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Reati in materia di edilizia ed urbanistica.



1. Premessa.

La violazione delle disposizioni edilizie ed urbanistiche può comportare oltre a sanzioni amministrative, civili e fiscali anche l'instaurazione di un procedimento penale a carico del trasgressore, con conseguenze anche gravi.

I reati edilizi sono individuati dall'art. 44 del DPR 380/01 e possono essere suddivisi in tre categorie:

a) inosservanza delle norme edilizie vigenti o delle prescrizioni contenute negli strumenti urbanistici e nei progetti approvati (pensiamo al caso di chi costruisca in difformità parziale o in variazione essenziale dal progetto approvato).

In questo caso la pena prevista è l’ammenda fino ad € 10.329

b) costruzione in assenza del permesso di costruire (costruzione completamente abusiva o in totale difformità dal progetto approvato).

In questo caso la pena prevista è l'arresto fino a due anni e l’ammenda da € 5.164 fino ad € 51.645

c) lottizzazione abusiva(costruzione in assenza del permesso di costruire, in difformità totale o in variazione essenziale in zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico e ambientale).

In questo caso la pena prevista è l’arresto fino a due anni e l’ammenda da € 15.493 fino ad € 51.645.


2. La giurisprudenza di legittimità

Cassazione penale , sez. III , 02/11/2022 , n. 43250

In tema di reati edilizi, compete al giudice dell'esecuzione la valutazione della possibilità di non eseguire l'ordine di demolizione ove non sia possibile il ripristino dello stato dei luoghi per il pregiudizio derivante alla porzione di immobile legittimamente edificata, secondo la procedura cosiddetta di fiscalizzazione di cui all' art. 33, comma 2, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 , tale decisione potendo inoltre essere sindacata in sede di legittimità solo nei limiti del vizio di motivazione. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del giudice dell'esecuzione che, in un caso di interconnessione delle opere abusive con quelle regolarmente assentite, aveva rigettato la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione sul rilievo che, con essa, non si sarebbe pregiudicata la staticità dell'edificio).


Cassazione penale , sez. III , 14/09/2022 , n. 36548

In tema di reati edilizi, il giudice ha la facoltà, e non l'obbligo, di subordinare il beneficio della sospensione condizionale della pena, concesso per la prima volta, alla demolizione dell'opera abusiva al fine di eliminare le conseguenze dannose o pericolose del reato, dovendo, conseguentemente, indicare le ragioni per le quali, nel formulare il giudizio prognostico di cui all' art. 164, comma 1, c.p. , ritenga necessario porre l'esecuzione di tale ordine come condizione per la fruizione del beneficio. (In motivazione, la Corte ha precisato che il giudizio prognostico può ricavarsi anche dai passaggi argomentativi relativi alla determinazione del trattamento sanzionatorio, ovvero alla valutazione del fatto ovvero ancora alla persistente inottemperanza all'ordine di demolizione impartito dal Comune).


Cassazione penale , sez. III , 05/07/2022 , n. 35383

In materia edilizia, la sostanziale natura lottizzatoria dell'intervento edificatorio, per il quale risultano rilasciati singoli permessi di costruire, impone l'approvazione del piano di lottizzazione, anche in caso di formale assenza di un obbligo di adozione in tal senso, posto che il titolo edilizio deve essere verificato alla luce della natura dell'opera realizzanda, delle sue caratteristiche strutturali e dell'idoneità di essa a produrre una trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni interessati, ai sensi dell'art. 30 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. (Fattispecie in cui la Corte ha valutato corretta la decisione che aveva ritenuto configurabile il reato di lottizzazione abusiva a fronte dell'edificazione di diciotto edifici, suddivisi in circa trecentotrenta unità immobiliari, aventi volumetria assentita ottantaseimila mc., idonei ad accogliere oltre milleduecento persone, avvenuta senza la previa approvazione di un piano di lottizzazione, in zona di nuova espansione e solo parzialmente urbanizzata, rispetto alla quale sussisteva l'esigenza di raccordo con il preesistente aggregato abitativo e di potenziamento delle opere di urbanizzazione).


Cassazione penale , sez. III , 15/06/2022 , n. 36552

Integra, anche successivamente alle modifiche dell' art. 3, comma 1, lett. e.5), d.P.R. n. 380 del 2001 , operate dal d.l. 16 luglio 2020, n. 76 , conv., con modificazioni, dalla l. 11 settembre 2020, n. 120 , il reato di lottizzazione abusiva l'installazione di manufatti leggeri (nella specie, unità abitative mobili poste all'interno di un'area adibita a campeggio), nel caso in cui gli stessi, in quanto non amovibili e destinati a soddisfare bisogni non temporanei degli utilizzatori, risultino stabilmente collocati sull'area di sedime, non rispondendo pertanto al requisito, richiesto per la sottrazione al regime di controllo edilizio, di precarietà strutturale e funzionale, così da trasformarsi, di fatto, in beni immobili.


Cassazione penale , sez. III , 26/05/2022 , n. 26274

In tema di reati edilizi, il termine per adempiere all'obbligo di demolizione del manufatto abusivo, al quale sia stato subordinato il beneficio della sospensione condizionale della pena, decorre dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna e non dalla notifica al condannato dell'ingiunzione a demolire.


Cassazione penale , sez. III , 07/04/2022 , n. 21910

La confisca dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere ivi illegittimamente costruite, già disposta in primo grado ai sensi dell' art. 44, comma 2, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 , ove sia accertata la sussistenza degli elementi soggettivo e oggettivo del reato, deve essere mantenuta dal giudice dell'impugnazione, in caso di intervenuta prescrizione del reato, anche in relazione ai reati commessi prima della entrata in vigore dell' art.578-bis c.p.p. , avendo detta disposizione, in relazione alla confisca in oggetto, natura esclusivamente processuale.


Cassazione penale , sez. III , 07/04/2022 , n. 21910

La contravvenzione di lottizzazione abusiva, in quanto reato a consumazione anticipata, è integrata non solo dall'effettiva trasformazione del territorio ma da qualsiasi attività che comporti anche il mero pericolo di un'urbanizzazione non prevista o diversa da quella programmata, purché si traduca in interventi mirati alla realizzazione di opere che, per caratteristiche o dimensioni, pregiudichino la riserva pubblica di programmazione territoriale, sicché, in caso di lottizzazione abusiva materiale, è necessario e sufficiente che la condotta tenuta, valutata con giudizio ex ante, sia idonea ed oggettivamente adeguata a determinare l'evento, potendo infatti integrare, sul piano oggettivo, gli estremi del reato anche le condotte di inizio di esecuzione di opere suscettibili di determinare una trasformazione urbanistica o edilizia del territorio in violazione di previsioni di piano o normative ovvero in assenza di autorizzazione.