Stalking condominiale: quando il vicino diventa un persecutore
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Stalking condominiale: quando il vicino diventa un persecutore

Stalking condominiale: quando il vicino diventa un persecutore

Guida pratica per capire se puoi procedere penalmente

Lo stalking non riguarda solo relazioni sentimentali finite male.

La giurisprudenza riconosce ormai da tempo una forma specifica e sempre più frequente di atti persecutori in ambito condominiale, quando il conflitto tra vicini supera la soglia del semplice fastidio e diventa persecuzione sistematica.

Non ogni lite tra condomini è un reato.

Ma quando lo è, lo è in senso pieno.


1. Cos’è lo stalking condominiale (art. 612-bis c.p.)

Il reato di atti persecutori (art. 612-bis c.p.) si configura quando una pluralità di condotte reiterate provoca nella vittima almeno uno dei seguenti eventi:

  • un grave e perdurante stato di ansia o paura;

  • un fondato timore per la propria incolumità o quella dei familiari;

  • la necessità di modificare le proprie abitudini di vita.

La Corte di cassazione ha chiarito che lo stato d’ansia può essere provato anche in via indiziaria, desumendolo direttamente dalla natura delle condotte poste in essere, se idonee a destabilizzare una persona comune(Cass. pen., sez. V, 3 ottobre 2025, n. 40398).


2. Quali condotte condominiali possono integrare il reato

In ambito condominiale, la giurisprudenza ha ritenuto penalmente rilevanti, se reiterati e volontari:

  • rumori molesti sistematici, specie notturni;

  • offese e aggressioni verbali continue;

  • minacce anche indirette;

  • dispetti ripetuti (getti di acqua o rifiuti, sottrazione di posta, danneggiamenti);

  • utilizzo persecutorio delle parti comuni.

Secondo il Tribunale di Frosinone, lo stalking condominiale si configura quando tali condotte generano nella vittima un grave e persistente stato di ansia, tale da condizionare la vita quotidiana(Trib. Frosinone, 21 maggio 2024, n. 735).


3. Il conflitto reciproco esclude lo stalking?

No.

La Cassazione ha affermato in modo costante che la reciprocità delle condotte moleste non esclude il reato, ma impone al giudice una motivazione più rigorosa sull’esistenza dell’evento di danno(Cass. pen., sez. V, 30 settembre 2025, n. 36576).

Diverso è il caso in cui manchino abitualità, reiterazione ed effetti psicologici rilevanti: in tali ipotesi si resta nell’ambito della lite condominiale, non del diritto penale(Trib. Bari, sez. I, 2 luglio 2025, n. 3282).


4. Serve uno stravolgimento totale della vita?

No.

Il “mutamento delle abitudini di vita” non richiede cambiamenti radicali.

La Cassazione ha chiarito che ciò che conta è l’impatto emotivo e psicologico della costrizione, non la quantità delle variazioni apportate(Cass. pen., sez. V, 22 gennaio 2018, n. 10111).

Anche evitare spazi comuni, cambiare orari o vivere in uno stato costante di allerta può essere sufficiente.


5. È possibile lo stalking verso più condomini?

Il reato può riguardare anche più persone, ma solo a una condizione precisa: gli elementi costitutivi devono realizzarsi nei confronti di ciascun condomino.

Non basta un disagio collettivo o un clima teso: serve la prova dell’evento persecutorio individuale(Cass. pen., sez. V, 1 aprile 2025, n. 20386).


6. Le misure cautelari nei casi di stalking condominiale

Nei casi più gravi possono essere applicate misure come il divieto di avvicinamento o il braccialetto elettronico.Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che tali misure non possono trasformarsi di fatto in un divieto di dimora, comprimendo in modo sproporzionato il diritto all’abitazione (Cass. pen., sez. V, 9 settembre 2019, n. 3240).


7. Quando ha davvero senso procedere penalmente

Una denuncia per stalking condominiale è giuridicamente fondata quando:

  • le condotte sono reiterate nel tempo;

  • sono chiaramente vessatorie;

  • producono ansia, paura o limitazioni concrete della libertà personale;

  • esistono riscontri minimi (testimoni, segnalazioni, documentazione).

In assenza di questi elementi, il rischio è una penalizzazione impropria di conflitti che dovrebbero restare sul piano civile.


Conclusione

Lo stalking condominiale esiste ed è un reato serio.Ma non è uno strumento per risolvere antipatie o liti di vicinato.

Nel diritto penale, la differenza non sta nel singolo episodio, ma nell’effetto che una condotta produce sulla libertà dell’altro.

Ed è lì che passa la linea – sottile ma decisiva – tra fastidio e persecuzione.

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