ed autonomo reato.

Tribunale di Trieste

Tribunale Trieste, 17/03/2022, (ud. 17/12/2021, dep. 17/03/2022), n.2099


Svolgimento del processo

Con decreto del G.U.P. emesso in data 10/10/2018, Li.Ve. veniva tratta a giudizio avanti all'intestato Tribunale per rispondere del reato di falso in atto pubblico, come meglio descritto in rubrica.


Alla prima udienza del 03/05/2019, dichiarata l'assenza dell'imputata (dichiarazione revocata nel prosieguo del processo), in assenza di questioni preliminari il Tribunale dichiarava aperto il dibattimento e acquisiva documenti prodotti dal pubblico ministero.


Alla successiva udienza del 25/10/2019 la trattazione del processo veniva rinviata per adesione del difensore all'astensione dalle udienze proclamata dall'Unione delle Camere Penali.


L'udienza del 17/04/2020 veniva differita d'ufficio in applicazione del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, emanato per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da virus COVID-19.


All'udienza del 06/11/2020 non veniva svolta alcuna attività istruttoria per mancata comparizione dei testimoni.


All'udienza del 23/04/2021 si procedeva all'esame dei testimoni Al.De., Da.Ge., Ma.Ve., El.Ma. e Du.Sh.. Veniva altresì acquisita ulteriore documentazione.


All'udienza del 10/09/2021 venivano acquisite ai sensi dell'art. 512 c.p.p. le dichiarazioni rese nel corso delle indagini dal testimone Ma.Ca., nel frattempo deceduto.


All'udienza del 03/12/2021 venivano acquisite ai sensi dell'art. 512 c.p.p. le dichiarazioni rese nel corso delle indagini dal testimone Ge.Ho., nel frattempo risultato irreperibile. L'imputata rendeva l'esame.


Infine, all'udienza del 17/12/2021 le parti discutevano la causa concludendo come da verbale e il Tribunale pronunciava sentenza come da dispositivo.



Motivi della decisione

Deve essere pronunciata sentenza di condanna nei confronti dell'imputata in ordine al delitto a lei contestato al capo A) di rubrica.


1. Fatto e risultanze istruttorie


L'Isp. sup. Al.De. e l'isp. cap. Da.Ge. hanno riferito in dibattimento che il 13/10/2017 l'imputata, Li.Ve., si era presentata negli uffici della Questura per presentare delle dichiarazioni di cessione di fabbricato (la propria abitazione sita a Trieste in via (…) n. 7/1) a beneficio di due cittadini kosovari (Du.Sh. e Me.Kr.), che erano in sua compagnia.


Le predette dichiarazioni erano funzionali all'ottenimento del permesso di soggiorno.


Pochi minuti dopo, l'imputata aveva manifestato l'intenzione di presentare una ulteriore dichiarazione a favore di un altro cittadino kosovaro sopraggiunto negli uffici (tale Ge.Ho.).


Stante il nervosismo della Ve. e tenuto conto del fatto che la medesima imputata negli ultimi quattro mesi aveva presentato altre sei dichiarazioni di cessione del medesimo fabbricato a beneficio di numerosi cittadini extracomunitari, erano stati disposti accertamenti per verificare la verità quanto dichiarato, risultando la circostanza assai poco plausibile (vedasi copia dichiarazioni aff. 6-14 dib.).


Alcune di queste dichiarazioni in passato avevano comportato l'effettivo rilascio di permessi di soggiorno a favore di Al.Sa., Em.Be. e So.Vl. (aff. 40, 42, 44 p.m.).


Il cittadino kosovaro Du.Sh. ha dichiarato che nel 2017 era recentemente immigrato in Italia ed era intenzionato a presentare domanda per ottenere la protezione internazionale e il permesso di soggiorno.


Per le prime settimane era stato ospitato da amici e parenti; tuttavia, necessitava di una formale dichiarazione di ospitalità presso una abitazione per poter ottenere il permesso di soggiorno.


Parlando del proprio problema con alcuni connazionali, aveva appreso che c'era una cittadina italiana che, dietro il pagamento di un corrispettivo, presentava in Questura false dichiarazione di cess